COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/01/2023
Un minuto di silenzio, raccoglimento, meditazione e preghiera, alle ore 12, nei giorni dal 18 al 25 gennaio 2023, per chiedere la pace fra Russia e Ucraina, in tutti luoghi della terra in cui si combatte, e nel cuore di ogni uomo.
Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII aderisce all'appello della Rete di Insieme per l’Europa di stringersi come chiese, nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, al fianco dei fratelli in Cristo che stanno vivendo la loro fede nei conflitti, al fianco dei popoli in guerra.
In particolare la Rete esprime vicinanza alla Chiesa Battista, impegnata intensamente in molti modi a livello spirituale e materiale, per portare mezzi di sussistenza di base nei territori sconvolti dall'Ucraina.
L'appello delle chiese evangeliche battiste
Così scrive in un appello Giovanni Arcidiacono, Presidente delle chiese evangeliche battiste d'Italia: «Preghiamo per lodare il continuo provvedimento di Dio per coloro che servono fedelmente in prima linea nella guerra. Per lodare Dio per coloro che hanno incontrato Gesù nei mesi scorsi attraverso la testimonianza dei battisti in Ucraina e dintorni. Vi chiedo di pregare per coloro che continuano a provare a vivere la propria vita nonostante la costante incertezza su dove e quando i missili colpiranno. Pregare per il continuo sacrificio e il servizio da tutto il mondo in modo che ci siano risorse sufficienti per coloro che sono in Ucraina e nei Paesi vicini per servire durante il difficile inverno. Pregare che arrivi presto una pace giusta e che l'Ucraina possa continuare a ricostruire. Pregare per coloro in tutto il mondo che sentiranno la tensione delle interruzioni della catena di approvvigionamento e della carenza di energia durante i mesi freddi».
Papa Francesco ai bambini: «Continuate a pregare per la pace»
La Comunità Papa Giovanni XXIII rimane unita nella preghiera per la pace, recitando il Santo Rosario insieme ai bambini e le famiglie ogni domenica sera. Lo stesso Papa Francesco, durante l'udienza concessa ai figli delle famiglie e case famiglia dell'associazione di Don Benzi il 14 gennaio ha ricordato: «Grazie a voi bambini e ragazzi che ogni domenica vi incontrate per pregare il rosario. Voglio dirvi che la vostra preghiera per la pace, anche se non sembra, Dio la ascolta. Noi crediamo che Dio dona la pace subito oggi, e che sta a noi accoglierla nella nostra vita. State sicuri che Dio ascolta la vostra preghiera e andate avanti».
In supplica al fronte
Pubblichiamo a nostra volta la preghiera di Maria, 16 anni, raccolta l'8 gennaio 2023 dai nostri volontari presenti a Mykolaiv:
«Signore fai finire questa guerra con il pentimento dei nostri nemici, Signore: non ho che te, niente è impossibile per te. Solo tu puoi far finire questa guerra, solo tu hai potere su tutto ciò che è qui sulla Terra. Signore, ti chiediamo la fine di questa guerra il prima possibile. E ti chiediamo per il nostro nemico, Signore, non la morte loro, ma, al contrario, benedicili. Perdonali, abbi pietà, non sanno cosa stanno facendo, ti chiedo la loro salvezza. Non tener conto di ciò che fanno padre, ti chiedo che la guerra lasci questa terra. Che possiamo tornare a casa e ti chiedo di cambiare i loro cuori».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
14/01/2023
Più di 800 bambini e ragazzi il 14 gennaio 2023 hanno incontrato Papa Francesco nel corso di un'udienza della Comunità Papa Giovanni XXIII a loro dedicata nell'Aula Paolo VI in Vaticano. Tanti i piccoli disabili, accolti nelle case famiglia di don Oreste Benzi, che hanno dialogato col Santo Padre. Un momento di festa in cui i piccoli “scartati” dalla società hanno portato un vento fresco di gioia e spontaneità.
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«“Quel bambino o quella bambina ha dei problemi, però è sempre sorridente...”. Come mai? Perché si sente amato, amata, si sente accolto, accolta, così com’è. Il sorriso è un fiore che sboccia nel calore dell’amore» ha detto Papa Francesco rivolgendosi ai bambini, dopo essere arrivato in Aula Paolo VI a piedi con il solo ausilio di una stampella.
