COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
12/05/2021
Fare un figlio non è mai un affare di famiglia, un fatto privato, ma un investimento per il Bene Comune. Un figlio è di tutti e per tutti.
Venerdì 14 maggio alla mattina, in diretta, gli Stati Generali della natalità: lo straordinario evento organizzato dal Forum delle Associazioni Familiari.
Ha introdotto i lavori; Papa Francesco. È intervenuto Mario Draghi anticipando numerose altre personalità di prestigio.
Ecco su semprenews cosa hanno detto.
Per promuovere l'iniziativa gli organizzatori hanno coniato anche un hashtag: si legge Stati Generali Della Natività, e si scrive: #SGDN
Gli altri nomi illustri: intervengono per illustrare il grave problema del calo delle nascite nel nostro Paese (in ordine di apparizione): Gigi De Palo, Presidente Nazionale del Forum Famiglie; Virginia Raggi, Sindaco di Roma; Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio; Patrizio Bianchi, Ministro dell'Istruzione; Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia. Attesissima è la relazione di Gian Carlo Balngiardo, Presidente dell'Istat.
A seguire le tavole rotonde, che vedranno la presenza di imprenditori, calciatori, attori, giornalisti di rilevanza nazionale: Natalità che impresa, Nuove nascite buon investimento, Figli bellezza da raccontare.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
11/05/2021
L’8x1000 alla Chiesa Cattolica. Ma non solo. Ogni anno, infatti, la Conferenza Episcopale Italiana trasferisce alle Diocesi una quota dei fondi ricevuti grazie alle attribuzioni 8x1000 raccolte tra i contribuenti italiani, con l’intento di identificare realtà, progetti e enti nel proprio territorio meritevoli di ricevere una quota in sostegno delle proprie attività.
Tra le realtà che nelle varie Diocesi italiane hanno ricevuto queste donazioni c’è anche la Comunità Papa Giovanni XXIII. Un contributo fondamentale e di cui siamo grati, perché ci permette di perseguire la nostra missione e vocazione: essere famiglia di chi una famiglia non ce l’ha più, non l’ha mai avuta o ha bisogno di averne una in grado davvero di prendersi cura di lui.
Nel corso del 2020 abbiamo presentato richieste di contributo alle Diocesi italiane, quelle in cui siamo presenti e incardinati con nostre realtà di accoglienza: famiglie aperte, Case Famiglia, Centri di Accoglienza, Comunità Terapeutiche, Capanne di Betlemme, Mense per i poveri dove accogliamo e condividiamo la nostra vita con bambini e adulti in difficoltà, persone con disabilità, vittime di tratta, anziani soli, ex detenuti, persone che hanno bisogno di un punto di partenza dal quale ripartire, di trovare una famiglia che li ami davvero.
#FOTOGALLERY:8x1000#
Le richieste sono partite dalle necessità quotidiane o straordinarie di queste realtà, diffuse in tutta Italia. Sono stati 23 i progetti finanziati con i contributi CEI 8x1000, da parte di altrettante Diocesi che ci hanno offerto quell’aiuto essenziale per noi e per le persone a cui cerchiamo di cambiare la vita.
