Ultime news
  • 26 Aprile 2017
    Una nuova scuola a misura di bambino
    Leggi tutto
  • 24 Aprile 2017
    Al via un nuovo Corso Missioni
    Leggi tutto
  • 24 Aprile 2017
    Per sconfiggere la droga
    Leggi tutto
  • 21 Aprile 2017
    Un pellegrinaggio insieme ai carcerati
    Leggi tutto
  • 20 Aprile 2017
    Una mostra per gli artisti del Centro Diurno
    Leggi tutto
  • 10 Aprile 2017
    #cimettolamiavita tu mettici il 5x1000
    Leggi tutto
  • 06 Aprile 2017
    A sette anni dalla tragica scomparsa
    Leggi tutto
  • 05 Aprile 2017
    «Partecipate alla via Crucis per le donne c..
    Leggi tutto
  • 04 Aprile 2017
    L’abbraccio del Papa a Carpi
    Leggi tutto
  • 03 Aprile 2017
    L'Europa spinge verso l'aborto
    Leggi tutto

Negli ultimi anni lo si incontrava di notte, sulle strade italiane della prostituzione. La lunga tonaca scura e il rosario in mano. “Do you love Jesus?”, chiedeva alle ragazze, con il sorriso aperto e una gioia contaminante.
In molte scoppiavano in lacrime “Yes, I love him…”. Riusciva a farle sentire donne, dignitose e pulite. Don Oreste era in grado di rimestare nella degradazione umana senza mai sporcarsi.

Ha cambiato il destino di molte persone. Un giorno una ragazza gli disse: “Sono una schiava”. Lui le credette.
Così iniziò la sua lotta contro il traffico di esseri umani. Di fronte all’orrore della guerra, chiese a tanti giovani di condividere la vita con le popolazioni oppresse dalla violenza, “perché Gesù ha fatto questo, è venuto tra noi, ultimo tra gli ultimi”. Si potrebbero raccontare innumerevoli aneddoti. Tratta di esseri umani, pace, vita nascente, tossicodipendenze, disabilità, infanzia maltrattata, handicap, discriminazione sociale, ovunque vedesse la negazione della dignità e dei diritti umani il “don” era lì, a condividere con le vittime.

Con la semplicità di un bambino, realizzava cose ritenute irrealizzabili. Per questo gli davano del pazzo.
Tutti quelli che l’hanno conosciuto ricordano bene il suo saper guardare al cuore delle persone, ai doni e all’unicità di ognuno.

La storia della Comunità Papa Giovanni XXIII è inevitabilmente intrecciata alla sua storia personale. Mosso dal suo spirito innovatore, lancia una proposta rivoluzionaria per quel tempo: portare in vacanza anche i ragazzi disabili, allora “chiusi” nelle famiglie e negli istituti. Nel 1958 parte per gli Stati Uniti per raccogliere i soldi necessari alla costruzione di una casa per vacanze sulle Dolomiti, convinto che la bellezza del paesaggio possa favorire nei giovani “un incontro simpatico con Gesù”.

Da questo primo incontro con persone sole ed emarginate, e con la disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, don Oreste fonda, nel 1971, l’Associazione per la formazione religiosa degli adolescenti  “Papa Giovanni XXIII”, quella che è oggi la Comunità Papa Giovanni XXIII, di cui è stato responsabile generale fino al 2 novembre 2007, giorno in cui è tornato al Padre.

#FOTOGALLERY:donorestebenzi#

La biografia di Don Oreste

Don Oreste nasce il 7 settembre 1925 a San Clemente (Rimini), sesto di nove figli di una famiglia modesta. «Mio papà apparteneva a quella grande fascia, immensa, di gente che crede talmente di non valere nulla, che quasi chiede scusa di esistere». Dalla mamma apprende la fede umile e profonda, sorgente del suo ottimismo: il ricordo del ricamo visto dal retro lo aiuta a capire che «c’è un progetto d’amore e che a me viene concesso di fare un passo dopo l’altro e non oltre».

A 12 anni entra in seminario e nel 1949 è sacerdote, pronto a «strapazzarsi per le anime» e certo che «per stare in piedi bisogna stare in ginocchio». Fin da subito nutre profondo interesse per gli adolescenti, a cui propone «un incontro simpatico con Gesù». Padre spirituale in seminario e insegnante di religione, diventa figura di riferimento per molti ragazzi.

Dal 1968 al 2000 è parroco in una periferia di Rimini (Grotta Rossa), dove inizia con alcuni giovani preti un’esperienza pastorale innovativa: decidere tutto insieme ai parrocchiani, lavorare con i fedeli e non per i fedeli, chiedendo responsabilità e consapevolezza della loro identità di re, sacerdoti e profeti e della loro missione nella storia.

Dall’incontro con persone sole ed emarginate e con la disponibilità di alcuni giovani, dà inizio nel 1973 alla prima Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, per «dare una famiglia a chi non ce l’ha» e per «ri-generare nell’amore».