«Grazie a don Oreste (Benzi) per aver dato vita alle case famiglia. - ha continuato il Santo Padre - La famiglia è il luogo dove curare tutti, sia le persone accolte che quelle accoglienti, perché è la risposta al bisogno innato di relazione che ha ogni persona».
Infine si è rivolto ai bimbi che gli avevano scritto chiamandoli per nome. «E tu, Sara, che hai 13 anni e sei scappata dall’Iraq, custodisci nel cuore il tuo santo desiderio che ai bambini non venga rubata la loro infanzia».
Tra i piccoli c'era anche Marianna Bergoglio, sette anni, idranencefala. Marianna Bergoglio fu abbandonata alla nascita in ospedale dopo gli esiti di una radiografia prima del parto che svelava una malformazione cerebrale. Per questo motivo l'ufficiale dell'anagrafe la registrò con il cognome Bergoglio rendendola “figlia adottiva” di Papa Francesco, Pastore che ama e accoglie come un padre i poveri, gli emarginati, i profughi e tutti gli scartati.
Al fianco del Pontefice erano in tanti. Great, nigeriano di sei anni, tetraplegico costretto in carrozzina a causa di in incidente stradale, accompagnato da Emanuele, il suo fratello affidatario di 13 anni. Maria Chiara, 10 anni, che ha vissuto in Rwanda. Poi Jia Hui, sei anni, bimba di origine cinese con una patologia cromosomica che l'ha costretta spesso in ospedale, accompagnata da sua sorella affidataria Anna di 14 anni. Bianca, sette anni, in carrozzina, che sprigiona una positiva energia contagiosa. Laila, 12 anni, ha il papà che va spesso in Ucraina per aiutare le vittime. Tutte le settimane prega con gli altri bimbi per la fine della guerra, ma ancora non si vede la fine. Ha chiesto al Papa come rimanere fedeli nella preghiera. E Sara,13 anni, scappata dall’Iraq per evitare di diventare una sposa bambina di un adulto. Ha chiesto a Papa Francesco come si fa a dimenticare il passato più brutto.
I bambini hanno consegnato al Papa un dono speciale: un libro con un centinaio di disegni e letterine che arrivano non solo da bambini italiani, ma anche da Cina, Thailandia, Francia, Bangladesh, Cile, Zambia. Ci sono disegni che rappresentano i bambini con le loro famiglie e case famiglia; altri che mostrano la paura della guerra; altri che ritraggono Papa Francesco come un super eroe. Tra gli scritti ci sono domande simpatiche e altre che sfiorano i temi teologici più importanti.
Matteo dalla Tanzania chiede: «Caro Papa Francesco, come stai? Grazie perché preghi per me. Sei bravo a cucinare? Quando preghi sei felice?».
Agostin Nardi dal Bangladesh scrive: «Da Gesù vorrei sapere quando ritorna per la seconda volta da noi. Al Papa chiederei quando viene la pace nel mondo, in che modo verrà».
Marta dalla Thailandia chiede: «Come stai papa Francesco? Io vorrei chiederti, se noi non ci amiamo, come possiamo fare? Perché quando la famiglia ha problemi di amore allora tutto finisce».
Ecco le risposte del Papa.
Scarica l'intervento di Papa Francesco in italiano.
Scarica l'intervento di Papa Francesco in inglese.
Scarica il saluto a Papa Francesco del Presidente Giovanni Paolo Ramonda
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
31/12/2022
«Da parte della grande famiglia sparsa in tutto il mondo nelle case famiglia con i piccoli ed i poveri della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi.
Il pontificato di Papa Ratzinger ha dato, insieme a Giovanni Paolo II, il pieno riconoscimento ai carismi e alle nuove comunità come dono coessenziale alla gerarchia per annunciare Gesù nel mondo, fino alle estreme periferie.
Assicuriamo abbondanti preghiere e lo affidiamo alla vergine Maria, donna della fede, via breve a Gesù, madre e fiducia nostra».
È quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/12/2022
Una festa aperta a tutti: sia a chi non può permettersi di pagare il tradizionale cenone, sia a chi non sa con chi festeggiarlo. La speciale festa dell'ultimo dell'anno si terrà presso la Capanna di Betlemme di Chieti, la casa di accoglienza per senza fissa dimora e famiglie disagiate gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Oltre agli ospiti della casa di accoglienza sono state invitate famiglie disagiate del territorio che farebbero fatica ad organizzare il cenone. Alla fine sarà consegnato un dono caldo e utile.