C’è chi, come la Diocesi di Teramo, ha sostenuto le nostre Case Famiglia, in particolare le attività della Casa Famiglia "Manuela" di Campli impegnata nell’accoglienza ai bisognosi da oltre vent’anni, sempre in sinergia con il territorio; o chi, come la Diocesi di Imola, ha sostenuto le spese ordinarie della Casa di Accoglienza di "Montericco" per uomini adulti in stato di bisogno, le spese di manutenzione della Casa di Accoglienza "San Clemente" del Poggiolo per aiutare donne e uomini in difficoltà, e attività di pronta accoglienza a seguito dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Ricordiamo anche la Diocesi di Macerata che ha concesso un contributo per sostenere il “vivere quotidiano” delle persone accolte nelle nostre 4 Case Famiglia in Diocesi (“Giada” e “Nostra Signora della Pace” a Tolentino, “Santa Maria del Cammino” a Montecassiano e “Il chicco di grano” a Cingoli) e le altre realtà del territorio; o la Diocesi di Torino, che ha sostenuto le realtà di accoglienza del territorio dove sono accolte circa 150 persone in grave emarginazione e povertà; la Diocesi di Saluzzo, dove siamo presenti con 11 Case Famiglia e con la Coop. Sociale “Il Ramo” per l’inserimento lavorativo di persone emarginate o con disabilità; la Diocesi di Cagliari, attivatasi a sostegno della Casa Famiglia “Madonna della Tenerezza”, e la Diocesi di Massa Carrara che ha sostenuto le spese mediche o di vita rispettivamente della Casa Famiglia S.Maria dell'Annunciazione di Pontremoli e della Casa Famiglia San Francesco di Mulazzo.
Ne citiamo solo alcune, ma per un quadro completo delle Diocesi che regione per regione ci hanno sostenuto, abbiamo realizzato una scheda dettagliata per conoscerle tutte. È anche un modo per rendicontare in modo chiaro e trasparente i fondi ripartiti dell’8x1000 che ciascuna ha erogato a nostro beneficio e il progetto sostenuto.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
05/05/2021
«Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in questi giorni in Colombia. Auspichiamo un’azione urgente da parte del Governo italiano affinché venga richiesto allo Stato colombiano di fermare la repressione degli scioperi e delle manifestazioni e garantire il diritto alla libertà di riunione pacifica, come sancito dall'art. 37 della loro Costituzione.» E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla repressione delle manifestazioni iniziate la settimana scorsa per protestare contro il progetto di riforma fiscale, poi ritirato dallo stesso governo. Nel corso delle proteste vi sono state 21 persone uccise tra i manifestanti, 2 tra gli agenti di polizia, 87 desaparecidos ed oltre di 800 feriti.
«Facciamo nostre le preoccupazioni di Mons. Monsalve, Arcivescovo di Cali, - prosegue Ramonda - che denuncia aggressioni alla Missione di Verifica, formata da personale ONU e membri della Chiesa Cattolica, che stava monitorando la situazione.»
«Ci uniamo alle organizzazioni per i Diritti Umani nel rifiutare e condannare ogni forma di violenza. - conclude il presidente delle Comunità di don Benzi - Pertanto chiediamo che vengano promossi ambiti di dialogo ed azioni costruttive per superare la crisi umanitaria che sta attraversando il Paese».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/04/2021
A quasi 40 anni dall'approvazione della legge 184 del 4 maggio 1983 che regolamenta l'affido familiare, il Tavolo Nazionale Affido pone al centro il diritto di tutti i bambini a crescere in famiglia.
Il Tavolo, costituito da associazioni e reti di famiglie affidatarie, intende con questa iniziativa rilanciare l'affidamento familiare, come strumento di tutela e prevenzione.
Il 4 Maggio 2021, dalle ore 10 alle ore 13, saranno ospiti del webinar online:
Carla Garlatti, Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza;
Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia;
Filomena Calenda della Conferenza Regioni;
Franco Elisei, Ordine Nazionale dei Giornalisti;
Rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Con le testimonianze delle famiglie affidatarie.
Vai al sito ufficiale dell'evento
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
27/04/2021
Esprimiamo profondo cordoglio per la brutale uccisione di Nadia De Munari, da 26 anni missionaria laica in Perù dove gestiva una casa famiglia e 6 asili nido per 500 bambini.
Lo spirito missionario ci porta ad incontrare l'altro nella sua diversità e bellezza in ogni angolo del mondo sino a donare la vita, come ha fatto Nadia, con infinito amore e dedizione in particolare ai piccoli, tanto amati da Dio.
