Ultime news
  • 04 Agosto 2017
    Papa Francesco visita la Colombia
    Leggi tutto
  • 26 Luglio 2017
    Parti con SVE, il volontariato all'estero
    Leggi tutto
  • 25 Luglio 2017
    giornata mondiale contro la tratta
    Leggi tutto
  • 24 Luglio 2017
    Maestri e insegnanti in dialogo
    Leggi tutto
  • 19 Luglio 2017
    25 anni di nonviolenza
    Leggi tutto
  • 14 Luglio 2017
    «La Chiesa o è missionaria, o non è».
    Leggi tutto
  • 14 Luglio 2017
    Per sanare le ferite degli abbandonati
    Leggi tutto
  • 13 Luglio 2017
    In ricordo di Vittorio Tadei
    Leggi tutto
  • 06 Luglio 2017
    Inclusione nel lavoro: mission possible!
    Leggi tutto
  • 06 Luglio 2017
    Apre una nuova casa a Bucarest
    Leggi tutto

Negli ultimi anni lo si incontrava di notte, sulle strade italiane della prostituzione. La lunga tonaca scura e il rosario in mano. “Do you love Jesus?”, chiedeva alle ragazze, con il sorriso aperto e una gioia contaminante.
In molte scoppiavano in lacrime “Yes, I love him…”. Riusciva a farle sentire donne, dignitose e pulite. Don Oreste era in grado di rimestare nella degradazione umana senza mai sporcarsi.

Ha cambiato il destino di molte persone. Un giorno una ragazza gli disse: “Sono una schiava”. Lui le credette.
Così iniziò la sua lotta contro il traffico di esseri umani. Di fronte all’orrore della guerra, chiese a tanti giovani di condividere la vita con le popolazioni oppresse dalla violenza, “perché Gesù ha fatto questo, è venuto tra noi, ultimo tra gli ultimi”. Si potrebbero raccontare innumerevoli aneddoti. Tratta di esseri umani, pace, vita nascente, tossicodipendenze, disabilità, infanzia maltrattata, handicap, discriminazione sociale, ovunque vedesse la negazione della dignità e dei diritti umani il “don” era lì, a condividere con le vittime.

Con la semplicità di un bambino, realizzava cose ritenute irrealizzabili. Per questo gli davano del pazzo.
Tutti quelli che l’hanno conosciuto ricordano bene il suo saper guardare al cuore delle persone, ai doni e all’unicità di ognuno.

La storia della Comunità Papa Giovanni XXIII è inevitabilmente intrecciata alla sua storia personale. Mosso dal suo spirito innovatore, lancia una proposta rivoluzionaria per quel tempo: portare in vacanza anche i ragazzi disabili, allora “chiusi” nelle famiglie e negli istituti. Nel 1958 parte per gli Stati Uniti per raccogliere i soldi necessari alla costruzione di una casa per vacanze sulle Dolomiti, convinto che la bellezza del paesaggio possa favorire nei giovani “un incontro simpatico con Gesù”.

Da questo primo incontro con persone sole ed emarginate, e con la disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, don Oreste fonda, nel 1971, l’Associazione per la formazione religiosa degli adolescenti  “Papa Giovanni XXIII”, quella che è oggi la Comunità Papa Giovanni XXIII, di cui è stato responsabile generale fino al 2 novembre 2007, giorno in cui è tornato al Padre.

#FOTOGALLERY:donorestebenzi#

La biografia di Don Oreste

Don Oreste nasce il 7 settembre 1925 a San Clemente (Rimini), sesto di nove figli di una famiglia modesta. «Mio papà apparteneva a quella grande fascia, immensa, di gente che crede talmente di non valere nulla, che quasi chiede scusa di esistere». Dalla mamma apprende la fede umile e profonda, sorgente del suo ottimismo: il ricordo del ricamo visto dal retro lo aiuta a capire che «c’è un progetto d’amore e che a me viene concesso di fare un passo dopo l’altro e non oltre».

A 12 anni entra in seminario e nel 1949 è sacerdote, pronto a «strapazzarsi per le anime» e certo che «per stare in piedi bisogna stare in ginocchio». Fin da subito nutre profondo interesse per gli adolescenti, a cui propone «un incontro simpatico con Gesù». Padre spirituale in seminario e insegnante di religione, diventa figura di riferimento per molti ragazzi.

Dal 1968 al 2000 è parroco in una periferia di Rimini (Grotta Rossa), dove inizia con alcuni giovani preti un’esperienza pastorale innovativa: decidere tutto insieme ai parrocchiani, lavorare con i fedeli e non per i fedeli, chiedendo responsabilità e consapevolezza della loro identità di re, sacerdoti e profeti e della loro missione nella storia.