«Vogliamo stare insieme a chi è solo anche durante le festività. - spiega Luca Fortunato, responsabile della casa di accoglienza di Chieti - Faremo una tavolata di 270 persone. Alle 18 andremo sulle strade ad incontrare le persone senzatetto per invitarli a venire a festeggiare con noi. Verrà con noi un gruppo di 65 ragazzi provenienti da tutta Italia che stanno passando le feste con noi. Con i giovani sperimenteremo la gioia che non viene dall'abuso di alcol o dallo sballo, ma che viene dal festeggiare insieme a chi è rimasto più indietro».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/12/2022
Ci sarà anche Giuseppe fra le 110 persone che vedranno riconosciuto il proprio cammino di superamento delle dipendenze patologiche, concluso durante la pandemia all'interno delle comunità terapeutiche della Comunità Papa Giovanni XXIII. La prima festa del Riconoscimento venne celebrata da don Orenze Benzi nel 1995; quest'anno si ritorna a festeggiare in presenza, con un invito che è esteso ai genitori e ai familiari.
Giuseppe, originario di una provincia del Veneto, oggi ha 26 anni. Aveva fumato il suo primo spinello a 17 anni anni, «Più che altro per divertirmi», racconta. A 20 anni aveva già provato tutte le sostanze che era riuscito a reperire sul mercato. A 22 anni aveva aggredito violentemente il padre.
Nella Parrocchia della Resurrezione di Rimini, che fu del sacerdote riminese, il 26 dicembre alle 12 celebrerà l’Eucarestia Mons. Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI; seguirà un pranzo comunitario. I ragazzi che concluderanno ufficialmente il cammino quest’anno saranno 68 dall’Italia e 42 collegati in remoto dall’estero.
«I miei genitori — racconta Giuseppe — erano separati; li vedevo litigare ma non riuscivo a dirgli "anche io ci sto male". La loro situazione mi aveva abituato a tenere le emozioni compresse dentro di me, ma non ritengo loro i responsabili del mio crollo», racconta.
Ha dovuto poi lavorare molto su di sé in un cammino fatto di costanza ed impegno: «Una cosa che mi ha cambiato la vita in Comunità è stata l'esperienza di servizio alle persone disabili, e ancora oggi ripensare al loro sorriso mi commuove. Fu mia sorella ad avviarmi al recupero».
Molte delle vittime di dipendenze si trovano alle prese con il problema della poli-assunzione: all’uso di sostanze si affianca sempre più spesso la dipendenza dal gioco d’azzardo, dall’alcol o altro.
È il caso di Massimo che oggi ha 47 anni, e che dopo circa due anni vissuti in una Comunità dell'Emilia oggi lavora come falegname. «A 15 anni fumavo le prime canne e a 20 anni iniziai ad assumere cocaina. Ma ho scoperto poi, grazie all'aiuto dei professionisti, che il mio problema più grave era l'alcolismo. Nascondevo le bottiglie a mia moglie. Avevo equilibrato le droghe e l'alcool come su una bilancia, per riuscire a dormire in un certo periodo anche due o tre ore per notte».
Il percorso di recupero all'interno delle realtà della Comunità Papa Giovanni XXIII dura in media 3 anni ed è costituito da 3 fasi: l’accoglienza, la comunità, il rientro.
Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni XXIII, spiega: «Le comunità terapeutiche rimangono strumenti fondamentali nei percorsi di recupero della persona. La politica continui a prestare attenzione a queste realtà che ogni giorno lavorano nel silenzio: riescono ad attivare percorsi di consapevolezza e aiutano le persone che vivono il dramma delle dipendenze a ritrovare un senso per la propria vita».
Massimo oggi è diventato volontario in comunità al fianco dei nuovi arrivati. Giuseppe è iscritto all'Università, e così si rivolge alle giovani vittime: «Ad un certo punto ti pare sia impossibile riuscire a cambiare. Ma devi continuare a crederci. Chiedi aiuto; cerca di fare il più piccolo passo possibile verso una vita migliore».
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
23/12/2022
Il Natale è una festa da condividere e vivere insieme alle persone a cui si vuole bene, circondati dall’affetto della famiglia. E come ogni Natale, anche nella nostra grande famiglia apriamo le porte delle nostre case e Capanne di Betlemme a chi è solo e non ha nessuno, a chi vive per strada perché anche per loro è Natale. Una tavola imbandita, un regalo inatteso, il calore di una famiglia suscitano emozioni che scaldano il cuore a tante persone, compreso il nostro. Questa è la grande potenza della Comunità.