La Comunità Papa Giovanni XXIII si stringe attorno alla famiglia, agli amici dell'Operazione Mato Grosso, alla Diocesi di Vicenza, alla Comunità di Schio, ai suoi piccoli in Perù.
Uniti nella preghiera per Nadia.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
25/04/2021
Il 22 gennaio 2021, al termine dei 90 giorni previsti dopo la 50esima ratifica, il “Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari” eÌ€ diventato giuridicamente vincolante per tutti i Paesi che l’hanno firmato.
Questo Trattato, che era stato votato dall’Onu nel luglio 2017 da 122 Paesi, rende ora illegale, negli Stati che l’hanno sottoscritto, l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari.
Il nostro Paese non ha neÌ firmato il Trattato in occasione della sua adozione da parte delle Nazioni Unite, neÌ l’ha successivamente ratificato. Tra i primi firmatari di questo Trattato vi eÌ€ invece la Santa Sede.
In Italia, nelle basi di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia), sono presenti ordigni nucleari (B61), una quarantina circa. E nella base di Ghedi si stanno ampliando le strutture per poter ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, ognuno dal costo di almeno 155 milioni di euro, in grado di trasportare nuovi ordigni atomici ancora più potenti (B61-12).
Il nostro Paese si è impegnato ad acquistare 90 cacciabombardieri F35 per una spesa complessiva di oltre 14 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i costi di manutenzione e quelli relativi alla loro operatività.
Le armi nucleari sono armi di distruzione di massa, dunque, in quanto tali, eticamente inaccettabili, come ci ha ricordato anche papa Francesco in occasione della sua visita in Giappone domenica 24 novembre 2019, a Hiroshima:
«Con convinzione desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra eÌ€, oggi piuÌ€ che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignitaÌ€, ma contro ogni possibilitaÌ€ di futuro nella nostra casa comune. L’uso dell’energia atomica per fini di guerra eÌ€ immorale, come allo stesso modo eÌ€ immorale il possesso delle armi atomiche, come ho giaÌ€ detto due anni fa. Saremo giudicati per questo. Le nuove generazioni si alzeranno come giudici della nostra disfatta se abbiamo parlato di pace ma non l’abbiamo realizzata con le nostre azioni tra i popoli della terra».
Il 22 gennaio 2021 autorevoli esponenti della Chiesa cattolica di tutto il mondo, tra i quali il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, e mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e presidente di Pax Christi Italia, hanno sottoscritto a loro volta un appello in cui «esortano i governi a firmare e ratificare il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari», sostenendo in questo «la leadership che papa Francesco sta esercitando a favore del disarmo nucleare». Altri vescovi italiani si sono espressi pubblicamente in questa direzione e anche numerose sedi locali delle nostre associazioni e dei nostri movimenti.
A tutti questi appelli, unendoci convintamente alla Campagna nazionale "Italia ripensaci", che ha registrato una vasta e forte mobilitazione su questo argomento, aggiungiamo ora il nostro e chiediamo a voce alta al Governo e al Parlamento che il nostro Paese ratifichi il Trattato Onu di Proibizione delle Armi Nucleari.
La pace non puoÌ€ essere raggiunta attraverso la minaccia dell’annientamento totale, bensiÌ€ attraverso il dialogo e la cooperazione internazionale.
«La pandemia eÌ€ ancora in pieno corso; la crisi sociale ed economica eÌ€ molto pesante, specialmente per i piuÌ€ poveri; malgrado questo – ed eÌ€ scandaloso – non cessano i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari. E questo eÌ€ lo scandalo di oggi» (Papa Francesco, messaggio Urbi et Orbi 4 aprile 2021, giorno di Pasqua).
Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale Acli
Matteo Truffelli,
Presidente nazionale di Azione Cattolica
Giovanni Paolo Ramonda,
Presidente nazionale dell’Associazione ComunitaÌ€ Papa Giovanni XXIII
Rosalba Poli e Andrea Goller,
Responsabili nazionali Movimento dei Focolari Italia
Don Renato Sacco,
Coordinatore nazionale di Pax Christi
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
17/04/2021
«L'ergastolo ostativo è incostituzionale perché disumano in quanto elimina la speranza. Anche gli ergastolani hanno il diritto di dare la prova che sono cambiati. Il problema non è la durata ma l’efficacia della pena. L’attuale carcere non rieduca, per cui la maggior parte di chi esce di prigione poi torna dentro con pene ancora più pesanti. Pertanto se l'Italia non si dota di un efficace sistema rieducativo come quello che noi applichiamo nelle nostre comunità per carcerati allora non risolverà i problemi del sistema carcerario». È quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda , Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito all'ordinanza della Corte Costituzionale sull'incompatibilità dell'ergastolo ostativo con la Costituzione.
«Fu don Benzi a mettersi per primo al fianco degli ergastolani: una persona condannata, diceva don Oreste, deve pagare per i suoi delitti, ma può riscattarsi e cambiare vita, perché l'uomo non è il suo errore — spiega Ramonda —. Attualmente gestiamo 10 Comunità Educanti con i Carcerati. Seguono un metodo duro, più impegnativo del carcere. Chi lo completa è nella gran parte dei casi una persona nuova, non più un pericolo ma una risorsa per la società. Se questa esperienza funziona perché non promuoverla?».
Le Comunità per Carcerati. La Comunità di don Benzi gestisce 10 Comunità Educanti con i Carcerati (CEC), strutture per l'accoglienza di carcerati che scontano la pena, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli nelle strutture e nelle cooperative dell'associazione. La prima casa è stata aperta nel 2004. Ad oggi sono presenti 290 detenuti. Negli ultimi 10 anni sono state accolte 695 persone.
La recidiva crolla. Per chi esce dal carcere la tendenza a commettere di nuovo dei reati, la cosiddetta recidiva, è il 75% dei casi. Invece nelle comunità della Papa Giovanni, dove i detenuti sono rieducati attraverso esperienze di servizio ai più deboli, i casi di recidiva sono appena il 15%.
Don Oreste Benzi. L'8 Giugno 2007 don Benzi incontrò 300 ergastolani ostativi nel carcere di massima sicurezza di Spoleto. Stavano facendo uno sciopero della fame per sensibilizzare sulla loro pena senza speranza, che già chiamavano "pena di morte viva". Uno di loro chiese il supporto del sacerdote dalla tonaca lisa. Don Benzi dichiarò: “Si, vi aiutiamo, perché togliere ogni speranza è contro l'uomo e contro Dio”. Da allora la Comunità Papa Giovanni XIII iniziò, per prima, una campagna di sensibilizzazione contro il carcere a vita. Pochi mesi dopo don Oreste salì in cielo, ma nel suo ultimo intervento pubblico parlò proprio degli ergastolani. Quel primo ergastolano che interpellò don Oreste Benzi ora vive e lavora, da quasi 5 anni, in una delle nostre strutture.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/04/2021
Nei giorni scorsi il Rapporto del Consiglio d’Europa “Space”, basandosi su dati 2020, ha sottolineato che l’Italia è al secondo posto in Europa, dopo la Turchia, per sovraffollamento delle carceri.
Secondo quanto riportato da Ansa.it, Marcello Aebi, responsabile del Rapporto, ha dichiarato che «il Paese sembra avere due strade per risolvere la questione del sovraffollamento. La prima è "ridurre la durata delle pene", e la seconda è "di costruire più prigioni", anche perché, afferma Aebi, "le amnistie, come quella del 2006, non risolvono il problema"».
