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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
03/08/2020
Cuneo: migranti cercano lavoro e dignità 
Nelle settimane scorse in Piemonte si è aperto un dibattito pubblico sulla questione dei braccianti stranieri stagionali in cerca di lavoro per la raccolta della frutta. Ecco la versione integrale della lettera aperta del nostro Presidente Ramonda, pubblicata in parte su La Stampa di domenica 2 Agosto.   Gentile Direttore, in questi giorni è tornata alla ribalta delle cronache il tema dei migranti stagionali in cerca di un lavoro per la raccolta nei campi, in particolare nel saluzzese per la raccolta della frutta. La stagione della frutta - pesche, mele, Kiwi - dura da maggio fino a metà novembre. Il fenomeno si è intensificato negli ultimi dieci anni, all'indomani della crisi economica, quando molti migranti dell'Africa sub-Sahariana si riversarono, in particolare nel saluzzese, in cerca di un lavoro stagionale nella raccolta della frutta. Oggi, questa situazione, già difficile da gestire, unitamente all'emergenza del Covid, sta facendo deflagrare una questione mai risolta definitivamente. Chi lavora e chi viene in cerca di lavoro deve avere una sistemazione dignitosa. Accampamenti nei parchi cittadini, come quelli verificatisi nelle scorse settimane, non rispettano né la dignità dei migranti né il diritto delle famiglie di poter beneficiare degli spazi pubblici. Molti di loro sono assunti con un contratto a chiamata: formalmente dura tre-quattro mesi, ma di fatto i migranti lavorano solo pochi giorni. La ragione è la seguente: quando è il momento giusto per la raccolta della frutta è necessaria molta forza lavoro - tanti braccianti - in pochi giorni. Quando è pronta, la frutta va raccolta in fretta. Per lavoratori stranieri in cerca di fortuna, pochi giorni di lavoro è meglio di niente. Come Comunità Papa Giovanni, insieme alla Caritas locale, gestiamo dal 2006 a Saluzzo una casa di accoglienza per queste persone in cerca di lavoro. Abbiamo ospitato fino a 100 persone, divenendo un punto di riferimento per questi migranti, specie per i più vulnerabili, seguendo il carisma che ci ha lasciato il nostro fondatore, don Oreste Benzi, di essere al fianco degli ultimi tra gli ultimi. Tutto senza alcun contributo pubblico. Non è stato semplice. Ci sono stati diversi episodi difficili. Ne cito uno di alcuni anni fa. Una sera arrivarono presso la casa un gruppo di migranti che erano rimasti esclusi dalla mensa, in quanto non c'era posto per tutti. Volevano rubare il pentolone della pasta. Chiamammo le forze dell'ordine per sedare gli animi, ma capivamo le ragioni di chi aveva fame. Vengono in mente le parole di Primo Levi: “Considerate se questo è un uomo che lotta per mezzo pane”. Ogni anno i posti che riuscivamo ad offrire non bastavano mai: ne servivano almeno il doppio. In mezzo a tante parole c'è chi si sporca le mani, anche col rischio di rimanere contagiati. Quest'anno sono molto meno rispetto al passato si pensava che a causa del Covid non si ripetesse il fenomeno. Invece sono arrivati. Sono molto meno rispetto al passato, ma non sono stati predisposti interventi per le note ragioni di sicurezza sanitaria. In tutti questi anni non c'è mai stata una soluzione definitiva del problema. Quali soluzioni possibili? Si potrebbe realizzare un campo di prima accoglienza dove avere un primo contatto con i migranti che arrivano in zona. Quest'anno, a causa dell'emergenza sanitaria, dovrebbe esser gestito dalla Protezione Civile. Inoltre ci vorrebbero tanti mini-campi nei pressi dei luoghi in cui si raccoglie la frutta, gestiti dagli agricoltori. Quest'ultimi potrebbero usare a questo scopo una parte della paga dei braccianti. E' quella che si chiama “accoglienza diffusa”, un'esperienza che sta funzionando. Si evitano grandi assembramenti, difficili da gestire e che presentano problemi di sicurezza e di igiene, creando fondati timori nella popolazione residente. In un campo piccolo, invece, si seguono meglio gli ospiti e c'è meno timore da parte della popolazione. La gestione dovrebbe essere realizzata da Tavoli concordati che coinvolgano tutti gli attori: Prefetture, Questure, Asl, Enti locali, Privato Sociale e cittadini. Chi cerca lavoro, cerca dignità. Cordialmente, Giovanni Paolo Ramonda Presidente Comunità papa Giovanni XXIII
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/08/2020
Ecologia: un nuovo strumento gratuito per i giovani