Anche il nostro Responsabile Generale Giovanni Ramonda nel suo augurio scrive: “Guardo i miei fratelli, quello che fanno e il bene che producono in tante vite e mi dico che questa è un’onda che non può essere fermata, dobbiamo continuare ad essere presenti là dove c’è più bisogno di noi. Siamo chiamati a condividere quello che abbiamo e niente potrà impedirci di donare quello che siamo”.
Il Natale insieme ai senza dimora di Rimini
A Rimini la notte del 24 dicembre alle ore 22:30, viene celebrata la Santa messa di Natale nel piazzale della stazione intitolato a don Oreste Benzi, insieme alle persone senza fissa dimora. Un evento che ormai è diventato una tradizione per la Comunità, che ogni anno incontra le persone che dormono lì per portare loro amicizia, un gesto di attenzione, conforto e accoglienza.
Mentre il 25 dicembre festeggiamo il Natale alla colonia Stella Maris pranzando insieme alle persone senza fissa dimora e gli accolti della Capanna di Betlemme, altre famiglie e volontari delle uscite di strada che trascorreranno tutto il periodo festivo insieme agli ultimi.
Il pranzo di Natale nelle nostre Capanne di Betlemme di Chieti e Forlì
A Chieti la Capanna di Betlemme apre le sue porte agli amici che vivono in strada per trascorrere insieme questi giorni di festa. “Posso stare con te?” è il nome che si è voluto dare ai vari momenti di condivisione da segnare nel calendario ed è quello che ripetono i nostri volontari alle persone senza dimora. Si inizia il 24 dicembre alle ore 18.00 con l’uscita in strada, con la celebrazione della Santa Messa seguita dalla cena. A Natale si torna a tavola per condividere il pranzo, proprio come si fa in famiglia, per festeggiare gustando del buon cibo e scartando regali.
Nella Capanna di Betlemme di Forlì, la giornata della Vigilia inizia con la colazione insieme ai volontari e le persone in difficoltà che dormono lì e con lo scambio di piccoli regali. Mentre il 25 dicembre festeggiamo tutti insieme con il tradizionale pranzo di Natale.
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Gli altri eventi nelle città di Vicenza e Torino
A Vicenza, l’Unità di Strada ha organizzato diversi momenti insieme alle persone senza dimora: il 22 dicembre alle 18:30 viene celebrata la Santa Messa sul sagrato della Chiesa di Santo Stefano. Il 28 dicembre siamo nella Capanna di Betlemme con l’adorazione eucaristica, insieme al gruppo Scout che in questi giorni di festa sperimenta la condivisione diretta con gli ultimi. Per concludere, il 6 gennaio è organizzato un torneo di calcio balilla per trascorrere un pomeriggio insieme a chiunque voglia partecipare.
Infine, le feste si concludono a Torino, il 6 gennaio, presso la mensa dei Frati di Sant’Antonio dove i volontari della nostra mensa di strada organizzano un pranzo per festeggiare insieme l’Epifania. In questa occasione avviene lo scambio di doni a chi ogni settimana si rivolge a noi per aiuto e per un pasto: sacchi a pelo, scarpe, calze, cappelli, sciarpe, guanti. Un pomeriggio in compagnia, con karaoke e giochi, nel rispetto della normativa anti covid, per tornare a ritrovarci.
L’albero dei desideri per grandi e piccini delle nostre case
Ogni anno i bambini e le persone che accogliamo nelle nostre case, scrivono la loro letterina con i doni che sognano di ricevere per Natale. Questo è “l’Albero dei desideri”, l’iniziativa che dal 2011 viene portata avanti dai collaboratori di Lidl di tutta Italia, che esaudiscono i desideri di ognuno. Ogni dipendente Lidl sceglie con cura il dono, lo incarta e lo consegna nella Case Famiglie e ai nostri volontari delle unità di strada.
Ad esempio, a Padova il 28 dicembre i dipendenti Lidl consegnano i loro regali alle persone senza fissa dimora: biancheria intima, prodotti per la cura della persona e l’igiene personale e anche coperte e sacchi a pelo per scaldare le notti più fredde.
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Il Natale nelle nostre missioni all’estero
In questi giorni a Camiri, nel sud della Bolivia, il nostro volontario Claudio e i suoi ragazzi della comunità terapeutica “Renacer a la Vida”, stanno sfornando dei golosi panettoni nel laboratorio di terapia occupazionale. Ed è proprio nel lavoro e nella produzione dei panettoni che ogni ragazzo, riacquista la propria dignità e la fiducia persa. I panettoni prodotti sono venduti a offerta libera per sostenere la comunità stessa.