La Comunità Papa Giovanni XXIII viene riconosciuta dalla Santa Sede nel 2004. Negli anni successivi la sua passione per gli ultimi si estende ai tossicodipendenti, minori senza famiglia, nomadi, persone senza fissa dimora, carcerati, vittime delle sette, donne di strada, anziani; anche in terre di missione.

La passione per l’annuncio di Cristo e il riscatto degli ultimi lo vede partecipare dagli anni ‘80 a programmi televisivi e radiofonici sulla fede e su delicate questioni sociali; tiene rubriche su quotidiani locali e nazionali e non manca di nutrire con il “Pane Quotidiano” della Parola, commentando il Vangelo ogni giorno. Conosciuto come “il prete dalla tonaca lisa” partecipa a incontri e manifestazioni in Italia e nel mondo. In questo vortice d’impegni e di pesanti responsabilità è sempre sereno e sorridente.

Muore il 2 novembre 2007, lasciando profeticamente il suo testamento sulla pagina di “Pane Quotidiano” dello stesso giorno: «Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio».

 

 

Noi ci mettiamo la nostra vita, tu mettici il tuo 5xmille Codice fiscale 00310810221 #Cimettolamiavita

 

 

Ultime news
  • Una nuova scuola a misura di bamb..
    Tante sono le domande legate all’educazione, oggi che la società, la famiglia, la scuola ed i ragazzi sono profondament...
    Leggi tutto
    26 Aprile 2017
  • Al via un nuovo Corso Missioni
    «Ho scoperto un pezzetto di mondo e ampliato i miei orizzonti», ecco la testimonianza di chi ha partecipato al Corso Mis...
    Leggi tutto
    24 Aprile 2017
  • Per sconfiggere la droga
    Dal 4 al 6 aprile si è tenuto a Santiago in Cile il 2º Incontro Latinoamericano delle Comunità Terapeutiche della Comun...
    Leggi tutto
    24 Aprile 2017
  • Un pellegrinaggio insieme ai carc..
    L’uomo non è il suo errore» e per il 9° anno consecutivo è stato organizzato un pellegrinaggio tutto speciale: il 22...
    Leggi tutto
    21 Aprile 2017
  • Una mostra per gli artisti del Ce..
    Dal 9 aprile fino al 1 maggio, in Galleria Peschiera a Cesena (FC) sarà visitabile “aCasa”, la Mostra organizzata dal...
    Leggi tutto
    20 Aprile 2017
  • #cimettolamiavita tu mettici il 5..
    Destina il tuo 5X1000 alla Comunità Papa Giovanni XXIII e ci aiuterai ad aprire le porte della nostra famiglia a chi non ...
    Leggi tutto
    10 Aprile 2017
  • A sette anni dalla tragica scompa..
    Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa di Simone Montesso e Massimo Barbiero. Sono ormai trascorsi 7 anni dal tragi...
    Leggi tutto
    06 Aprile 2017
  • «Partecipate alla via Crucis per..
    «Saluto la Comunità Papa Giovanni XXIII e, mentre esorto a continuare l'opera in favore di ragazze sottratte alla pros...
    Leggi tutto
    05 Aprile 2017
  • L’abbraccio del Papa a Carpi
    Papa Francesco fa visita alle popolazioni che 5 anni fa erano state colpite dal sisma in Emilia
    Leggi tutto
    04 Aprile 2017
  • L'Europa spinge verso l'aborto
    Obianuju Ekeocha, nigeriana, presidente dell’ONG Culture of Life Africa dice: «Molti Paesi occidentali hanno deciso d...
    Leggi tutto
    03 Aprile 2017
Newsletter
iscriviti
Informativa art. 13, d. lgs 196/2003 I tuoi dati personali saranno trattati, con modalità prevalentemente elettroniche, per attività informative e promozionali su progetti, iniziative, servizi e prodotti di Comunità Papa Giovanni XXIII e degli enti a essa consorziati (“Consorzio” – vedi link sotto per conoscere l’elenco delle entità giuridiche), come espressamente richiesto con l’iscrizione alla newsletter. Titolare del trattamento è Comunità Papa Giovanni XXIII – Via Mameli 1, 47921 Rimini (RN). Gli incaricati preposti al trattamento dei dati sono gli addetti alle attività di comunicazione e marketing, di organizzazione di campagne promozionali e istituzionali, ai sistemi informativi e di sicurezza dei dati. Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati o opporsi al loro trattamento per motivi legittimi o per fini promozionali e informativi, e richiedere l’elenco completo e aggiornato dei responsabili del trattamento, scrivendo a Comunità Papa Giovanni XXIII – Via Punta di Ferro 2D, 47122 Forlì (FC) oppure inviare un’e-mail a infoapg23@apg23.org.
Loading…