I primi a proteggere i cristiani perseguitati devono essere i Paesi occidentali

Saludecio, 28.02 - L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, denuncia la mancanza di libertà religiosa.

    L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII  fondata da don Oreste Benzi, denuncia la mancanza di libertà religiosa, problema del secolo: i primi a proteggere i cristiani perseguitati devono essere i Paesi occidentali.

 

    Oggi, nell’indifferenza generale, i nostri fratelli di fede cristiana che sono in Irak, in Vietnam, in Egitto , in Sudan, in Indonesia, in Cina, in Pakistan, in India, in Afganistan, in Etiopia, in Nigeria,  in Arabia Saudita e in quasi tutti i paesi a maggioranza islamica - compresa la cosiddetta laica Turchia -  dove la “reciprocità” di libertà di religione – la madre di ogni libertà – non è contemplata, come anche in altri paesi soggetti a regimi dittatoriali come Cina,  Corea del Nord ,  le minoranze cristiane vengono pesantemente oppresse, costrette alla conversione forzata, alla fuga.  Discriminati, aggrediti e anche uccisi pressoché ogni giorno da una pesante, diffusa e orchestrata strategia del terrore che dura da anni. Tutto questo nell’indifferenza di un occidente – patria dei diritti umani – che non si giustifica se non con una silenziosa e ipocrita complicità che fa pensare ad un preciso disegno gradito ad una Europa che nei suoi vertici come il parlamento europeo, e non solo, pretende di pensare e governare come se Dio non esistesse ed è pesantemente ostile alla  Chiesa cattolica in particolare.

        

    Benedetto XVI ha chiesto di pregare per i “cristiani discriminati e perseguitati a causa del nome di Cristo”.

 

    Preghiamo Dio per i cristiani perseguitati nel mondo e per i rapporti  islam-cristianità.

 

    Preghiamo , perché il nostro silenzio non rafforzi l’impressione diffusa che tutto ciò sia ineluttabile; perché non veniamo meno al nostro “obbligo” di “dare voce  a chi non ha voce”.

    Preghiamo per il dialogo interreligioso. Perché, pur consapevoli delle differenze e divergenze che si incontrano, non si perda la speranza  nella possibilità di una reciprocità della libertà religiosa e del rispetto.

 

    Preghiamo per l’Europa che sempre più sembra essere «apostata da se stessa ancor prima che da Dio», fino a «dubitare della sua stessa identità». Che, nei suoi vertici, sempre più rifiuta la presenza della religione – vedi anche l’inquietante questione del divieto del crocefisso e della negazione delle radici cristiane – dove cova uno strisciante tentativo di svuotare, con la derisione,  e il contrasto diretto, la presenza cattolica e la sua incidenza nella cultura e nella politica. Non dimentichiamo che, prima della caccia agli ebrei è stato possibile il genocidio degli Armeni – Oltre un milione di cristiani – ad opera dei turchi  all’inizio del novecento, passato sotto silenzio o addirittura negato. Le mosse del presente dovrebbero farci prevedere i probabili scenari del futuro.   

 

    Perciò chiediamo al parlamento italiano ed europeo di agire, conforme ai propri statuti, per la difesa del diritto di scegliere, cambiare e professare la propria fede religiosa, sia nella forma privata che pubblica. In difesa del Valore della vita. E a condanna di chi si arroga il diritto di invocare e decretare la morte e infliggerla in nome di Dio, o - nei totalitarismi atei -  in nome del fatto che Dio non debba esistere.

 

Il Responsabile Generale

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