Andreina, missionaria in Thailandia, ci racconta come trascorre il Natale tra i più poveri: insieme ai volontari si va negli slum del Paese ad incontrare le persone che vivono lì, portando loro conforto e aiuto. Insieme a loro anche tanti volontari, che partecipano ad alcuni campi di condivisione nelle festività natalizie.
Anche a Bucarest, in Romania, il nostro volontario Beppe - partito in macchina da Torino con i suoi figli - e Filippo, un giovane casco bianche del servizio civile, trascorrono le festività insieme ai senza dimora. Ogni settimana escono in strada per incontrare chi ci vive:
“Trascorriamo il Natale con i senzatetto di Bucarest, regaliamo loro un cappello e delle calze calde. Non è molto, ma il nostro vuole essere un gesto di vicinanza, per farli sentire meno soli. Molti non hanno mai avuto una famiglia. Oltre a incontrarli in strada, ogni sabato apriamo la nostra casa. Chi vuole può venire a farsi una doccia, a lavare i propri vestiti, a mangiare qualcosa e a pregare con noi. All’occorrenza tagliamo anche i capelli, perché condividere è anche e soprattutto questo: esserci.”
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
21/12/2022
«Non si possono dimenticare coloro che, pur essendo categorizzati come “occupabili”, non sono collocabili nel mondo del lavoro e per i quali il reddito di cittadinanza è una forma di sussistenza indispensabile contro la povertà. Auspichiamo che il Governo agisca per poterlo mantenere e migliorare: si tratta di una misura della quale oggi lo Stato Italiano non può fare a meno e che deve diventare uno strumento di lotta universale per il contrasto alla povertà». E' quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII in merito alle proposte di eliminare il sussidio economico per i percettori considerati occupabili.
«Se questa misura fosse cancellata tornerebbe alla povertà oltre un milione di famiglie. - continua Ramonda - Condividiamo il fatto che il RdC debba essere migliorato. Ma la povertà non si contrasta solo con una politica di interventi di natura economica. Le persone diventano “occupabili” non per categorizzazioni o con un corso di formazione, ma con l’accompagnamento sociale verso un’autonomia. Questo passaggio avviene con percorsi che le rendano protagoniste legando il RdC a serie politiche attive del lavoro, il che significa un passaggio graduale dei beneficiari della misura, con volontariato, tirocini e lavoro, nel rispetto delle capacità e delle potenzialità delle persone, privilegiando la clausola sociale negli appalti pubblici, riconoscendo il ruolo delle cooperative sociali che già oggi includono molte persone difficilmente occupabili. In questo modo il provvedimento si trasformerà in dignità ed inclusione dei beneficiari».
«Infine per svolgere tale azione è fondamentale un coinvolgimento degli enti locali con la presa in carico delle persone fragili che dovranno affrontare il percorso di avvicinamento al lavoro. - conclude Ramonda - Occorre una maggiore sinergia con gli Enti Locali ed è fondamentale che la misura sia gestita in stretta collaborazione con i servizi sociali del territorio, pensando anche a beneficiari di breve-medio periodo».
La Comunità Papa Giovanni XXIII, da sempre schierata in favore di coloro che soffrono e si trovano in condizioni di difficoltà, da diversi anni è al fianco di altre 35 organizzazioni sociali e civili che compongono “L’Alleanza contro la povertà in Italia” svolgendo l’opera di advocacy a favore delle persone in condizioni di povertà assoluta.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/12/2022
Pubblicato il bando per la selezione di 71.550 giovani tra i 18 e i 28 anni che intendono diventare operatori volontari in progetti di servizio civile universale in Italia e all'Estero, con un impegno di 25 ore settimanali ed una durata variabile dagli 8 ai 12 mesi.
La scadenza per presentare la candidatura è alle ore 14 di venerdì 10 febbraio 2023.
