Ucciso sano perché ritenuto malato
Rimini, 29 luglio - Rispetto al bambino di 26 settimane abortito all'ospedale Civile di Padova, che chiameremo Andrea.
La fobia per la malattia e la disabilità è arrivata al punto da uccidere al solo sospetto di presentarsi.
La legge 194 ci sta conducendo all'eutanasia preventiva, ad una selezione eugenetica verso la ricerca del figlio perfetto. Ci chiediamo: come è morto/a Andrea? A 26 settimane si nasce vivi e quasi sempre il bimbo sopravvive senza problemi se adeguatamente assistito. C'è motivo di pensare che si tratti non solo di violazione della legge 194, in seguito alla quale sono già stati soppressi legalmente oltre 5 milioni di bambini/e con l'aborto. Qui sarà difficile non definirlo omicidio volontario.
Siamo alle battute finali di una legge che intendeva eufemisticamente tutelare la maternità e la vita e sempre più si evidenzia come strumento di morte.
Negando l'esistenza della vita umana nella sua condizione più debole e indifesa si ottiene una società impazzita. Dove chi dovrebbe più amare, tutelare e curare la vita si dedica, per legge, a distruggerla.
Il Responsabile Generale