Dall’incontro con persone sole ed emarginate e con la disponibilità di alcuni giovani, dà inizio nel 1973 alla prima Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, per «dare una famiglia a chi non ce l’ha» e per «ri-generare nell’amore».

La Comunità Papa Giovanni XXIII viene riconosciuta dalla Santa Sede nel 2004. Negli anni successivi la sua passione per gli ultimi si estende ai tossicodipendenti, minori senza famiglia, nomadi, persone senza fissa dimora, carcerati, vittime delle sette, donne di strada, anziani; anche in terre di missione.

La passione per l’annuncio di Cristo e il riscatto degli ultimi lo vede partecipare dagli anni ‘80 a programmi televisivi e radiofonici sulla fede e su delicate questioni sociali; tiene rubriche su quotidiani locali e nazionali e non manca di nutrire con il “Pane Quotidiano” della Parola, commentando il Vangelo ogni giorno. Conosciuto come “il prete dalla tonaca lisa” partecipa a incontri e manifestazioni in Italia e nel mondo. In questo vortice d’impegni e di pesanti responsabilità è sempre sereno e sorridente.

Muore il 2 novembre 2007, lasciando profeticamente il suo testamento sulla pagina di “Pane Quotidiano” dello stesso giorno: «Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio».

 

 

 

Ultime news
  • Papa Francesco visita la Colombia
    Papa Francesco compirà un viaggio apostolico in Colombia dal 6 all’11 settembre 2017, visitando le città di Bogotá, V...
    Leggi tutto
    04 Agosto 2017
  • Parti con SVE, il volontariato al..
    Il Servizio Volontario Europeo permette ai giovani tra i 18 e i 30 anni di partecipare ad attività di volontariato all'es...
    Leggi tutto
    26 Luglio 2017
  • giornata mondiale contro la tratta
    In Italia è emergenza per la tratta delle donne nigeriane che vengono vendute ai trafficanti di uomini ai fini della pros...
    Leggi tutto
    25 Luglio 2017
  • Maestri e insegnanti in dialogo
    Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2017 si terrà a Forlì il 3° convegno della Scuola del Gratuito. Dopo le prime du...
    Leggi tutto
    24 Luglio 2017
  • 25 anni di nonviolenza
    In 25 anni sono stati circa 2000 i volontari che hanno costituito una presenza nonviolenta volontaria in 17 situazioni di ...
    Leggi tutto
    19 Luglio 2017
  • «La Chiesa o è missionaria, o n..
    Don Francesco Fiordaliso, sacerdote della diocesi di Livorno e membro della Comunità Papa Giovanni XXIII non ha dubbi: «ne...
    Leggi tutto
    14 Luglio 2017
  • Per sanare le ferite degli abband..
    Il 4 giugno appena trascorso è stato vissuto come un bellissimo momento di fraternità con grandi e piccini, anziani e adol...
    Leggi tutto
    14 Luglio 2017
  • In ricordo di Vittorio Tadei
    Vittorio Tadei, salito al cielo il 13 luglio di un anno fa, imprenditore riminese e grande amico di don Benzi, è stato un ...
    Leggi tutto
    13 Luglio 2017
  • Inclusione nel lavoro: mission po..
    Il giorno 1 luglio è stata la Giornata Internazionale delle Cooperative. Il Consorzio Comunità Papa Giovanni XXIII, con le...
    Leggi tutto
    06 Luglio 2017
  • Apre una nuova casa a Bucarest
    Don Federico Pedrana, sacerdote della diocesi di Como e membro della Comunità Papa Giovanni XXIII, fin dal 2007 va regolar...
    Leggi tutto
    06 Luglio 2017
Newsletter
iscriviti
Informativa art. 13, d. lgs 196/2003 I tuoi dati personali saranno trattati, con modalità prevalentemente elettroniche, per attività informative e promozionali su progetti, iniziative, servizi e prodotti di Comunità Papa Giovanni XXIII e degli enti a essa consorziati (“Consorzio” – vedi link sotto per conoscere l’elenco delle entità giuridiche), come espressamente richiesto con l’iscrizione alla newsletter. Titolare del trattamento è Comunità Papa Giovanni XXIII – Via Mameli 1, 47921 Rimini (RN). Gli incaricati preposti al trattamento dei dati sono gli addetti alle attività di comunicazione e marketing, di organizzazione di campagne promozionali e istituzionali, ai sistemi informativi e di sicurezza dei dati. Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati o opporsi al loro trattamento per motivi legittimi o per fini promozionali e informativi, e richiedere l’elenco completo e aggiornato dei responsabili del trattamento, scrivendo a Comunità Papa Giovanni XXIII – Via Punta di Ferro 2D, 47122 Forlì (FC) oppure inviare un’e-mail a infoapg23@apg23.org.
Loading…