6 Novembre 2011 - XXXII Domenica del tempo ordinario
Il regno di Dio appartiene a chi lo sceglie e lo vuole momento per momento nell’impegno della storia. ...
S. Leonardo
Dal libro della Sapienza (Sap 6, 12-16)
La sapienza è splendida e non sfiorisce,
facilmente si lascia vedere da coloro che la amano
e si lascia trovare da quelli che la cercano.
Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano.
Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà,
la troverà seduta alla sua porta.
Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta,
chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni;
poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei,
appare loro benevola per le strade
e in ogni progetto va loro incontro.
Parola di Dio
Come si acquista questa sapienza di Dio? Prima di tutto una consolazione grande: perché questa sapienza di Dio non la si acquista con la nostra testa, e sono molti che cercano di arrivare alla sapienza di Dio con la loro testa, ma rimangono per sempre stolti. Questa sapienza ti precede. Dice la parola di Dio che basta che tu la desideri, perché già è lì davanti alla tua porta. Ecco allora che Dio ti si rivela, basta che tu lo desideri sul serio. Un giorno capirai quanto tempo hai perduto dietro la sapienza umana, cioè quante volte hai ragionato senza mai aver fatto un riferimento a Gesù. Ti sei paragonato con chi contava su questa terra, ti sei paragonato con quello che dicevano gli altri, non ti sei immerso invece nel Cristo che conta. Ciò che è sapienza davanti a Dio è stoltezza per gli uomini: guardate per esempio la preghiera, secondo la sapienza del mondo uno non trova mai tempo per pregare, anzi dice che è tempo inutile. Quanta gente dice: «Ma io prego lavorando!», ma non è vero! Io credo che la gente prega lavorando quando ha del tempo da riservare a Dio. Per esempio, marito e moglie, riservate un po’ di tempo ogni giorno per il Signore? Se è sì, vuol dire che avete fatto il grande passo nella sapienza di Dio, perché insieme desiderate entrare nel mistero di Dio. La sapienza è vedere le cose come le vede Dio, perché lui le vede bene.
Salmo 62 - Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1Ts 4, 13-18)
Non vogliamo, fratelli, lasciarvi nell’ignoranza a proposito di quelli che sono morti, perché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Se infatti crediamo che Gesù è morto e risorto, così anche Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
Sulla parola del Signore infatti vi diciamo questo: noi, che viviamo e che saremo ancora in vita alla venuta del Signore, non avremo alcuna precedenza su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, che viviamo e che saremo ancora in vita, verremo rapiti insieme con loro nelle nubi, per andare incontro al Signore in alto, e così per sempre saremo con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
Parola di Dio.
C’è un’unità profonda tra noi e Cristo. Come Cristo è morto, anche noi passiamo attraverso la morte, ma essendo noi misteriosamente, ma realmente uniti a Cristo, lo siamo anche nella sua resurrezione. Già dentro di noi abbiamo la caparra della vita eterna e la certezza che continueremo a vivere con lui e saremo di fronte a lui per sempre. E un giorno anche le nostre spoglie mortali, realmente trasformate, risorgeranno.
Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 1-13)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore
Il regno di Dio appartiene a chi lo sceglie e lo vuole momento per momento nell’impegno della storia.
Non può conquistare il Regno chi vuole addormentarsi per sfuggirlo. La vigilanza è la caratteristica del cristiano ed è necessaria per essere sempre in grado di scegliere bene ciò che è eterno, ciò che è vero, ciò che è giusto. L’uomo che sa scegliere vive veramente bene la vita e la gioca pienamente.
Quando una persona si gioca la vita per Cristo e Cristo diventa veramente l’unico in cui questa persona completamente si rinnova, fi nalmente attende alla grande avventura umana e si butta dentro in Cristo Signore.
Ad una ventina di ragazzini di quarta elementare ho chiesto: «Ma tu hai scelto Gesù?». Come se l’aspettano quella domanda! Chiedo anche a voi: «Ma tu hai scelto Gesù?». Il Signore ti ha scelto, ma tu lo hai scelto?



