Respingimenti nel Mar Mediterraneo e visita in Italia del leader libico Muammar Gheddafi.
Per porre fine a questa situazione inaccettabile si ritiene urgente chiedere alle autorità italiane, in occasione della visita del Presidente Gheddafi, di rinegoziare in tempi rapidissimi gli accordi Italia-Libia in maniera tale che includano strumenti di garanzia del rispetto dei Diritti Umani con il coinvolgimento delle istituzioni dell’Europa e delle Nazioni Unite.
In occasione della visita in Italia del Presidente Gheddafi l'associazione Comunità Papa Giovanni XXIII ricorda ale istituzioni italiane che:a partire dal 7 maggio 2009, in aperto spregio delle norme internazionali sui diritti umani, il nostro paese ha consegnato alle autorità libiche centinaia di donne, uomini e bambini, migranti e richiedenti asilo, che tentavano di raggiungere l'Europa imbarcandosi attraverso il Mediterraneo su mezzi di fortuna, rischiando la vita per sfuggire a persecuzioni, torture, guerre e condizioni di povertà estrema.
Il 75 per cento delle persone che sono arrivate e arrivano in Italia via mare sono richiedenti asilo e, secondo l'Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), tra le persone rinviate in Libia sulla base di questa prassi il 50% erano legittimamente bisognosi di protezione.
Gli eventi che si stanno consumando in maniera strutturale sono conseguenza di accordi internazionali tra Italia e Libia che hanno visto l’Italia in posizione preminente. Sussiste quindi una diretta e gravissima responsabilità diretta del nostro paese e dell'Unione Europea in relazione a quanto sta avvenendo.
Tutte le agenzie umanitarie, il Commissario per i Diritti Umani Europeo e le associazioni che si occupano di immigrazione si sono più volte rivolte alle autorità Italiane per chiedere di cessare al più presto le operazioni di rinvio forzato e, precedentemente, per sottolineare quanto rischiosa potesse risultare un'agenda diplomatica tra Italia e Libia che lasciasse fuori i diritti umani.
Per porre fine a questa situazione inaccettabile si ritiene urgente chiedere alle autorità italiane, in occasione della visita del Presidente Gheddafi, di rinegoziare in tempi rapidissimi gli accordi Italia-Libia in maniera tale che includano strumenti di garanzia del rispetto dei Diritti Umani con il coinvolgimento delle istituzioni dell’Europa e delle Nazioni Unite.
Si richiede inoltre: - la cessazione di ogni respingimento, sia in acque territoriali che extraterritoriali, verso la Libia o verso ogni altro paese che non garantisca il pieno rispetto dei diritti umani come da obblighi internazionali di legge.
- la garanzia a tutti gli immigrati che cercano di raggiungere l'Italia di poter accedere alle procedure previste per effettuare la richiesta di asilo, con particolare attenzione alle persone che giungono con le carrette del mare.
- il rispetto delle leggi del Diritto del Mare e della legge internazionale che prevedono di assistere e provvedere ad un luogo sicuro per coloro che si trovano in situazione di pericolo e necessitano soccorso in mare.
- la promozione di una politica seria per l'innalzamento dei finanziamenti ai progetti di sviluppo, gli unici in grado di combattere la povertà e quindi di agire sulla causa. In proposito è opportuno ricordare che oggi il contributo italiano ai paesi in via di sviluppo è pari allo 0,09% del PIL nazionale, a fronte di proclami e promesse del tutto differenti: il nostro paese ha formalmente assunto impegni vincolanti con la comunità internazionale per stanziare entro il 2010 lo 0,51%, come tappa intermedia per raggiungere lo 0,7% nel 2015 per la realizzazione degli Obiettivi del Millennio

