27 Dicembre 2009 - Santa Famiglia di Gesù Maria e Giuseppe
Perché la famiglia di Gesù è santa? Santo significa tutto del Signore. Come si fa ad essere del tutto del Signore?...
San Giovanni Apostolo ed evangelista
Prima lettura
Dal primo libro di Samuèle (1Sam 1,20-22.24-28)
Al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuèle, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto». Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, Anna non andò, perché disse al marito: «Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre».
Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore». E si prostrarono là davanti al Signore.
Parola di Dio
Anna era sterile ed era andata al tempio a pregare. Il sacerdote Eh, vedendo che la donna muoveva le labbra senza pronunciare parola, pensò che fosse ubriaca e le disse: «Ma quando smaltirai il vino e perché vieni qui nel tempio di Dio a farlo?». Lei rispose: «No, la tua serva non è ubriaca. Piango davanti al Signore perché mi tolga dalla mia condizione di donna sterile e mi dia un figlio». Anna divenne madre e chiamò suo figlio Samuele, che vuoi dire ottenuto da Dio. Ella aveva promesso che avrebbe consacrato il bimbo come nazireo al Signore. Così non gli tagliò mai i capelli e quando il bimbo aveva tre anni lo consegnò ad Eh dicendo che lo aveva portato nel tempio per mantenere un voto, ricordandogli che lei era quella donna che lui aveva accusato di essere ubriaca, ma il Signore aveva avuto misericordia di lei dandole il figlio desiderato.
I figli non sono proprietà di chi li ha generati, i genitori sono semplici affidatari dei loro figli e li devono educare secondo le linee indicate da chi li ha loro affidati: Dio. Se non preghi, non riesci ad educare bene i figli. La preghiera dà sentimenti, tranquillità, clima di raccoglimento che nessun altro può darti. Quante coppie sono asfissiate perché non dicono più neanche un Padre Nostro! Cosa danno ai figli? Il vuoto! Fate vedere ai vostri figli la bellezza della rivoluzione con il Vangelo in mano. Allora anche se litigherete essi capiranno che voi litigate per la verità, per la giustizia, per l’amore! Ed ecco una vita santa!
Salmo 83
Beato chi abita nella tua casa, Signore.
Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Seconda lettura
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 3,1-2.21-24)
Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Parola di Dio
Basta che in una famiglia, anche numerosa, ci sia uno che comincia ad amare come ama Dio, in maniera radicale e definitiva, senza fermarsi di fronte a niente, e quella famiglia, presto o tardi, si trasforma. Le famiglie sono malinconiche e spente perché 11 dentro non c’è neanche uno che ama. Ma non l’amore che ama se stesso negli altri, non l’amore che sfrutta gli altri, ma l’amore di Dio che ama per primo, gratuitamente, sempre, fino a morire, a dare la vita per il fratello. Basta che in una parrocchia ci sia uno che comincia ad amare del tutto, nel Signore, con il Signore, per il Signore, però non ipocritamente, ma che ami davvero, presto o tardi qualcosa si deve modificare, perché questa è la vittoria che ha unito il mondo, la nostra fede. Ma la fede, sul piano pratico, viene sempre preceduta dall’amore. Dio non ci ha chiesto prima di credere in lui, ma ci ha soltanto provocato perché ci accorgessimo che lui ci amava. Questa è la vera strada; questa è la vera rivoluzione.
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.
Vangelo
+ Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)
I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore
Perché la famiglia di Gesù è santa? Santo significa tutto del Signore. Come si fa ad essere del tutto del Signore? Facendo in tutto e per tutto solo la volontà di Dio. Maria, la nostra madre, dice all’Angelo: «Ecco, sono la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola». San Giuseppe, appena l’angelo gli dice, riguardo al concepimento di Gesù: «È opera dello Spirito Santo» subito accetta che Maria stia con lui, accettando di essere padre affidatario di Gesù. E Gesù: «Non la mia ma la tua volontà, Padre, sia fatta». Erano santi perché tutti e tre avevano come cibo la volontà di Dio. Quando una famiglia è santa? Quando papà e mamma vivono il Vangelo, cioè scelgono e seguono Gesù via, verità e vita.



