3 Gennaio 2010 - Seconda Domenica dopo Natale
Gesù è la Parola vivente di Dio; è la Parola-Persona che esisteva dall’eternità prima dell’inizio del tempo. Cristo è Parola incarnata, quindi....
Ss. Nome di Gesù
Dal Libro del Siràcide (Sir 24, 1-4.12-16)
La sapienza fa il proprio elogio, in Dio trova il proprio vanto in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria. Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca, dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria, in mezzo al suo popolo viene esaltata e nella santa assemblea viene ammirata e nella moltitudine degli eletti trova la sua lode e tra i benedetti è benedetta, mentre dice: «Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine, colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe e prendi eredità in Israele, affonda le tue radici tra i miei eletti”. Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creata, per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato e così mi sono stabilita in Sion. Nella città che egli ama mi ha fatto abitare e in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore è la mia eredità e nell’assemblea dei santi ho preso dimora».
Parola di Dio
Gesù è la parola incarnata, è persona divina diventata uomo, è l’ultima manifestazione di Dio, manifestazione che avviene nel Figlio Unigenito uguale al Padre. Gesù è la sapienza di Dio incarnata, è il fondamento del nuovo mondo portato in mezzo a noi. Ora noi possiamo in tutto e per tutto ragionare come ragiona Dio; ora noi, se lo vogliamo non ragioniamo più alla maniera degli uomini.
SALMO 147 - Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fi ore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.
Dalla Lettera di san Paolo Apostolo agli Efesìni (1, 3-6.15-18)
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui fi gli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. Perciò anch’io [Paolo], avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.
Parola di Dio
Noi nell’amore di Dio siamo stati scelti prima della creazione del mondo in Cristo Gesù per essere santi e immacolati agli occhi suoi. Egli è il mistero di tutta la nostra vita. Per farci santi e immacolati nell’amore, Dio Padre ha voluto che suo fi glio venisse in mezzo a noi perché noi fossimo conformi a lui. Ci ha dato la strada, la via per essere santi e immacolati agli occhi suoi. Questo mistero porta come conseguenza quell’invito profondo, quella preghiera di Paolo che dice: «Perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione più profonda». Infatti, nel momento in cui Cristo si è rivelato a Paolo, egli è cambiato e ha detto: «Per me vivere è Cristo. Io non ho nessun altro in cui vivere se non Cristo». In questo sviluppo di potenza e di rivelazione viene fuori soltanto il desiderio di essere nel Signore. E allora tu ami quello che prima non amavi, perdoni ciò che prima non perdonavi perché scopri che vivevi nella vanità, nel vuoto, nel niente. Diventi puro mentre prima non ci riuscivi ad esserlo, rispetti la tua ragazza e non ne fai uno strumento di sciocchezze e di stupidità. Senti che insieme a lei devi celebrare qualcosa di infinitamente più grande. Senti che cerchi altre ricchezze, senti il bisogno di penetrare in queste realtà. Parlatevi molto di questo dono infinito, di questo mistero, di questa realtà, ed entrerete nella sapienza di Dio di cui ci parla la prima lettura.
Alleluia, alleluia.
Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.
Alleluia.
Dal Vangelo secongo Giovanni Gv 1,1-18
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.
Parola del Signore
Gesù è la Parola vivente di Dio; è la Parola-Persona che esisteva dall’eternità prima dell’inizio del tempo. Cristo è Parola incarnata, quindi emanazione del Padre, cioè persona uguale al Padre. Ciò che è il Padre è la Parola, tuttavia è distinta dal Padre. Cristo non è il Padre, pur essendo uguale al Padre. «La Parola era presso Dio»: viene affermato che in Dio c’è distinzione, proprio nella sua intima essenza. La Parola è persona: «Tutto è stato fatto per mezzo della Parola e niente di tutto ciò che esiste è stato fatto senza di lei». Nella Parola-Persona è la vita e questa vita è diventata luce per gli uomini perché si è incarnata. È la rivelazione di Dio che spiega tutti i misteri dell’esistenza umana. Finalmente Dio si manifesta a noi, suoi figli, attraverso suo figlio, uguale al Padre, che è la Parola della vita. Gesù è la vita che esiste da sempre, che si è resa visibile su questa terra, che esisterà per sempre: è la vita eterna.



