Massimo e Simone

In ricordo dei due missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII tragicamente morti in Venezuela durante un'escursione in montagna nel mese di aprile 2010

"Martedì 13 aprile 2010 sono stati rinvenuti in Venezuela nella località di Merida in fondo ad un dirupo i due corpi privi di vita di due giovani dispersi alcuni giorni prima, Simone Montessi di 23 anni e Massimo Barbiero 36 anni. 

I due giovani appartenevano alla Comunità Papa Giovanni XXIII e si erano recati in Venezuela per svolgere attività di volontariato al servizio dei più poveri e diseredati. 

Il nostro pensiero va alle famiglie e ai tanti parenti ed amici che da loro hanno ricevuto una così nobile testimonianza di amore e di fede. 

La nostra comunità trova conforto nella preghiera nella certezza  che questi giovani siano già stati accolti nella casa del Padre accanto al nostro fondatore don Oreste Benzi."

Giovanni Paolo Ramonda
Responsabile Generale
Comunità Papa Giovanni XXIII

 

Massimo Barbiero

Massimo Barbiero    Massimo, nato nel 1973, figlio di Giuseppina e Alessandro Barbiero, era originario di Fossò (VE). 

    Si laurea nel 1999 in Scienze Forestali. Dopo aver vissuto un'esperienza con i Comboniani e con i Frati Minori Rinnovati, è arrivato nella Comunità Papa Giovanni XXIII. Sentendosi costantemente in ricerca, non vedeva l'ora di partire per condividere la propria vita con i più poveri. 

    All'età di 25 anni parte per il Kenya, per rimanere circa 10 anni a vivere nella baraccopoli di Soweto della capitale Nairobi. Lì abitava con altri missionari della Comunità Papa Giovanni XXIII nella "Casa di Fraternità Baba Yetu". Era partito perché era innamorato di San Francesco, del suo ideale di vivere con niente per poter affermare che c'è altro che conta davvero.

    In seguito al suo rientro in Italia da Nairobi, decide di ripartire per andare a vivere un periodo in Venezuela, dove già da anni ci sono alcune case famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Intervista a Soweto

    Video tratto da un'intervista a Massimo Barbiero del 2004, mentre si trovava nella sua baracca a Soweto, nella città di Nairobi.

Massimo Barbiero

Il bianco rovistatore

    Un servizio pubblicato nel 2007 sul mensile SEMPRE della Comunità Papa Giovanni XXIII, in cui si da testimonianza di ciò che Massimo viveva come missionario.

Simone Montesso

Simone Montesso    Simone  nasce nel 1986, figlio unico di Tiziana e Giuliano Montesso. Abitava con loro a Bolzano. 

    Recentemente era rientrato in famiglia dopo aver vissuto quattro anni fuori casa, principalmente a Verona dove si era laureato in Scienze dell'educazione nel 2009. Successivamente si era recato otto mesi a lavorare in Germania per imparare meglio il tedesco e riuscire ad ottenere il patentino bilinguistico.

    Simone era un ragazzo generoso, semplice, amante della pace. Il suo sogno, fin dall'età di 13 anni, era quello di poter lavorare all'estero nell'ambito della cooperazione, preferibilmente in Africa o in America Latina. Pensava che una vita vissuta solo per se stesso non avesse senso.  Aveva svolto alcuni brevi tirocini (scuola dell'infanzia, centro profughi, casa di riposo, centro per disabili) per valutare le sue possibilità di lavoro in ambito sociale. 

    Per capire bene se il suo sogno fosse concretamente realizzabile, decide di iniziare un percorso: a Gennaio 2010 frequenta il corso di preparazione all'esperienza di condivisione in missione della Comunità Papa Giovanni XXIII. Al termine del corso si rende disponibile a partire per vivere 6 mesi un periodo di volontariato all'estero, preferendo fra i tanti progetti la Tanzania o il Venezuela. Nel mese di marzo parte per Merida, Venezuela.

 

L'attività missionaria

    La Comunità Papa Giovanni XXIII ha iniziato la propria presenza in terra di missione nel 1985, in Zambia, e da allora è sempre stata disponibile ad accogliere visitatori e volontari. 

    Ogni anno sono circa 170 le persone che partono per affiancare i missionari della Papa Giovanni XXIII nella condivisione tra gli ultimi, contando quelli che partono per un periodo breve (circa 80), tutti i giovani che intraprendono le vie della missione come caschi bianchi (una cinquantina ogni anno) e i volontari dell’Operazione Colomba (circa 40 ogni anno), senza però contare quelli che ritornano a visitare per la seconda o terza volta una zona di missione con cui hanno mantenuto i contatti. Una schiera di persone provenienti da tutta Italia, di tutte le età (dai 17 ai 60 e oltre, ma soprattutto giovani dai 18 ai 35 anni), studenti, professionisti, pensionati, impiegati, casalinghe, che con tanto entusiasmo scelgono di vincere le paure (posti lontani, malattie tropicali, disagi climatici) per provare, almeno per qualche tempo, a mettersi nei panni di chi vive tutti i giorni in situazioni che a noi occidentali sembrano impossibili da affrontare.

    A chi vuole partire per un periodo breve (1-6 mesi) proponiamo un Corso di Preparazione con l’obiettivo di approfondire le motivazioni che spingono le persone a partire, cercando di scardinare i luoghi comuni (loro hanno bisogno di noi, siamo noi che andiamo ad aiutare, insegnare, ecc.) che potrebbero bloccare l’esperienza di condivisione in missione. Ogni anno la Comunità organizza 4-5 corsi di preparazione, ai quali partecipano in media 120 persone, circa 80 di questi poi scelgono di partire.

    Simone Montesso aveva partecipato proprio lo scorso gennaio al primo dei Corsi in Preparazione del 2010 e aveva dato la sua disponibilità ad andare in missione per 6 mesi in Venezuela, dimostrando grande generosità nei confronti dei più poveri.

 
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