Sono 296 in Italia i posti disponibili con la Comunità Papa Giovanni XXIII e 51 all'estero, distribuiti nei tanti paesi di destinazione: Albania, Bolivia, Brasile, Camerun, Cile, Francia, Germania, Kenya, Paesi Bassi, Romania, Sri Lanka, Svizzera, Thailandia e Zambia. In ciascun progetto, le attività dove i volontari in servizio civile si troveranno coinvolti vanno dall’assistenza a minori e disabili, al supporto a persone vittime di dipendenza o che vivono in strada, da attività di monitoraggio e denuncia di violazioni dei diritti umani alla condivisione della quotidianità con persone che stanno scontando una pena alternativa al carcere
I requisiti per accedere al bando
Possono partecipare al bando i giovani, senza distinzione di sesso, che al momento della presentazione della domanda hanno compiuto 18 anni e ne hanno meno di 29. E' richiesta la cittadinanza italiana o di paesi dell'Unione Europea. Per i cittadini extra-UE va dimostrato di soggiornare regolarmente in Italia. I candidati non devono aver riportato condanna, anche non definitiva, alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
Non possono presentare domanda i giovani che appartengono ai corpi militari e alle forze di polizia; abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale; abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista; abbiano rapporto con l'ente che realizza il progetto, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell'anno precedente di durata superiore a tre mesi.
Altre requisiti andranno verificati direttamente nei testi dei progetti, che possono prevedere documentazioni aggiuntive o autocertificazioni per i posti con riserva per i Giovani con Minori Opportunità o per i progetti con Misure Europee.
Un Servizio retribuito
I giovani ricevono un contributo spese di 444,30 euro mensili. Nei progetti all'estero viene aggiunta una diaria giornaliera che va dai 13 ai 15 euro a seconda del Paese di destinazione.
Come presentare la candidatura
È possibile presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone, con SPID di livello di sicurezza 2 o, se sei cittadino europeo o extra-europeo regolarmente soggiornante, chiedendo le credenziali di accesso specifiche sulla piattaforma stessa. Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione. E' possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un'unica sede.
Il servizio civile nella Comunità Papa Giovanni XXIII
È possibile svolgere servizio presso una delle numerose case famiglia della Giovanni XXIII a supporto di minori e persone con disabilità, presso le cooperative sociali, le comunità terapeutiche che accolgono persone vittime di dipendenze, le strutture per persone senza fissa dimora, per donne vittime di tratta e per carcerati che stanno scontando la pena in misura alternativa al carcere.
L’associazione presenta anche progetti che prevedono "misure aggiuntive UE". Cosa significa? Che candidandosi in 3 particolari progetti, per un totale di 14 posti, sarà possibile svolgere un periodo di servizio di 2 mesi in un paese Europeo, nel caso dell'associazione in Spagna, Portogallo e Croazia.
Per meglio orientare i giovani nella scelta del progetto l’associazione offre l’iniziativa “Porte aperte al Servizio Civile: prova tre giorni!”, un’opportunità per conoscere direttamente lo stile dell’ente e le progettualità. Per iscriversi è sufficiente compilare un modulo e si verrà ricontattati.
«Proprio ieri si è celebrata la Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale - dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII – Non vogliamo soltanto fare qualcosa per i giovani, ma CON i giovani. In un momento storico caratterizzato da incertezza, guerra e timore, il servizio civile rimane un’opportunità unica per i giovani di diventare protagonisti di un forte cambiamento. Un'occasione per scoprirsi, per riappropriarsi della capacità di sognare, facendo qualcosa per sé stessi e per gli altri”
Per ricevere tutte le informazioni è possibile compilare il modulo attivato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.
Sono anche disponibili il sito web serviziocivile.apg23.org, il numero Whatsapp 340.2241702, le mail odcpace@apg23.org per i progetti in Italia e caschibianchi@apg23.org per l'estero.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
16/12/2022
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la tratta di esseri umani è ancora una grave minaccia in Italia e in Europa.
Sabato 17 dicembre, nell'hotel Stella Maris di Rimini, in Viale Regina Margherita 18 fra le ore 10 e le ore 16, il prossimo appuntamento di formazione sulla tratta di esseri umani rivolto al personale socio-sanitario proposto dal progetto europeo Amelie.
L'iniziativa ha l’obiettivo di rafforzare le capacità degli operatori sanitari e degli assistenti sociali per favorire l’identificazione delle vittime, e per fornire un supporto per interventi inseriti in una prospettiva di genere, sensibile al trauma, con particolare attenzione rivolta alle donne.
Sono previsti workshop, casi studio e simulazioni.