Si chiama The Green Diary, un sito rivolto ai giovani e non solo, che vogliono raccogliere l'invito di Papa Francesco per un'ecologia integrale. Un vero e proprio diario, fatto di spunti di riflessione per meglio osservare, valutare ed agire. Ma anche un documento aperto che può essere arricchito dai contributi di ognuno, proprio come si scrive su un diario. «“Il grido della terra e dei poveri non può più aspettare” sono le parole che cinque anni fa Papa Francesco ci consegnava nell’enciclica Laudato Si’. Con questo “Diario” anche la Comunità Papa Giovanni XXIII intende fornire il suo contributo alla Chiesa, ed in particolare ai giovani, in cammino verso una nuova Ecologia Integrale». E' il commento di Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità fondata da don Oreste Benzi. Il tema dell’ecologia è approfondito tramite dieci parole chiave, ognuna delle quali è dettagliata in momenti di preghiera, spunti di lettura dalla Enciclica "Laudato si'", racconti di testimoni di oggi e di ieri della Comunità Papa Giovanni XXIII e semplici ed efficaci inviti all'azione ecologica. La Comunità di don Benzi è impegnata, insieme ad altri movimenti cattolici di tutto il mondo, per agire secondo le logiche di una ecologia integrale. «Quest'anno non abbiamo potuto realizzare i campi di condivisione per i giovani. Erano occasioni di vita comune con i poveri nelle periferie del mondo in cui siamo presenti. E così è nato questo strumento on line. Una cassetta degli attrezzi per crescere nella consapevolezza ecologica, una mappa per i giovani, troppo spesso dimenticati, diventando preda del primo occupante» spiega Ramonda. Visita thegreendiary.apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/07/2020
Donne trafficate come oggetti
Il 30 luglio si celebra la giornata mondiale contro la tratta di persone: ancora oggi ci sono 25 milioni di persone trafficate nel mondo, il 30% delle quali sono minori. Radio Vaticana ha intervistato il Presidente della Comunità Papa Giovanni XIII, Paolo Ramonda: Il 30 luglio, ricorre la Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani, una riflessione con Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII: «Già 30 anni fa don Benzi aveva denunciato un traffico di organi di bambini. Gli diedero del visionario». Ramonda ricorda le parole del fondatore: «Anche solo una persona salvata è una meraviglia agli occhi di Dio e agli occhi dell’umanità", diceva, richiamandoci a lottare e a fare di tutto per salvare anche una sola creatura da qualsiasi schiavitù. Poi, però, ci invitava ad un doppio impegno con questa bellissima frase: "mettere la spalla sotto la croce di chi soffre e dire a chi fabbrica le croci di smettere di costruirle». Ascolta l'intervista integrale   L'Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, oggi nel titolo di apertura ricorda che: «In tanti non hanno dimenticato il 12 agosto 2016, quando Bergoglio si è recato in una struttura romana della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, per incontrare 20 donne liberate dal racket della prostituzione». Leggi il Magistero di Papa Francesco contro la tratta degli esseri umani   Avvenire ha dedicato all'argomento il proprio editoriale: Provate a camminare anche voi, da fratelli e da sorelle, sulla strada delle donne comprate e vendute come schiave del sesso. Leggi l'editoriale di Avvenire   Il bimestrale Sempre sul proprio sito web ha titolato sul tema della Tratta in Europa durante l'emergenza Covid e ha portato una storia: Mariela (nome di fantasia), 24 anni, giovane bulgara che si prostituiva in Emilia Romagna. È rimasta incinta del cliente con cui ha vissuto nel lockdown. Leggi l'articolo integrale          
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
30/07/2020
Un Pasto al Giorno, insieme contro le nuove povertà 
L’Emergenza COVID-19 ha provocato forti ripercussioni sociali in tutto il mondo facendo emergere nuove fasce di povertà e di disagio. Anche in Italia ci sono sempre più persone che hanno grandi difficoltà nel provvedere ai bisogni più basici. Questa situazione ha visto aumentare a dismisura il numero degli “ultimi”, coloro che hanno perso tutto e per disperazione rischiano di perdere anche la dignità. Per questo la missione della Papa Giovanni non si può fermare mai. “Finché gli ultimi non saranno i primi” è l’impegno che perseguiamo ogni giorno per restituire agli ultimi, anche a questi “nuovi ultimi, la dignità di persona, calpestata dall’ingiustizia. Per questo l’edizione 2020 di Un Pasto al Giorno – l’evento di piazza che l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII organizza fin dal 2008 – vuole mettere l’accento sulle nuove povertà, sensibilizzando sui bisogni e le necessità di persone che fino ad oggi riuscivano a sopravvivere dignitosamente ma che, a causa della pandemia, sono precipitate in una condizione di indigenza. Tutto questo senza dimenticare le “vecchie povertà”, i milioni di bambini e di persone nel mondo che lottano per non morire di fame. Restituire la dignità vuol dire accogliere con fraternità, attenzione, rispetto. Un Pasto al Giorno non è solo la “fornitura” di un pasto, è soprattutto accoglienza, far sentire le persone parte di una comunità. È il modo con cui noi della Papa Giovanni abbiamo scelto di vivere, condividendo la nostra vita con gli ultimi (#sharinghumanity). Condividere per noi è “avere in comune” prima che “dividere con”; è uno stile di vita che ci fa vivere la nostra vita insieme agli ultimi combattendo le ingiustizie e le distorsioni della nostra società. Per testimoniare la nostra modalità di accoglienza abbiamo pensato ad un gadget diverso, una tovaglietta, che rappresenta il posto a tavola preparato per chi ne ha più bisogno. Perché il bisogno di essere accolti e accettati è forte quanto quello di mangiare. Per produrre tovagliette belle, adatte alle nostre case, abbiamo pensato di chiedere ai migliori talenti creativi di aiutarci. Insieme ad AI - Associazione italiana Autori di Immagini, schierando tutta la forza della creatività per combattere la fame. E’ stata lanciata una Call for Artists per disegnare la collezioni di tovagliette che si potranno avere durante l’evento di settembre. Ognuno di noi avrà così la possibilità di invitare a tavola uno o più poveri. Il contributo offerto per avere la tovaglietta sarà come prenotare un posto a tavola per chi ne ha veramente bisogno, lasciando per lui un “pasto sospeso”. Scopri di più su unpastoalgiorno.apg23.org
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/07/2020
Omotransfobia, legge pericolosa
«Siamo preoccupati per questo progetto di legge che nasconde insidie sulla libertà di educazione e sulla libertà di opinione. Non è in gioco la non discriminazione delle persone con orientamento omosessuale, su cui tutti siamo concordi, bensì il rischio di indottrinamento dei bambini fin da piccolissimi sull'ideologia gender, come previsto dall'articolo 5. Si tratta di una “colonizzazione ideologica” per usare le parole di Papa Francesco. Inoltre il fatto che abbiano dovuto esplicitare con un emendamento che è tutelata la libertà di opinione la dice lunga sulla pericolosità di questa norma, eccessivamente vaga e discrezionale, approvata in piena notte». E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, alla notizia dell'approvazione della proposta di legge sull'omofobia in Commissione Giustizia. «Mi chiedo se, la prossima volta che diremo che secondo noi un bambino ha diritto ad essere adottato da un papà ed una mamma, maschio e femmina, saremo perseguiti penalmente per il reato di omotransfobia» conclude Ramonda.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/07/2020
Storia di Nico, figlio come i miei
Gentile direttore, l’inferno che stanno vivendo i migranti nelle isole greche è sotto gli occhi di tutto il mondo: il sovraffollamento, la mancanza di servizi igienici e cure mediche adeguati, la poca sicurezza, la scarsità di cibo, la precarietà. Siamo i responsabili di una casa famiglia della 'Papa Giovanni XXIII' e da 5 anni viviamo ad Atene. Ogni giorno riceviamo richieste di accoglienza di migranti e ascoltiamo storie che tolgono il respiro. Tra le tante persone che accogliamo nella nostra casa c’è Nico. Leggi la sua storia su avvenire.it
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/07/2020
Giovanni Ramonda riconfermato
Giovanni Paolo Ramonda è stato eletto per la terza volta Responsabile Generale della Comunità Papa Giovanni XXIII. Dalla morte del fondatore Don Oreste Benzi, avvenuta il 2 novembre del 2007, è lui a guidare la Comunità che ha esportato il carisma dell'accoglienza in casa famiglia in 45 paesi del mondo. Sessant’anni, piemontese, sposato con Tiziana Mariani, oltre ad aver avuto tre figli naturali, insieme portano avanti la responsabilità di una numerosa casa famiglia. Laureato in Pedagogia, ha conseguito il titolo di Magistero in scienze religiose. Ramonda è stato eletto con i due terzi dei votanti alla prima votazione dall'Assemblea Generale della Comunità, convocata a Rimini, sabato 25 Luglio. A causa dell'emergenza Covid-19, hanno potuto partecipare esclusivamente i delegati italiani, mentre quelli delle 43 missioni estere hanno potuto votare in modalità on line. «La Comunità Papa Giovanni XXIII è un gregge che porta una luce particolare nel mondo. - ha dichiarato Ramonda - La nostra è una scelta di vita esigente: condividiamo la nostra vita tutti i giorni con i più poveri ed emarginati, oltre ai momenti di preghiera che rimangono fondamentali momenti della Comunità. Continueremo a portare il nostro contributo, insieme alle parrocchie e ai tanti movimenti con cui spesso collaboriamo, alla ricchezza della Chiesa sotto la guida di Papa Francesco. Ognuno con il suo cammino specifico, e nella stima reciproca, può arricchire la missione della Chiesa».