In merito alle dichiarazioni del sen Carlo Giovanardi sull'emergenza degli aborti la Comunita' Papa Giovanni XXIII chiede iniziative concrete e urgenti.

17/06/2009 Così ripeteva don Oreste Benzi “Bisogna far sì che ogni mamma possa accogliere il proprio figlio in condizioni dignitose”.


Con l'aborto due vittime: uno mortalmente, il bambino fatto a pezzi e l'altro per sempre, la madre che ne piangerà la sorte.
Così ripeteva don Oreste Benzi fin nei suoi ultimi giorni sulla Terra.
E aggiungeva: “Bisogna far sì che ogni mamma possa accogliere il proprio figlio in condizioni dignitose”.
Così chiediamo oggi al Governo di occuparsi dei più deboli e poveri della nostra società con stanziamenti e politiche famigliari adeguate.
Non si tratta di dare una elemosina o di pagare la madre per far vivere il bambino/a che porta in grembo, ma di riconoscere il suo ruolo fondamentale di madre per quel figlio che non è solo suo ma dell'intera famiglia umana.
Dopo 5 milioni di aborti è ora di rivedere la legge 194 affinché lo Stato non sia più strumento di morte ma di vita, non più finanziando e permettendo l'aborto ma sostenendo in tutti i modi le madri affinché permettano la nascita del figlio che già portano in grembo.
Già oggi alla nascita il bambino può essere lasciato dalla madre e andrà subito in una famiglia con ancora 60 giorni a disposizione della madre per tornare sui suoi passi e riconoscerlo.
Opportunità importanti e poco conosciute sono l'affidamento, anche solo diurno, di cui la nostra Associazione si offre con centinaia di Case Famiglia e famiglie aperte all'accoglienza su tutto il territorio nazionale per offrire a madre e bambino una nuova opportunità di vita, per superare insieme il periodo di difficoltà e ritrovare l'autonomia.
Quando il disagio sembra inaffrontabile, insieme lo si può superare e tornare a sperare nel futuro.


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