Ad Atene, la prostituzione si manifesta in forme complesse e preoccupanti, con donne vulnerabili costrette a vendere il proprio corpo in un contesto di sfruttamento e clandestinità. La capitale greca, priva di un vero e proprio ‘quartiere a luci rosse’, presenta aree del centro urbano come Omonia Square e Metaxourgio, dove si trovano donne provenienti da diverse nazioni, tra cui Bulgaria, Romania e Nigeria.
Nel 2025, le forze di polizia greche hanno intensificato le operazioni contro la tratta, chiudendo numerosi bordelli sospettati di sfruttamento. Le operazioni hanno portato all’arresto di oltre 40 persone e alla protezione di molte donne vittime di tratta. Queste donne, spesso senza documenti e in cerca di asilo, sono reclutate tramite false offerte di lavoro e costrette a prostituirsi.
Numerose organizzazioni, tra cui A21 e RENATE, si impegnano per assistere le vittime e promuovere la loro reintegrazione nella società. La Comunità Papa Giovanni XXIII, presente in Grecia dal 2014, offre supporto attraverso la Casa Famiglia Divina Provvidenza, dedicata a minori e adulti vulnerabili, inclusi rifugiati.
In occasione della memoria di Santa Giuseppina Bakhita, simbolo della lotta contro la tratta, la Comunità ha organizzato una veglia di preghiera con l’Arcivescovo di Atene. Questo momento ha rappresentato un gesto di solidarietà e un richiamo all’azione concreta per la promozione della dignità umana e l’accoglienza delle vittime di sfruttamento.
La situazione ad Atene è un monito per tutti noi: è necessario unire le forze per garantire che ogni persona possa vivere in libertà, senza paura di essere sfruttata o abusata.