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/07/2020
Auguri Presidente Mattarella
«Auguri Presidente Sergio Mattarella», rimbalza sui social network apg23: il Presidente della Repubblica era stato in visita ad una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII nel 2018, per poi intervenire durante il Convegno per i 50 anni dell'associazione fondata da Don Oreste Benzi.  Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni, nel salutare il Presidente aveva spiegato i fondamenti dell'operato della Comunità: «Gli ultimi, gli emarginati, non sono oggetto di assistenza ma protagonisti di una società che grazie a loro si trasforma. Un principio che traiamo dal Vangelo ma anche dalla Costituzione della nostra Repubblica Italiana». Durante quell'occasione il Presidente aveva incontrato fra gli altri Daniele, 28 anni, arrestato per rapina a mano armata; Giulia, 23 anni, nata in una casa famiglia; Glory, nigeriana, 22 anni, vittima di tratta ai fini della prostituzione. Aveva incontrato il cast del film "Solo cose belle", mostrandosi visibilmente commosso, al punto che poi ha scritto una lettera autografa a Francesco, il protagonista disabile della fiction. La classe di Francesco è poi tornata al Quirinale ad incontrare il Presidente. #FOTOGALLERY:ciccio#   Auguri Presidente #Mattarella, il nostro ricordo dalla sua visita nella nostra casa famiglia nel 2018 pic.twitter.com/pi4UCTube4 — Comunità Papa Giov23 (@apg23_org) July 23, 2020
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/07/2020
Assegno Unico: «Investimento a favore della maternità »
«Finalmente un investimento da parte dell'Italia a favore della maternità. Un assegno che parte dal settimo mese di gravidanza va nella direzione che noi avevamo auspicato sette anni fa con la proposta dello stipendio alle mamme: una misura a sostegno della natalità. Il fatto poi che si tratti di una misura universale, approvato insieme da maggioranza e opposizione, rappresenta un cambio di paradigma, tanto più importante dopo l'ennesimo record negative delle nascite sentenziato pochi giorni fa». E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'approvazione in prima lettura alla Camera dei Deputati della Legge-Delega al Governo sull'assegno unico per i figli a carico. «Ci auguriamo che l'iter parlamentare per la definitiva approvazione si svolga rapidamente e che nella prossima legge di stabilità si stanzino le necessarie risorse per realizzarlo. - conclude Ramonda - Non basta il Recovery fund, l'Italia riparte se riparte la famiglia».  
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
15/07/2020
Senza anziani non c’è futuro
«Da questo letto senza cuore scelgo di scrivervi cari miei figli e nipoti”, “dentro questa bella ‘prigione’. Sì, così l’ho pensata ricordando un testo scritto da quel prete romagnolo, don Oreste Benzi che parlava di questi posti come di ‘prigioni dorate’. Non è stata vostra madre a portarmi qui ma sono stato io a convincere i miei figli, i vostri genitori, per non dare fastidio a nessuno. Nella mia vita non ho mai voluto essere di peso a nessuno, forse sarà stato anche per orgoglio e quando ho visto di non essere più autonomo non potevo lasciarvi questo brutto ricordo di me, di un uomo del tutto inerme, incapace di svolgere qualunque funzione». È iniziato con alcuni stralci della lettera di un nonno di 85 ai suoi cari, poi morto durante la pandemia, il webinar promosso, giovedì 16 luglio, dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Comunità Papa Giovanni XXIII sul tema “Senza anziani non c’è futuro” al fine di approfondire uno dei temi più tragici emersi durante l’emergenza sanitaria da Covid-19: quello delle morti degli anziani nelle residenze. Sono intervenuti Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant'Egidio, e Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII. Leggi l'intero articolo di Gigliola Alfaro su Agensir.        
