Tolto alla madre che gli ha salvato la vita
Rimini, 23 luglio - Rispetto alla vicenda del bimbo tolto dopo il parto dal Tribunale di Trento, secondo quanto appreso dai giornali così si esprime Giovanni Paolo Ramonda, responsabile dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi.
Per motivi economici o altri che ora non ci é dato di conoscere ma si tratta di una vicenda molto dolorosa quella subita da mamma e figlio nel momento più bello della vita. Tuttavia l'ingiustizia più assurda e inaudita é che quel bambino lo si voleva uccidere con l'aborto.
La notizia odierna secondo cui le avessero proposto "la sospensione della gravidanza" lascia esterefatti.
Proprio coloro che ora dicono di volerlo difendere dalla madre lo avrebbero preferito morto, invitando la madre a disfarsene.
Separare un figlio dalla madre al momento stesso della nascita é un atto di estrema violenza verso entrambi e può essere considerato lecito solo per salvaguardare il neonato dal fondato pericolo che la madre possa infierire con ancora maggiore violenza nei suoi confronti, tanto da metterne in pericolo la stessa vita.
Il fatto stesso che si sia ora scelto di verificare la sua capacità genitoriale mette in evidenza come forse questa certezza non fosse certa a priori e che si sia agito in modo errato.
Se poi, come tutti auspichiamo, la verifica avrà esito favorevole, chi restituirà a madre e figlio la relazione materna così violentemente interrotta al suo sorgere?
Il rapporto madre-bambino è troppo importante per essere infranto senza le opportune verifiche, é per questo che siamo fin da ora disponibili ad accogliere la mamma e il suo bambino in una delle nostre 253 Case Famiglia italiane dove, in un contesto famigliare, permettere ad entrambi di vivere in un ambiente protetto e sereno per dimostrare a sé e ai giudici se il rapporto genitoriale è sufficiente.
Evidenziamo inoltre come, anche con il nostro contributo, nel Piano di azione approvato dall'Osservatorio Nazionale per l'Infanzia la scorsa settimana sia stato previsto di dare priorità al sostegno delle famiglie fragili, al fine di evitare l'allontanamento dei minori per cause di tipo
economico o carenze materiali.
Il Responsabile Generale