Al Rapporto risponde Giorgio Pieri, responsabile delle Comunità Educanti con i Carcerati gestite dalla Comunità Papa Giovanni XXIII: «Il problema non è la durata ma l’efficacia della pena. L’attuale carcere non rieduca, per cui la maggior parte di chi esce poi torna dentro con pene ancora più pesanti. Se non si cambia sistema, le carceri saranno sempre sovraffollate. Costruire nuove carceri o ridurre le pene non risolve la questione sovraffollamento.»
Pieri è l’autore del libro Carcere. L’alternativa è possibile, Sempre Editore, da poche settimane in libreria, che verrà presentato in diretta streaming domani, mercoledì 14 aprile, alle ore 18 sulla pagina Facebook e sul sito apg23.org della Comunità Papa Giovanni XXIII.
L’alternativa, secondo lui, è il metodo Comunità Educanti con i Carcerati (CEC),messo a punto dalla Comunità dopo aver visitato nel 2008 in Brasile le “prigioni senza chiavi” APAC fondate dall’italo-brasiliano Mario Ottoboni.
«Attualmente gestiamo 10 CEC. – spiega Pieri – Seguono un metodo duro, più impegnativo del carcere. Chi lo completa è nella gran parte dei casi una persona nuova, non più un pericolo ma una risorsa per la società. Se questa esperienza funziona perché non farla diventare uno standard?».
Al dibattito di domani parteciperanno Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, un detenuto che sta svolgendo il programma rieducativo, la criminologa Raffaella Sette ed il comico Paolo Cevoli che racconterà il suo incontro con le Comunità per carcerati.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/04/2021
Si è svolto nei giorni scorsi il webinar organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII per approfondire il Nuovo Progetto Educativo (PEI), inserendolo in una prospettiva più ampia del Progetto di Vita della persona diversamente abile. Fra i contenuti: una scuola vista come opportunità; il PEI visto come un’opportunità diventa “strumento” per genitori, insegnanti ed educatori.
Il professor Miatto ha accompagnato il pubblico ad entrare nel nuovo PEI con attenzione, per rimanere aperti ad una cultura dell’inclusione. Fra le parole chiave trattate: la classificazione internazionale sui funzionamenti (ICF), la prospettiva bio psico sociale, il tema dell’autodeterminazione dello studente, la valutazione e il monitoraggio.
Il webinar ha affrontato anche il tema dell’esonero da alcune materie. Questo va pensato in una logica valorizzante, deve essere occasione per includere e rimanere dentro una cultura che valorizza, chiedendosi quanto una disciplina sia utile alla persona con disabilità. Il professor Corti ha evidenziato la necessità di rendere protagoniste le persone con disabilità lungo tutto il ciclo di vita per creare un Progetto di Vita che abbia una prospettiva, che racconti qualcosa non solo del presente ma anche di ciò che vuole essere nel futuro. Che comprenda le aspettative ed i desideri delle persone diversamente abili.
Sono state trattate le peculiarità fondamentali del Progetto di Vita come strumento con cui aiutare la persona a raggiungere i suoi obiettivi, attraverso anche la sua capacità di scegliere.
Giovanni Paolo Ramonda ricorda quanto diceva don Oreste Benzi: «Educarsi per educare». Buona visione.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
13/04/2021
Cari fratelli e sorelle musulmani, la Bontà divina ha voluto che quest’anno, come credenti di tradizioni religiose differenti, vivessimo a breve distanza gli uni dagli altri, un tempo di conversione del cuore e di ritorno al Signore. Il 4 Aprile scorso come cristiani cattolici abbiamo celebrato la santa Pasqua di Gesù a conclusione del tempo della Quaresima edora voi vi apprestate a iniziare il mese Benedetto del Ramadan.
Nel suo ultimo viaggio in Iraq, Papa Francesco ha ricordato ai fedeli delle diverse religioni, tutti figli dello stesso padre Abramo, la comune chiamata ad adorare Dio ed amare i fratelli, soprattutto i più indifesi e fragili. Percorrendo questa via si apre il cuore alla fraternità verso tutti gli uomini che ci permette di affrontare insieme le difficoltà e di poterci sostenere reciprocamente. Questo tempo doloroso di pandemia ci ha fatto sperimentare che abbiamo bisogno gli uni degli altri.
