Fraternità nel nome di Sandra
In Provincia di Udine una casa dedicata a Sandra Sabattini. Un luogo dove ci si sente accolti e ascoltati, con un'attenzione particolare ai giovani. È lo spirito che anima la nuova struttura della "Comunità Papa Giovanni XXIII" recentemente inaugurata a Bagnaria Arsa.
di Nicoletta Pasqualini
L’esempio della serva di Dio riminese Sandra Sabattini si sta diffondendo ed è giunto fino a Bagnaria Arsa in provincia di Udine. In questo piccolo paese, in una porzione di canonica legata alla chiesa, è stata inaugurata ad ottobre una Casa di Fraternità della Comunità Papa Giovanni XXIII dedicata a Sandra. Qui le vite di Grazia Scandariato con il marito Maurizio Torcello e il figlio Francesco, ed Ilenia Tavars si sono incrociate per vivere un sogno comune: spendersi per i giovani.
Anche Sandra era una giovane di soli 23 anni
quando un altro giovane l’ha investita mentre scendeva dalla macchina per andare ad un incontro della Comunità di don Benzi, di cui faceva parte insieme con il fidanzato. Solo dopo la sua morte, leggendo le tracce lasciate in diari di scuola, agende, foglietti, cartoline, è emersa l’eccezionalità di una figura assolutamente normale. Don Oreste ha colto subito il suo «animo profondo e semplice, contemplativo e razionale, immerso in una fede profonda che la lasciava libera di esprimersi come figlia verso Dio amato come Padre».
Una profondità spirituale che è penetrata nei tre responsabili della nuova casa di fraternità attraverso la lettura delle pagine del Diario di Sandra, capaci di infondere speranza ai giovani. Ma l’input di affidare la casa proprio a lei viene da quell’espressione tratta dalle prime pagine del Diario – «Io non voglio vivere una vita piena di niente» – che mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, ha ricordato al 25° anniversario della morte. Perché «se ne salveremo anche uno solo dalle sabbie mobili della depressione… questo sarà il modo più bello di tenere viva la memoria di Sandra».
«L’esempio di Sandra può parlare ai giovani
per riempire il loro vuoto» ci dice Ilenia. «Non era una che aveva capito tutto, era in ricerca perché non dava niente per scontato. Aveva un atteggiamento umile, nessuno l’ha mai sentita parlare male degli altri. Tutto questo le veniva dalla sua unione con il Signore». Questa semplicità e spontaneità, per Grazia traspaiono nel messaggio scritto due giorni prima di morire: «Non è mia questa vita che sta evolvendosi, ritmata da un regolare respiro che non è mio…».
«Lei percepiva la vita come un dono – sottolinea –. Aveva un carattere fermo e soffriva per le cose che non andavano bene. Ma era piena di misericordia». La determinazione, la capacità di «dire cose così forti nonostante la giovane età, che fanno sentire una fede così grande» ha colpito Maurizio. Eppure, dice, «Sandra non era una che pregava tutto il giorno. Era una persona normale, aveva anche il fidanzato».
Sottolineature che caratterizzano questa casa di fraternità,
come luogo di relazione e accoglienza che si esprime «mettendosi in ascolto, perché i giovani hanno bisogno di essere ascoltati», ma anche «facendo crescere prima di tutto la fraternità tra di noi – dicono i responsabili –, riempiendoci del Signore per allargare l’orizzonte dei nostri cuori, come Sandra che scriveva: “Oggi, con un paio di scarpe e una bisaccia, se potessi fare il giro del mondo… Grazie Signore. Grazie perché ci sei”».
Alla fine Sandra si è fatta incontrare
di Geppi Santamato
Primo novembre 2009, Festa di tutti i Santi. Un modo per celebrare gli “Amici di Dio” è quello di cercare di conoscerli meglio. È quanto ha pensato Fra’ Davide, un giovane sacerdote francescano del bolognese, invitando un gruppo di giovani a trascorrere un fine settimana speciale a Rimini, città che in genere ospita chi è alla ricerca del divertimento a tutti i costi…
Non questa volta, però, perché ad attirare il gruppo di Bologna sono stati tre giovani riminesi che, nella loro breve vita, hanno saputo vedere un po’ più in là di quello che riusciamo a scorgere tutti noi: Alberto Marvelli, Carla Ronci e la nostra Sandra Sabattini. Con molta discrezione hanno cercato di avvicinarli, quasi in punta di piedi, per lasciare che sussurrassero parole capaci di toccare nel profondo il loro cuore attraverso la semplice testimonianza di chi li ha conosciuti. Alla figura di Sandra è stata dedicata la mattina di domenica e di lei hanno parlato le amiche che hanno condiviso i suoi passi nella Comunità Papa Giovanni XXIII: Angela, Antonella, Daniela e Geppi.
Vale la pena raccontare come Fra’ Davide ha conosciuto Sandra: niente avviene per caso.
Il frate era già da un po’ alla ricerca di nuove fi gure di giovani da proporre come modello di santità cristiana del nostro tempo, quando si è imbattuto in un opuscoletto che parlava di Sandra. Si trovava nella sacrestia di una parrocchia in cui era stato chiamato per aiutare nelle confessioni, ma trattandosi di un’unica copia, il parroco non glielo ha potuto lasciare. Deciso ad approfondire la storia di Sandra, il nostro amico si è preso dall’opuscolo i riferimenti della tipografi a ed ha iniziato subito a cercare di prendere contatto, ma senza alcun risultato.
Un giorno al convento passa una signora con una sporta piena di vecchie pubblicazioni col commento alla Parola di Dio che la buona donna non aveva cuore di buttare tra la cartaccia. Il nostro fraticello, piuttosto sconcertato dal doversi far carico personalmente di quello smaltimento, ha parcheggiato da qualche parte quell’ingombro. Ma quando, preso dalla curiosità, è andato ad aprire la borsa, ha trovato un notevole quantitativo di “Pane Quotidiano” da cui sotto sbucava ammiccante l’opuscolo su Sandra, lo stesso che Fra’ Davide non era riuscito ad ottenere da quel parroco. Chi ha conosciuto Sandra, sa bene quanto le piacesse fare piccole sorprese ai suoi amici!
La sua prima sommaria conoscenza è stata poi approfondita attraverso la lettura completa del “Diario” ed è stata ampliata dall’incontro organizzato per raccoglierne le testimonianze dirette.
Che dire? Ci auguriamo che Sandra continui a riempire i suoi amici, vecchi e nuovi, di tante piccole sorprese che fanno bene al cuore!

