L'Associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi in merito all'operazione dei Ros di Ancona sulla Tratta di esseri umani ai fini della prostituzione, dichiara quanto segue:
Rimini, 24.06 - La brillante operazione dei carabinieri del Ros di Ancona è un grande risultato il quale mostra che quando c’è la volontà è possibile stroncare quelle organizzazioni dedite a schiavizzare giovani donne ai fini della prostituzione.
Pensiamo innanzitutto alle migliaia di ragazze nigeriane trafficate, costrette a prostituirsi con ritorsioni e violenze di ogni tipo nella speranza che possano riprendere a sperare ed essere aiutate ed accolte dal nostro Stato attraverso i programmi di protezione ed integrazione sociale, anche a prescindere dalla denuncia come è previsto nella legge 286/98 art.18. Una vittima di tratta e schiavitù anche se non può denunciare ha diritto ad essere soccorsa, liberata, protetta ed integrata nella nostra società.
Questa indagine rivela innanzitutto la vergognosa connivenza tra i criminali nigeriani che continuano imperterriti ad organizzare questo turpe mercato con la sempre più crescente domanda dei clienti italiani unita all’ignobile compartecipazione di medici italiani autori di aborti addirittura in stati avanzati della gravidanza. Questo orrore continua ad essere presente in Italia e in Europa assistendo ad una continua reclutazione di giovani vittime costrette a prostituirsi e ridotte in stato di schiavitù da parte di mercenari senza scrupoli. Altro che libera scelta!
Coloro che pensano di riaprire i bordelli dovrebbero soltanto vergognarsi aprendo invece gli occhi dinanzi a quello che è un dramma per innumerevoli giovani donne.
Mentre confermiamo tutto il nostro sostegno ai Ros e a tutte le Forze dell’Ordine, per aiutare ed accogliere le vittime della Tratta, incoraggiandole a proseguire in modo che i vari racket non si riorganizzino, rivolgiamo un accorato appello al Ministro delle Pari Opportunità, On.Mara Carfagna, affinché quel disegno di legge di cui lei è promotrice non cada nel dimenticatoio e venga approvato urgentemente così come è stato concepito e cioè per liberare le donne schiavizzate che non possono più aspettare.
E’ intollerabile che un Paese che si dichiara civile possa accettare che ci siano delle ragazzine rese schiave, sotto gli occhi di tutti, sui marciapiedi e all’interno di locali costrette a prostituirsi per compiacere i bisogni perversi di milioni di maschi italiani. Tali ignominia e ingiustizia è insopportabile.
I nostri parlamentari invece di perdersi nei gossip scandalosi si impegnino nel rispondere ai bisogni primari delle persone più deboli e indifese che vengono abbandonate nelle reti di criminali e che come diceva sempre don Oreste Benzi: queste donne non vogliono essere consolate o spostate, ne mantenute bensì vanno liberate subito e se c’è la volontà lo Stato può farlo anche in tempi brevi.
Il Responsabile Generale
Giovanni Paolo Ramonda

