Subito una moratoria delle bombe a grappolo

Rimini, 2 agosto 2010 - Le bombe a grappolo sono micidiali ordigni che rilasciano migliaia di piccole bombe che si disperdono su di un territorio molto ampio con conseguenze disastrose per molti anni.

    In occasione dell'entrata in vigore l'1 Agosto 2010, della Convenzione di Oslo per la messa al bando delle bombe a grappolo, chiediamo al governo italiano una ratifica in tempi rapidi di questo importante trattato e di farsi promotore di un analogo passo presso gli altri stati europei.                                                                         

    Nell'immediato chiediamo una moratoria unilaterale sulla produzione, uso e commercio di questo sistema d'arma, in linea con i contenuti della Convenzione stessa.

    Le bombe a grappolo sono micidiali ordigni che rilasciano migliaia di piccole bombe che si disperdono su di un territorio molto ampio con conseguenze disastrose per molti anni. Secondo l'associazione Handicap International delle oltre 440 milioni di bombe a grappolo utilizzate dal 1965 ad oggi, circa 100 milioni giacciono sul terreno ancora inesplose.

    Questo trattato, firmato ad Oslo nel Dicembre 2008, grazie ad un intenso e serio lavoro della società civile internazionale, è stato sottoscritto fino ad oggi da 107 paesi ma solo 37 l'hanno già ratificato.                                                                                                                                                     

    Ci uniamo anche noi al commento entusiasta del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ban Ki - Moon: "è un passo fondamentale nell'agenda del disarmo mondiale" e del Santo Padre Benedetto XVI:" con l'entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati, la Comunità Internazionale ha dimostrato saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale".

    Questo successo della società civile organizzata fa ben sperare anche per il prossimo Trattato sul commercio delle armi (ATT), promosso dal 2003 dalla campagna Control Arms e già presentato alle Nazioni Unite. Questo nuovo testo richiede una regolamentazione del commercio delle armi che sia globale, vincolante e  in grado di prevenire i trasferimenti internazionali di armi qualora vengano usate per commettere atrocità.

 

Il Responsabile Generale
 
                                                                              

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