Contrarietà e sgomento in merito ai respingimenti nel mediterraneo
Rimini, 15 febbraio - L'Associazione Papa Giovanni XXIII, ribadisce la contrarietà e lo sgomento per quanto riguarda la politica sui respingimenti, soprattutto dopo gli ultimi dati presentati dal Ministro Maroni in audizione al comitato Schengen
L’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, in merito ai respingimenti nel Mediterraneo, dichiara quanto segue:
la Comunità ribadisce la contrarietà e lo sgomento per quanto riguarda la politica sui respingimenti, soprattutto dopo gli ultimi dati presentati dal Ministro Maroni in audizione al comitato Schengen.
Appurando dall' UNHCR che fino al 2008 il 75% dei richiedenti asilo era arrivato via mare, denunciamo che tali respingimenti, non danno possibilità di chiedere Asilo a tutte quelle vittime in fuga da guerre e regimi, in violazione quindi con la Convenzione di Ginevra.
Fa accrescere la nostra preoccupazione il fatto che i migranti, con la complicità italiana, ritornino forzatamente in Libia, paese in cui è stata documentata una violazione sistematica dei diritti umani. Per questo ci uniamo alle dichiarazioni dell'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti il quale afferma che “Nessuno può essere trasferito, espulso o estradato verso uno Stato dove esiste il serio pericolo che la persona sarà condannata a morte o torturata".
Condividendo direttamente la vita con gli immigrati a Castel Volturno e avvicinandosi alla loro sofferenza, la nostra Comunità si sente fortemente interpellata da queste vicende e s'impegnerà fino in fondo per denunciare e rimuovere atti come questi che calpestano la centralità e la tutela della persona.
Il Responsabile Generale