Secondo i dati della Commissione Europea, che il 14 aprile 2021 ha adottato la nuova strategia per la lotta alla tratta di esseri umani, tra il 2017 e il 2018 sono state più di 14.000 le vittime di tratta registrate all'interno dell'Unione Europea. Ma il numero effettivo, contando il sommerso, potrebbe essere decisamente più alto. La maggior parte delle vittime sono donne e ragazze (72%); la maggior parte di loro viene trafficata a scopo di sfruttamento sessuale (60%). La violenza provoca gravi conseguenze sulla salute fisica e psicologica delle vittime.
Il progetto AMELIE è promosso da KMOP - Centro di Azione Sociale e Innovazione (Grecia), SOLWODI (Germania), Differenza Donna APS (Italia), PAYOKE (Belgio) e Comunità Papa Giovanni XXIII (Italia), ed è finanziato dal programma AMIF (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) dell'Unione Europea. Con il patrocinio del Comune di Rimini.
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
06/12/2022
La Scuderia di Piazza Giuseppe Verdi 2 a Bologna ospiterà venerdì 16 dicembre, dalle ore 17.30 alle 22.00, una serata dedicata ai 50 anni del servizio civile.
Durante il momento di festa per la ricorrenza verrano proposte testimonianze, dibattiti, proiezioni e musica dal vivo. Alcuni "libri viventi", persone con esperienza diretta nel campo, potranno essere consultati durante incontri personali e di gruppo all'interno del famoso locale bolognese. Verrà proiettato in prima visione il documentario "InCoscienza - 50 anni di obiezione e servizio civile" prodotto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII. Attivo durante tutto l’evento anche un infopoint sul bando di servizio civile.
La Legge n. 772 del 1972 riconobbe l’obiezione di coscienza al servizio militare, istituendo il Servizio Civile. Lo strumento consente un’esperienza di cittadinanza attiva in cui i giovani sono protagonisti di azioni di solidarietà e costruzione della pace.
L’evento InCOSCIENZA: 50 anni di obiezione per la pace è organizzato da Amici dei Popoli, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Cefa Onlus, Co.Pr.E.Sc. di Bologna, FISM Bologna, Ispettoria salesiana lombardo emiliana, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna.
Spiegano gli organizzatori: «L’iniziativa rappresenta un momento di festa ma anche di dibattito e confronto pubblico sul senso della difesa civile non armata e nonviolenta oggi, e sulle possibili vie di costruzione della pace attraverso il Servizio Civile Universale in Italia e all’estero. Sarà un’occasione per far conoscere i valori fondanti del Servizio Civile e le diverse occasioni offerte, attraverso la voce di operatori volontari, ex obiettori, attivisti e operatori di pace».
Vedi il sito ufficiale
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COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
29/11/2022
Le persone con disabilità, in tema di affettività e di sessualità, rischiano di trovarsi vittime di tabù o di falsi pudori, cui non riescono a ribellarsi.
In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità la Comunità Papa Giovanni XXIII propone l'evento: Io valgo … Io amo… l’amore e l’affetto nelle persone con disabilità, che si svolgerà online lunedì 5 dicembre alle ore 10 con l'obiettivo di approfondire tematiche inerenti la vita quotidiana delle persone con disabilità cognitiva, fisica, psichica. Destinatari sono le famiglie, ma anche i gestori dei servizi legati al welfare, che spesso si trovano impreparati nel dare risposte alle domande di relazione e di vita affettiva delle persone con disabilità.
Come occuparsi di osservare, comprendere e canalizzare le normali richieste, pulsioni, tendenze sessuali?
L'evento affronterà il tema delle paure, delle incomprensioni, dei retaggi culturali da superare nel sostenere l’esperienza sessuale delle persone con disabilità. Verranno portate esperienza di fidanzamento, convivenza e matrimonio; la riflessione si allargherà al coinvolgimento delle figure genitoriali e dei servizi sociali territoriali.
Condotto dal giornalista Andrea Sarubbi, vedrà la presenza di:
Elisabetta Cimatti, psicoterapeuta, sessuologa
Laura Miola, influencer, racconta la sua storia personale di sposa e mamma
Oscar Miotti, psicoterapeuta
Cecilia Sorpilli, educatrice
Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII
Spiegano gli organizzatori: «Esempi virtuosi di servizi territoriali particolarmente attenti alla tematica mostrano come sia possibile nella disabilità, avvicinandosi con delicatezza ed intelligenza, aiutare per persone a vivere l’amore, l’affetto, la dolcezza del rapporto di coppia, e anche il matrimonio.
Falsi pudori o principi moralistici possono rivelarsi un limite per i caregiver, mentre l’esperienza di una sessualità fisica normale, a volte libera ed ingenua, può essere espressione della felicità».