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/07/2020
Un corso attento al grido dei poveri e del creato
Sono aperte le iscrizioni per il nuovo corso online di formazione Animatori Laudato Si' in programma dal 21 al 30 luglio, in preparazione al Tempo del Creato che quest'anno ha per tema il "Giubileo per la Terra”. Il corso, promosso dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, vede la Comunità Papa Giovanni XXIII fra i partner dell'iniziativa, per il grande desiderio di dare un contributo concreto al cambiamento ecologico voluto da Papa Francesco e in continuità con le iniziative già promosse durante la Laudato Si’ Week a maggio. Il corso è indirizzato a tutti coloro che sentono il desiderio di animare le proprie Comunità nel vivere la dimensione di Chiesa in uscita, attenta al grido dei poveri e della terra nei rispettivi contesti, rispondendo a questa chiamata per diventare lievito di una conversione comunitaria, provando ad aprire nei rispettivi ambiti di impegno “nuovi cammini per una ecologia integrale” come il Sinodo per l’Amazzonia ci ha invitato a fare. Attualmente sono circa 6.000 gli animatori in tutto il mondo, e in Italia (dove il programma è stato avviato nel 2019) se ne contano circa 1.200. Quali sono gli obiettivi di apprendimento di questo corso? Imparare i concetti della Laudato Si’ ed il modo in cui l’enciclica si inserisce rispetto ai principi dell'insegnamento sociale cattolico della dignità umana, del bene comune e della solidarietà. Comprendere le cause e le conseguenze del cambiamento climatico - come l'ingiustizia di questa crisi colpisca la terra e i poveri. Vedere​ esempi di come si può vivere la Laudato Si’, connettendosi con un movimento globale. Attivarsi con l’organizzazione di un evento o un'attività per la propria comunità, parlare con gli altri della Laudato Si’ ed avere la possibilità di riflettere su questo apprendimento. Rispondere alla chiamata a portare la Laudato Si’ nella propria vita, per realizzare azioni per prenderci cura del creato ispirate dalla fede. Vedere come la nostra fede si collega al dovere etico di affrontare la crisi climatica. Dedicarsi alla conversione ecologica personale continua, affinché i nostri cuori e i nostri occhi siano aperti al grido della terra e dei poveri e siano chiamati ad un'azione più profonda, vivendo un coinvolgimento attivo con il GCCM, ad esempio costruendo un Circolo LS, partecipando alle iniziative della Generazione del Laudato si’ oppure sostenendo la nostra missione comune. Il corso si compone di 4 sessioni online, della durata di 1 ora e un quarto, un questionario di valutazione al termine di ciascuna delle 4 sessioni e un’attività da realizzare durante il Tempo del Creato, che si svolgerà dal 1 settembre al 4 ottobre 2020 (attività da registrare sul sito dell’iniziativa). Al termine di ogni incontro i partecipanti riceveranno un link per accedere alla registrazione della sessione (che quindi può anche essere seguita in differita), il questionario ed i materiali della lezione e potranno interagire con i relatori ponendo domande e condivisioni durante i seminari. Al termine della formazione, i partecipanti otterranno un attestato ed entreranno nella rete degli Animatori, che consentirà loro una formazione permanente attraverso video chiamate mensili. In questi appuntamenti on line gli animatori si incontrano, pregano insieme, ricevono formazione specifica su diversi ambiti, condividono le esperienze e vengono coordinati sulle iniziative globali. Per iscrizioni e per il programma completo, visitare il sito del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima. Le iscrizioni scadono sabato 18 luglio.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
09/07/2020
Tutto fumo e niente Servizio Civile
«Mentre crescono ogni anno le spese militari - 26,30 miliardi per il 2020 - nonostante i numerosi appelli della società civile per chiederne la riduzione, tra cui la proposta di moratoria su tutti gli acquisti di nuovi armamenti per il 2021 promossa da Rete Disarmo, Rete per la pace e Sbilanciamoci - i fondi a sostegno del Servizio Civile, istituto finalizzato alla difesa civile nonviolenta della Patria, rimangono insufficienti e precari, soggetti a continui ricalcoli e tagli. Oggi il bilancio del comparto della Difesa è assorbito interamente dai costi della difesa militare armata, con tutto ciò che ne deriva a riguardo di nuovi sistema d'arma, strutture, esercizio ed anche con un impatto su import ed export militare», spiega Laura Milani, responsabile per il Servizio Civile della Comunità Papa Giovanni XXIII. A raccogliere la voce di tutta la societaÌ€ civile, anche la campagna #CentoXCentoServizioCivile: un appello al Presidente Conte e al Ministro Spadafora per finanziare tutti i progetti di Servizio Civile depositati a maggio 2020, sostenuto da 400 enti, promosso dalla Rappresentanza Nazionale dei volontari in Servizio Civile e che ha raggiunto ad oggi oltre 250.000 persone. Scopri di più nell'articolo: Il Governo abbandona il Servizio Civile su semprenews.  
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