Cari fratelli e sorelle musulmani Dio vi dona il mese Benedetto del Ramadan. Vi auguriamo di poter accogliere con cuore purificato la Sua Misericordia e il Suo perdono. Accompagniamo questo vostro santo sforzo con la vicinanza e la preghiera.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
09/04/2021
"Sono miei figli, eppure non li ho visti nascere” – un’affermazione molto forte, ma assolutamente vera: racconta la scelta di tante donne che sono diventate mamme delle nostre famiglie e Case Famiglia, alcune da pochi mesi, altre ormai da tanti anni.
"Ogni donna può essere vera madre” diceva don Oreste Benzi, “perché madre è colei che rigenera nell'amore.” Rosanna, per esempio, è diventata mamma prima “di cuore” che “di pancia”. Insieme a suo marito Dario, hanno scelto di diventare genitori di tanti anziani dimenticati e bambini con disabilità, e di esserlo dal primo momento fino all’ultimo, anche per tutta la vita.
È una mamma come tante, creature meravigliose che mettono i propri figli al primo posto, ma con una vita come poche, perché dedica la sua vita a bambini e anziani affetti da gravi disabilità che dipendono da lei in tutto, come mangiare, bere o camminare.
Non è per niente facile. Rosanna, tutti i giorni, “si veste” dei loro bisogni, ma questa è la vita che ha scelto e che risceglie ogni mattina: “Se mi guardo indietro, ricordo l’energia dei primi tempi ma anche l’incertezza di affrontare alcune situazioni. Oggi, a 50 anni, aiutata dall’esperienza, so come muovermi e non ripetere certi errori, ma sono più affaticata. Eppure, questa è la mia vita e non riesco a immaginarne una diversa.”
#FOTOGALLERY:mamma#
Per la Festa della Mamma, vogliamo celebrare le mamme come Rosanna, che per tutta la vita si prendono cura delle persone fragili e sole, e tutte le mamme di questa terra. Le mamme alle prime esperienze, piene di energia, quelle affaticate dall’età, che proprio adesso hanno più bisogno dei loro figli, e tutte le mamme che sono volate in Cielo, che continuano a proteggerci e accompagnarci da lassù.
Festeggiamo le mamme delle nostre famiglie e Case Famiglia, e tutte le mamme del mondo!
Per la Festa della Mamma festeggia la mamma del tuo cuore aiutando le mamme della nostra Comunità: inviale un biglietto d’auguri digitale, sosterrai così anche le mamme delle nostre Case Famiglia.
Se invece vuoi semplicemente far arrivare il tuo sostegno alle nostre mamme come Rosanna, puoi fare il tuo gesto speciale.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
01/04/2021
La Comunità Papa Giovanni XXIII ha ufficialmente aderito alla Campagna Globale #StopEuMercosur ed è inserita tra le Organizzazioni Internazionali nella lista degli aderenti. È un passo importante nel cammino di conversione ecologica della Comunità, una scelta di campo nei confronti di ingiustizie perpetrate verso la terra e i poveri, un segnale di attenzione verso un modello di economia integrale e di condivisione.
Porteremo il nostro piccolo contributo alla coalizione mondiale che punta a fermare l'accordo UE-Mercosur, e come questo altri accordi commerciali che sfruttano uomini e parti del pianeta per foraggiare interessi economici.
Cos'è l'Accordo UE-Mercosur?
I negoziati tra l'UE e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay), in corso da oltre 20 anni, sono culminati in un accordo politico nel giugno del 2019. Da allora la Commissione Europea sta preparando l'accordo di libero scambio UE-Mercosur per la firma. Ma il testo è molto controverso.
