Un rapporto di coppia vissuto in unione con Cristo

San Valentino, festa degli innamorati. Anche la “Serva di Dio” Sandra Sabattini era una giovane fidanzata, convinta però che l’amore ad un lui non poteva esistere senza l’amore a Dio, totalmente. di Nicoletta Pasqualini - Sempre febbraio 2010

    Con Giovanni Paolo II ci siamo abituati a vedere annoverate tra i santi categorie diverse di persone, tra le quali anche dei coniugi. Un esempio di estensione del concetto di santità come via percorribile a tutti.

Sandra-Sempre-2010-feb-6-pr.jpg    Con Sandra Sabattini, giovane riminese per la quale è in corso la causa di canonizzazione, per la prima volta si potrebbe parlare anche di una fidanzata beata. A ricordare in più occasioni questa particolarità è il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi. «Sandra è stata una delle prime persone scomparse di cui mi è stato parlato appena arrivato nella Diocesi di Rimini», racconta. A parlargliene molto è stato don Oreste Benzi nel breve periodo che ha potuto averlo come Vescovo: solo un mese e mezzo di frequentazione, prima che il Signore lo chiamasse a sé. «Ci siamo incontrati cinque volte con don Oreste – racconta il Vescovo –. Ricordo che quando mi ha parlato di Sandra mi ha detto: “Pensi, se la causa andrà avanti avremo la prima fidanzata beata!”». Da subito don Benzi ha capito come la vocazione della Comunità Papa Giovanni XXIII scelta da Sandra abbia caratterizzato il rapporto con il fidanzato: «Fidanzati come se non lo fossero, secondo i criteri del mondo» ha scritto nella prefazione del diario di Sandra.

Si può essere santi e vivere il fidanzamento?
    Oggi parlare di fidanzamento casto, vissuto come momento di conoscenza per un progetto futuro in Dio, sembra alquanto anacronistico rispetto ai modelli più sfruttati, proposti oggi. Già all’epoca di Sandra, l’idea di un certo tipo di rapporto di coppia, più aperto ad esperienze sessuali, aveva iniziato a diffondersi. Ma in Sandra no. Stava vivendo esperienze che avevano ampliato la sua ricerca di Dio attraverso la condivisione con i poveri, nello studio in medicina, e anche l’incontro con Guido, che sarebbe diventato poi il suo fidanzato, conduceva all’incontro con Dio. Per lei amare gli altri e il suo ragazzo era un tutt’uno. Non poteva amare la persona prescelta senza amare Dio, senza amare Dio in chi incontrava. Scriveva a ventidue anni nelle pagine del suo Diario: «Fidanzamento: qualcosa di integrante con la vocazione: ciò che vivo di disponibilità e d’amore nei confronti degli altri, è ciò che vivo anche per Guido, sono due cose compenetrate, allo stesso livello, anche se con qualche diversità».


Una vita in cammino

Sandra-Sempre-feb-2010-5.jpgSandra era membro della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste, ed è morta improvvisamente il 2 maggio del 1984 investita da un'auto proprio mentre si recava ad un incontro dell’associazione. Nasce il 19 agosto 1961 a Riccione. Vive inizialmente a Misano Adriatico con i genitori, Giuseppe (nella foto) e Agnese, ed il fratello Raffaele di quattordici mesi più piccolo di lei. Più tardi va vivere con tutta la famiglia nella canonica della Parrocchia di San Girolamo a Rimini, dove lo zio don Giuseppe, fratello della mamma, è parroco. All’insaputa di tutti inizia a raccogliere le sue riflessioni personali già a 10 anni. A 12 incontra don Oreste Benzi e la Comunità Papa Giovanni XXIII da lui fondata. Una ragazza sportiva, amante della musica, piena di vita. Nel 1979 si fidanza con Guido. Nel 1980, dopo la maturità scientifica, si iscrive a Medicina. Nel tempo libero si dedica ai tossicodipendenti e sogna un giorno di poter andare in Africa come missionaria. Ma il Signore ha altri progetti.


    Guido ha due anni più di Sandra. Si incontrano nel 1978 ad una festa di carnevale. «La prima immagine che ho di lei è mentre sta ballando a quella festa» dice lui ricordando quel  momento. Non vanno assieme subito. Accade nell’agosto del 1979 anche se «in realtà non mi ha mai detto niente. È stato dopo essere andati alla messa del sabato alla parrocchia di don Oreste, La Resurrezione di Rimini».

Fanno esperienze forti insieme.
Sandra-Sempre-FEB-2010-4.jpg    Il loro rapporto di coppia cresce in profondità nella fede anche se non sempre sono sulla stessa lunghezza d’onda. Ad accendere il dibattito di coppia c’era ad esempio il significato dell’essere cristiano. «Pensavo che se uno si comporta bene, vive in maniera corretta, è buono, alla fine, che Dio esista o non esista, è un fatto secondario – racconta Guido rispolverando i suoi ricordi – perché una vita morale corretta, comunque, dà una certa pienezza all’uomo». Sandra di fronte a questi discorsi diceva decisa: «Se Dio non esistesse sarei disperata». Dio, per lei, non era solamente un «tappabuchi filosofico, come rischiava di essere nella mia posizione – continua Guido – qualcuno che giustifichi il fatto che lì c’è un fi ore, lì un albero, ma una presenza viva che ha a che fare con la tua vita. Un Dio che conduce la tua vita». Dai racconti emerge il profilo di una ragazza decisa che mette al centro Dio per ogni passo da fare. «Lì stava la sua grandezza – dice Guido. Pochi affidano l'idea di frequentare la facoltà di Medicina nelle mani di Dio. È quello che distingue un buon cristiano da un santo».

    Una convinzione che Sandra portava avanti con determinazione senza distinzione tra vita nella vocazione e vita di coppia. «Liberi… Liberi dalla carne – scriveva –, dalle cose materiali, dalle emozioni, dalle passioni: cioè vivere queste cose senza restarne imbrigliati, per aprirsi a Dio, al suo Amore, che è spazio infinito».

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