Queste giovani donne lungo le nostre strade

Rimini, 04 marzo - Perché migliaia di ragazze straniere, spesso minorenni, lasciano il loro paese nativo, le loro famiglie di origine, e vengono in Italia per finire nel circuito della prostituzione? Sono consenzienti o costrette? E se davvero non vogliono fare questo “mestiere” perché non si ribellano?

    Siamo in prossimità dell'8 marzo, festa della donna, e nel fare il punto sul difficile percorso verso la parità dei diritti e della dignità tra uomo e donna, non si può far finta di non vedere le condizioni disumane in cui vivono queste ragazze lungo i marciapiedi delle nostre città.

    Per dare un volto e un'anima a queste giovani donne senza identità arriva in questi giorni nelle librerie “Quello che gli occhi non vedono” (ed. Sempre Comunicazione, pp. 128, € 9,00), libro scritto da Irene Ciambezi, giornalista specializzata nel dialogo interculturale, responsabile per la zona di Ferrara-Rovigo del Servizio Antitratta della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi.

    Un libro che sembra un romanzo, ma racconta la storia drammaticamente vera di una di queste ragazze, che si intreccia con altre storie, consentendoci di capire i meccanismi di funzionamento di questo traffico di esseri umani che continua a svilupparsi pressoché indisturbato, fuori dal campo visivo dei riflettori che sembrano essere puntati solo sui “barconi” di disperati che arrivano dal mare.

    Un libro di denuncia, perché sono molti gli intrecci di responsabilità che consentono agli sfruttatori, stranieri e italiani, di continuare ad agire. Ma anche carico di speranza, perché fa capire come, attraverso l'impegno a più livelli delle varie persone coinvolte in questa vicenda, le cose possono veramente cambiare, così come è avvenuto per la protagonista di questa storia.

    «Ho letto questo volume d’un fiato – scrive nella prefazione il cantante Nek – e la prima cosa che mi ha colpito è stato il suo profumo. Sì, un profumo che sa di voglia di vivere, di recuperare una felicità e una libertà negate»

    «Passare vicino ai marciapiedi e tacere è essere conniventi – aggiunge nella postfazione  Giovanni Paolo Ramonda, successore di don Benzi alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII –. Questo libro stupendo entra nel cuore di queste ragazze e fa capire come Dio non produce scarti».


Info:
Sempre Comunicazione, 0442 25174, sempreredazione@apg23.org










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