I parlamenti austriaco, vallone e recentemente olandese hanno persino respinto l'accordo nella sua forma attuale, mentre Francia e Irlanda hanno espresso chiare critiche. È difficile identificare un qualsiasi altro accordo commerciale così impegnato nel pensiero e nell'azione politica del passato come l'accordo UE-Mercosur.
Perchè siamo contro l'accordo UE-Mercosur
- l'esacerbazione della distruzione ambientale e la crisi climatica attraverso l'espansione delle esportazioni di automobili e l'espansione delle monocolture alimentari e dei pascoli. I settori della carne e della soia continuano a portare avanti la deforestazione della foresta pluviale amazzonica, del Cerrado e delle foreste secche del Chaco, che sono di fondamentale importanza per la stabilizzazione del clima mondiale e per la diversità biologica. L'accordo premierà queste pratiche. L' Osservatorio brasiliano sul clima scrive in una dichiarazione: "Pertanto, le salvaguardie ambientali all'interno dell'accordo, che erano già insufficienti anche prima del COVID-19, hanno ora reso il documento obsoleto".
ll recente rapporto sull'Amazzonia preparato per il Parlamento Europeo afferma che "l'attuale regime di incendi boschivi e di deforestazione in Amazzonia ha messo a rischio la biodiversità più ricca del mondo. Eppure, l'accordo non contiene alcun meccanismo innovativo per garantire che le parti rispettino gli impegni internazionali che hanno elencato nelle disposizioni relative allo sviluppo sostenibile. Il rapporto evidenzia inoltre: "Nel caso in cui le violazioni persistano, aggiunge solo un canale di discussioni diplomatiche, senza possibilità di imporre sanzioni materiali (enfasi aggiunta)". Sebbene le conseguenze ambientali dell'accordo saranno molto concrete, i meccanismi per evitarle sono insufficienti. La situazione descritta nella sola relazione del PE dovrebbe chiarire che l'accordo non può essere ratificato così com'è.
- l'aumento delle violazioni dei diritti umani impunite, compresa la violenza fisica e l'espulsione di piccoli agricoltori e indigeni dalle loro terre. Molti leader indigeni e difensori ambientali nel Mercosur sono stati assassinati, cinque solo in Brasile tra novembre 2019 e aprile 2020. Sotto il presidente brasiliano Jair Bolsonaro in particolare, violazioni dei diritti umani contro le minoranze e membri dell'opposizione, nonché la riduzione dei diritti dei lavoratori, sono all'ordine del giorno. Concludendo un accordo commerciale con i governi che promuovono politiche di conflitto e saccheggio, l'UE premia le violazioni dei diritti umani e contraddice i propri valori democratici. È probabile che anche l'ulteriore accesso al mercato determinato da questo accordo aggiunga ulteriori incentivi a commettere tali abusi.
- una politica agricola orientata all'esportazione ciò ha un effetto negativo sui prezzi alla produzione agricola da cui dipendono gli agricoltori del Mercosur e dei paesi dell'UE. Porterà più danni agli animali e danneggerà la produzione alimentare locale. Il benessere degli animali e gli standard sanitari più elevati nell'UE rispetto ai paesi del Mercosur rendono l'agricoltura più costosa nell'UE. Piuttosto che rafforzare le regole del Mercosur, questo accordo premierà un maggiore accesso alle esportazioni di carne a basso costo verso i mercati europei, creando una pressione al ribasso sui prezzi alla produzione agricola su entrambe le sponde dell'Atlantico. L'aumento delle esportazioni di carne, l'aumento della coltivazione della soia e della canna da zucchero per l'alimentazione del bestiame esportata nell'UE e gli agrocombustibili stanno intensificando la distruzione dell'ambiente, portando a una maggiore ingegneria genetica, all'uso massiccio di antibiotici e pesticidi e all'inquinamento del suolo e dell'acqua.
Per maggiori informazioni sull'accordo UE - Mercosur e su #StopEuMercosur vai su semprenews.it