L'evento sarà trasmesso in diretta streaming con traduzione in Lingua dei Sordi LIS sulla pagina Facebook della Comunità Papa Giovanni XXIII e sulla webtv del sito www.apg23.org.
In occasione della Giornata, la Comunità Papa Giovanni XXIII organizza eventi su tutto il territorio nazionale. Si segnalano gli appuntamenti nelle provincie di: Rimini, Perugia, Catania, Sassari. Il 7 dicembre anche a Tirana (Albania).
Scarica la locandina
COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIII
28/11/2022
In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne 2022, si terrà il 30 novembre 2022 dalle 9 alle 13 nell'Aula dei Poeti del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia dell'Università di Bologna, Strada Maggiore 45, la conferenza finale del progetto europeo MIRIAM. Donne migranti libere dalla violenza di genere.
Nel corso dell’evento saranno presentate le Linee guida per la promozione del benessere psicologico delle donne migranti vittime di violenza, uno strumento utile per i professionisti della salute per meglio comprendere come approcciarsi alle donne migranti che intendono uscire dalla violenza. Saranno presentati i risultati di due anni di ascolto delle vittime – 250 segnalazioni nel 2022 – e di formazione di operatori e operatrici di sportello e di servizi a bassa soglia di alcune province italiane (in Liguria, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio).
Porteranno un saluto: Fabrizio Rosanna, Direttore del Servizio per la prevenzione e la lotta alla violenza di genere - Dipartimento per le pari opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri; Giovanni Paolo Ramonda, Presidente dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII; interverranno esperte di Comunità Papa Giovanni XXIII e di Differenza Donna.
Porteranno testimonianze: Maria Chiara Rosa, referente dell’organizzazione femminile Mondo Donna; Violetta Burla, mediatrice ucraina dello Sportello immigrati di Cittadinanza Attiva; Centro italiano femminile; Migrantes.
Verrà presentata una lettura teatrale dallo spettacolo “Nemmeno con un fiore. Il prezzo dell’amore” di Emanuela Frisoni e Maria Mengozzi, ispirato ad una storia vera.
Spiegano gli organizzatori: «Non va dimenticato che lo sfruttamento sessuale rimane uno dei fenomeni più diffusi nell'ambito della violenza di genere, e che l’industria della prostituzione è il contesto più a rischio per le donne migranti. Queste hanno diritto insieme ai loro figli ad una adeguata protezione, ad un alloggio sicuro e ad un adeguato supporto psicologico, attraverso l'aiuto di professionisti con competenze interculturali formati nella gestione dei traumi».
I DATI
La violenza contro le donne è sempre più diffusa e colpisce una donna su tre nell'UE. Grave è il trend dei femminicidi: in Italia 104 donne sono state uccise nel 2022. Il Nord Italia (Dati Eures), pur segnando nell'ultimo anno una flessione del numero delle vittime, si conferma l'area geografica più a rischio, concentrando nel suo territorio il maggior numero delle donne uccise (il 53,8% del totale italiano). Segue il Sud (con 30 vittime nel 2022) e il Centro (18 vittime nel 2022 e 19 nei primi 11 mesi del 2021). Le città più colpite sono Roma, Milano, Napoli e Vicenza. Nelle relazioni del gruppo indipendente di esperti GREVIO, durante la pandemia è emerso che le donne migranti e richiedenti asilo, o quelle in fuga da conflitti armati, sono state tra le più vulnerabili alla violenza.
IL PROGETTO MIRIAM
Il progetto europeo MIRIAM, Donne migranti libere dalla violenza di genere, si propone di migliorare la protezione e i servizi di supporto specializzati per le donne migranti vittime di violenza con un focus particolare su sfruttamento sessuale, violenza domestica e matrimoni forzati. La campagna Break the wall si è rivolta con azioni di sensibilizzazione a potenziali vittime tra le donne migranti ed a operatori sanitari del settore sociale. Il progetto è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell'Unione Europea, frutto del partenariato tra Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Differenza Donna e la spagnola Fundaciòn de solidaridad Amaranta.
L'evento è accreditato dall'Ordine degli assistenti sociali dell'Emilia Romagna per il riconoscimento di 4 crediti formativi. Rientra tra gli eventi del Festival della Migrazione, promosso annualmente da Fondazione Migrantes.
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Per informazioni: progettomiriam@apg23.org