13 Giugno 2010 - XI Domenica del tempo ordinario

Viene prima la misericordia di Dio o viene prima l’amore del peccatore? Dice: «Un creditore aveva due debitori, l’uno gli doveva 500 denari e l’altro 50. Non avendo essi....

S. Antonio di Padova

Dal Secondo Libro di Samuèle (2 Sam 12, 7-10.13)

    In quei giorni, Natan disse a Davide: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: Io ti ho unto re d’Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d’Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Urìa l’Ittìta, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammonìti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittìta». Allora Davide disse a Natan: «Ho peccato contro il Signore!». Natan rispose a Davide: «Il Signore ha rimosso il tuo peccato: tu non morirai».

    Parola di Dio.


    Che cos’è il peccato? Nel secondo libro di Samuele, al capitolo 12, noi oggi abbiamo già un’intuizione del peccato. Il peccato è un modo di essere dell’uomo, che Dio rifi uta. È l’uomo che rifi uta di amare Dio. Dice Natan a Davide: «Tu hai fatto queste cose in disprezzo di Dio, le hai fatte mentre lui ti vedeva e ti amava!». Ma ancora più profondo: «Il tuo peccato è enorme e lo dovrai pagare». Dio ti ha perdonato, ma il male che hai fatto tu lo devi pagare! Infatti poi lo pagherà. Davide onestamente chiederà di pagarlo personalmente perché dirà: «Questo popolo è innocente». E lì c’è un mistero enorme: il peccato di uno viene pagato sempre da altri. Non esiste mai un peccato, anche il più nascosto, commesso nel più intimo dell’uomo, che nelle sue conseguenze non venga pagato dal mondo intero. Noi sappiamo bene che tutti gli ultimi, coloro che sono chiusi negli istituti, coloro che sono emarginati, disprezzati, quelli che sono senza famiglia, quelli che non hanno nessun peso in questo mondo, portano le conseguenze di un peccato che non hanno fatto loro, ma che abbiamo fatto tutti noi!


Salmo 31 (32) - Togli, Signore, la mia colpa e il mio peccato.

    Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
e nel cui spirito non è inganno.

    Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

    Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia,
mi circondi di canti di liberazione.
Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

 

Dalla Lettera di san Paolo Apostolo ai Galati (Gal 2, 16.19-21)

    Fratelli, sapendo che l’uomo non è giustifi cato per le opere della Legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù per essere giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della Legge; poiché per le opere della Legge non verrà mai giustifi cato nessuno.

    In realtà mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio. Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

    Dunque non rendo vana la grazia di Dio; infatti, se la giustificazione viene dalla Legge, Cristo è morto invano.

Parola di Dio.

   

    Perché Dio si impegna con l’uomo? Perché non avendo bisogno di nulla, e non operando per sé, Dio è totalmente impegnato nell’amare la sua creatura e vuole il suo bene. Essendo il suo amore infi nito, l’uomo si troverà sempre a che fare con Dio che lo ama infinitamente, anche se lui non crede in Dio. Il Signore è totalmente gratuito nel suo modo di agire. Cristo è l’amore di Dio incarnato. Lui ci dice «Amatevi come io vi ho amato!»: non vi è altro modo di amare. La garanzia che noi ci amiamo è che ci amiamo come ci ama Cristo. L’amore di Dio è immergersi nell’amore di Cristo. Questa è la via della salvezza. Se arrivo a capire che la vita è pienezza e amore, la scelta unica e inevitabile è che io esisto per amare, allora tutto è pace. Chi mi impedirà mai di amare? Il volto del cristiano è un volto sempre sorridente alla vita, al dono di sé, alla comunione, non ha un suo impero, ha uno spazio dove amare per sempre!


Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Alleluia.

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7, 36 – 8, 3)

    In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

    Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

    Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

    Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!». In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

    Parola del Signore.

 

    Viene prima la misericordia di Dio o viene prima l’amore del peccatore? Dice: «Un creditore aveva due debitori, l’uno gli doveva 500 denari e l’altro 50. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque lo amerà di più?». Simone risponde: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». A questa risposta il Signore dice: «Hai detto bene». Sembra quindi che prima debba precedere il condono, poi si suscita l’amore di colui che è stato condonato. Ma il Signore, nel passo seguente dice: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa, tu non mi hai dato l’acqua per i piedi e lei, invece, mi ha bagnato i piedi, tu non mi hai dato un bacio, lei invece...» e conclude: «Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati perché ha molto amato, infatti a colui a cui si perdona poco ama poco». Notate la profondità della parola? Significa questo: Dio è immenso amore e per poter entrare in quell’amore che perdona bisogna che la persona diventi amore. Allora ecco che, più cresce l’amore, più a Dio è possibile perdonare. Non è possibile perdonare se uno non ama per niente, perché se non ama è fuori dall’amore e continua a peccare.

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