L'Associazione Papa Giovanni XXIII organizza una Via Crucis di solidarieta' per le vittime della tratta e della prostituzione
Marche, 12 marzo - Per ogni uomo è scandaloso che un suo simile possa essere venduto, violentato, mercificato, sfruttato e ridotto al silenzio
Ogni giorno in Italia le Forze dell’Ordine scovano e arrestano i criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione. Quotidianamente, sia sulle strade che all’interno di locali privé, night, alberghi e appartamenti, vengono eseguite operazioni di polizia esemplari dimostrando come il fenomeno della prostituzione coatta sia molto diffuso. Tuttavia i mercenari, gli schiavisti continuano imperterriti a gestire il traffico di queste giovanissime donne, spesso anche minorenni, beffandosi dello Stato italiano che non considera reato il prostituirsi bensì il costringere l’altro a farlo.
E’ interessante precisare come nei Paesi da cui provengono le vittime e i loro magnaccia, non è tollerata la prostituzione, anzi essa viene severamente punita, così come chi la sfrutta. Arrivando nella nostra Regione si è costretti ad assistere ormai da decenni ad un fenomeno inquietante: in due territori delle provincie di Ascoli e Fermo (la Bonifica del Tronto e la zona Fratte di P. S. Elpidio) nonostante le iniziative di alcune istituzioni, la prostituzione schiavizzata su strada non è stata ancora debellata, ma è sempre più radicata ed apparentemente intoccabile. Anche la popolazione, sebbene più volte abbia mostrato la propria disapprovazione, addirittura creando comitati ad hoc, non è riuscita ad incidere sulle autorità locali.
Ci sono anche le mormorazioni di un popolo consapevole ma impaurito, quasi assuefatto, alla drammatica situazione che vedrebbe le organizzazioni impadronirsi del territorio. Insomma una vera e propria base intoccabile e un covo non così sconosciuto dove mafie albanesi, russe, nigeriane e rumene, con la connivenza di quelle italiane, si spartiscono il bottino ricavato sulla pelle di queste povere ragazze. Sì, perché, di fatto chi sta al freddo di queste notti a congelarsi semi nude, a prendere calci e pugni, e a rischiare la vita sono proprio loro, quelle donne che molti ancora si ostinano a considerare prostitute per libera scelta! Noi, che sulle strade ci andiamo da oltre 20 anni, sappiamo di trovarci dinanzi ad una colossale ipocrisia e falsità.
Forse il regime di schiavitù e sfruttamento ha trovato un’isola felice e compiacente in quei territori? Ecco perché scenderemo in strada, come facciamo da molti anni in tutta Italia, e di nuovo, ancora una volta, ritorneremo in quel “Bronx” delle Marche, nella zona Fratte di Porto San Elpidio, luogo in cui sono avvenuti anche omicidi. Lo faremo all’inizio della Settimana Santa (Lunedì 29 marzo alle ore 21) perché questa manifestazione sia una Via Crucis di solidarietà per le vittime della tratta e della prostituzione.
Ecco perché scenderemo in strada: non di certo, come è stato erroneamente detto, per andare contro altre associazioni che la pensano diversamente da noi. Sicuramente abbiamo principi etici, linee e modalità diversi, specialmente su un certo tipo di approccio che non potremo mai condividere. Portare i preservativi alle ragazze su strada equivale a trasmettere un messaggio di solidarietà ed attenzione anche nei confronti di chi le “usa”, oltre allo scherno, perché i magnaccia attraverso le quantità usate di condom controllano i guadagni.
Tutto questo le associazioni lo sanno bene, così come le Forze dell’Ordine e gli stessi clienti. Nelle provincie di Ancona, di Pesaro-Urbino e di Macerata il fenomeno è stato debellato o ridotto ai minimi termini: questo grazie all’impegno costante di quanti si sono attivati per dire no alle donne sfruttate e fatte schiave. Per ogni uomo è scandaloso che un suo simile possa essere venduto, violentato, mercificato, sfruttato e ridotto al silenzio. Ecco perché non possiamo tacere dinanzi a quella che riteniamo un’ingiustizia insopportabile.

