Cisgiordania: Audizione di Operazione Colomba sulla violenza crescente

News pubblicata il: 12/02/2026
Le volontarie della Comunità Papa Giovanni XXIII denunciano l’aumento delle aggressioni in Cisgiordania

Il 28 gennaio 2026, presso il Comitato permanente sui diritti umani nel mondo della Camera dei Deputati, due volontarie di Operazione Colomba, il Corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, hanno denunciato un significativo aumento delle violenze in Cisgiordania nel 2025. Le rappresentanti hanno portato alla luce casi di aggressioni e abusi subiti dalla popolazione palestinese, evidenziando l’introduzione della figura del “soldato-colono”.

 

Le volontarie hanno sottolineato che «mai vista tanta violenza in 21 anni di presenza». Hanno riportato il caso di Said al-Amoor, che ha perso una gamba a causa di un’aggressione da parte di un colono e successivamente è stato arrestato insieme al figlio.

 

 

La figura del soldato-colono

Da due anni, è emersa la figura del “soldato-colono”, riservisti israeliani autorizzati a usare le armi contro i civili palestinesi. Un evento significativo ha coinvolto un colono che ha minacciato due carabinieri italiani vicino a Ramallah.

 

 

L’omicidio di Awdah Hathaleen

Le volontarie hanno anche ricordato l’omicidio di Awdah Hathaleen, collaboratore del documentario premio Oscar No other land, ucciso mentre manifestava contro la costruzione di una strada verso un avamposto israeliano.

 

La presenza di Operazione Colomba in Cisgiordania è iniziata nel 2004, con iniziative come lo “school patrol” per proteggere i bambini palestinesi dalle violenze dei coloni. La loro azione mira a documentare le violenze e promuovere la nonviolenza come forma di resistenza.