Preghiera a La Quiete per l'anniversario di Eluana

Rimini, 8 febbraio 2010 - La drammatica e ingiusta morte per fame e sete di Eluana Englaro ha toccato i nostri cuori e, certi che ora dimori presso Dio, nostra Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, sarà presente, ancora una volta, di fronte ai cancelli della Clinica La Quiete di Udine martedì 9 febbraio dalle 12 alle 13, per un momento di preghiera, con la recita del Santo Rosario, in commemorazione di Eluana.

    Le persone che il Italia si trovano in condizioni analoghe a quelle di Eluana sono circa 500:

il fatto che non ci sia stata una corsa imitatoria è il segno inequivocabile che gli italiani hanno a cuore la vita, anche quando è vissuta nella massima disabilità.

    L’ultima vicenda del sig. Salvatore Crisafulli ci ha mostrato come sia difficile per i famigliari assistere un congiunto in situazioni simili, in cui il servizio pubblico è sempre più latitante e lascia le famiglie senza il supporto necessario procurando solitudine, sofferenza e morte.

    Capita che in taluni momenti si possa invocare per disperazione la morte ma, come sottolineava il nostro fondatore don Oreste Benzi “si tratta in realtà di una richiesta di aiuto”; ne è la prova il fatto che lo stesso Crisafulli ha cambiato parere appena gli si è prestata la dovuta attenzione.

    Tutto il dibattito odierno e la stessa vicenda di Eluana provano il fatto che a invocare la morte dei malati considerati inguaribili o dei disabili gravi sono le persone cosiddette sane e cioè coloro che dovrebbero prendersene cura e che temono di ritrovarsi in una condizione analoga.

    Nelle nostre Case Famiglia sono decine le persone accolte con disabilità simili a quella di Eluana, vivono con noi e con i nostri figli regalandoci spesso recuperi insperati dai medici, segno che la medicina non può fare a meno dell’amore.

 

Il Responsabile Generale

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