20 Novembre 2011 - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo
Siamo protesi all’incontro con Dio, incontro che avviene momento per momento, giudizio che avviene momento per momento. La vita ha questo significato.....
S. Teonesto; S. Edmondo
Dal libro del profeta Ezechièle (Ez 34, 11-12.15-17)
Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.
Parola di Dio
Gesù è l’amore di Dio incarnato. Egli per svelarci un aspetto particolare del suo amore si riallaccia all’immagine del pastore e delle pecore. Il pascolo che egli offre alle sue pecore è la vita eterna, cioè la partecipazione alla vita di Dio.
Questa partecipazione ci trasferisce nel mondo inti mo di Dio e ci porta alla visione diretta di lui. La via da percorrere per giungervi è amare come ama Gesù. Abbi l’infinito di Dio nel tuo cuore e abbi quel principio rivoluzionario che fi nalmente fa i cieli nuovi e le terre nuove, dove regna la giustizia di Dio. Butta dalla finestra te stesso e mettiti nella pienezza dell’amore di Dio: tu sei amore! C’è tanta gente che sta male ma perché si fa del male, perché il cuore che è fatto per amare come ama Dio è sepolto dalle stupidaggini, dalle cattiverie che nascondono il Signore. Toglietevi via dalla bara di voi stessi, siete per un mondo senza fi ne, amore e basta, quello solo deve importarvi!
Salmo 22 - Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare.
Ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 15, 20-26.28)
Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.
E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.
Parola di Dio
La morte è venuta a causa di Adamo; la risurrezione e la vita per mezzo di Gesù. La nostra risurrezione avverrà quando tutte le potenze ostili al Regno di Dio saranno vinte. Per ultimo anche la morte, nemica dell’uomo, frutto del peccato, sarà vinta e Gesù consegnerà tutti i redenti al Padre, concludendo così la sua missione. Anche il Figlio sarà nelle mani del Padre con tutta la nuova umanità.
Allo stato attuale, la nostra gioia più grande, è il dono di poter partecipare alla redenzione in atto.
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25, 31-46)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Parola del Signore
Siamo protesi all’incontro con Dio, incontro che avviene momento per momento, giudizio che avviene momento per momento. La vita ha questo significato. «Vieni, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, entra nella gioia del Padre tuo» (cfr. Mt 25,21). Voglia il Signore che anche noi, anche io, chiusi gli occhi alla terra, possiamo sentirci dire quella parola perché è l’unica che conterà per tutta l’eternità, tutto il resto è effimero e vuoto. Noi siamo impegnati con un impegno d’amore che è molto più terribile del dovere, perché il dovere, una volta che l’hai compiuto, sei a posto e puoi passare tutto il resto del tuo tempo come vuoi. Noi siamo impegnanti nell’amore che ci prende ventiquattrore su ventiquattro! È tutto un modo di pensare diverso, è il modo di pensare del Signore, è il modo di pensare del Vangelo.
Riempiamo la terra di amore, riempiamo la terra di sapienza, riempiamo la terra non di noi stessi ma della giustizia di Dio, non in un falsa umiltà che diventa complice dell’oppressione, che è ignavia e solo un defilarsi. No! Riempiamo la terra della luce del Signore, come dice la Parola di Dio: come fiammella che corre veloce attraverso i campi e le stoppie ed illumina tutta la terra (cfr. Sap 3,7).



