Documentari

“Per voi, il cinema è spettacolo. Per me, è quasi una concezione del mondo” (Majakovski)

    Il documentario è un particolare genere cinematografico cha ha come scopo principale quello di analizzare ed approfondire un tema o aspetto della cultura, della natura, della scienza o della società. Il termine apparve per la prima volta nel 1926 all’interno di una recensione su un lavoro di Robert Flaherty, autore da molti considerato il vero padre del genere.

    I nostri sono documentari sociali: raccontano storie di persone “ai margini”. Attraverso i volti, e le voci dei protagonisti e di chi quotidianamente condivide la vita con loro, cerchiamo di approfondire aspetti della realtà spesso ignorati dai circuiti informativi.

La Strada di Oana

 

Sinossi: il viaggio a ritroso di Oana, dall'Italia alla Romania. Oana torna al suo paese natale, che è stata costretta ad abbandonare qualche anno prima, ancora adolescente, per arrivare in Italia, vittima del racket della prostituzione.
Impressioni, ricordi, sofferenza, ma anche sorrisi descrivono la piaga sociale di questa schiavitù moderna e l'eventuale possibilità di riscatto.

Note di regia: “Questo lavoro è stato un viaggio nell’anima di Oana,  l’approccio sociologico non mi interessava, volevo invece conoscere da vicino e vittime del fenomeno della tratta e della prostituzione, volevo capire come ‘ne usciva una donna’, in questo caso una ragazza di 15 anni. Le gioie e le sofferenze di Oana mi hanno interessato da subito, sono lampi, sono lame che colpiscono e scompaiono in un attimo. La storia è semplice e ha un lieto fine, cosa che succede di rado in quell’ambiente.”

Credits:
Una produzione DUEA Film/Sat 2000

  • Produzione esecutiva: Audiovisivi Apg23
  • Soggetto: Kristian Gianfreda
  • Regia: Kristian Gianfreda
  • Fotografia e montaggio: Pierluigi Masini
  • Assistente di produzione: Roberta Bianchi
  • Organizzazione generale: Gianpiero Cofano
  • Amministrazione: Giorgio Vici, Raul Angeloni, Paola Cavalieri
  • Traduzioni: Roberta Bianchi

Collaborazioni:

  • Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII
  • Associazione generale Tanara
  • Teddy Spa
  • Polizia si stato rumena
  • Polizia di stato italiana
  • Questura di Rimini

Ringraziamenti: Francesca Febei, Federico Marsicano, Marilena Gianfreda, Antonio Trapani, Lucia Renati, Mariana Petersen, Vittorio Tadei, Don Oreste Benzi.

Do you love Jesus?

 

Sinossi: “Do you love Jesus?” chiede don Oreste ogni volta che va ad incontrare le ragazze vittime del racket della prostituzione schiavizzata.
Un film-documentario che ripercorre, attraverso ricostruzioni fiction, interviste e immagini in strada, le vie della memoria e della meditazione.
Sei mesi di registrazioni, in Italia e all’estero, nelle situazioni più disparate, con don Oreste che accompagna lo spettatore dentro la sua vita e la sua spiritualità. Un documento emozionante: attraverso la voce e il sorriso solare di quest’uomo profeta si scoprono alcune tappe fondamentali della sua storia, da quando era un bambino fino ad 80 anni.
Sullo sfondo del viaggio la presenza della Comunità Papa Giovanni XXIII, con la sua ricchezza ed originalità.

Intervista a Don Oreste: La Comunità Papa Giovanni XXIII

 

Sinossi: “Le membra che sembrano le più deboli sono in verità le più necessarie” scrive san Paolo, aggiunge che “verso le membra più deboli si deve avere maggiore rispetto poiché le membra che sono già onorate non ne hanno bisogno.” Il fine di questa predilezione per le membra deboli è togliere la divisione del corpo. Da qui parte l’esperienza della Comunità Papa Giovanni XXIII: la condivisione con gli ultimi riunifica in un unico corpo. Questa è la vocazione comunitaria, insieme alla lotta contro l’ingiustizia, che spinge i membri della Comunità a farsi carico dell’altro, l’ultimo: dare casa e famiglia ai bambini che non l’hanno, offrire accoglienza a quei poveri che non hanno il coraggio di chiedere aiuto, andandoli a cercare là dove essi sono, assistere i disabili, difendere gli emarginati, gli oppressi, offrire una via d’uscita alle ragazze di strada e aiutare i tossicodipendenti a ritrovare il futuro. Africa, America Latina, Asia, Europa: la Comunità Papa Giovanni XXIII è una realtà che in tutti questi anni ha varcato i confini di molti paesi, eppure tutto nasce dall’impegno di un piccolo parroco nato a San Clemente nel 1925, dagli occhiali spessi e dalla tonaca lisa.
Questo documento racconta la storia della Comunità Papa Giovanni XXIII e dei differenti ambiti in cui condivide la vita degli ultimi.

Cooperativa il Pungiglione

 

Sinossi: i volti, le storie, le esperienze di chi ha capito che la “rinascita” può avvenire solo attraverso la condivisione fraterna. La casa famiglia “S. Francesco” di Castagnetoli raccontata dai suoi protagonisti: persone che provengono principalmente dal carcere e da situazioni di disagio sociale.
A contatto con le api l’uomo capisce che attraverso la collaborazione ogni vita prende significato; dalla Lunigiana alle terre di missione il lavoro in un ambiente protetto è il primo passo verso il reinserimento degli ex-carcerati.
Il documentario è diviso in quattro capitoli autonomi, ognuno dei quali approfondisce un aspetto del progetto: Introduzione; La casa famiglia; La cooperativa; Il mondo delle api.

Viaggio a est: Moldavia

 

Sinossi: documentario-denuncia prodotto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII su uno dei paesi implicati nel traffico di esseri umani. Un viaggio attento e dettagliato, ricco di immagini e testimonianze che denunciano le contraddizioni di una terra martoriata, che induce le sue donne a partire alla ricerca di una nuova speranza di vita, che tiene i bambini negli istituti in condizioni disastrose. Un paese che però ha una gran voglia di riscattarsi. Il documentario racconta inoltre la presenza in Moldavia della Comunità che da tempo sta portando avanti un progetto di reintegrazione per le vittime del traffico.
Dopo il crollo del regime sovietico, la Moldavia si è trovata in uno stato di povertà estrema: i problemi economici e il retaggio del comunismo hanno portato anche problemi sociali. Molti giovani che sono emigrati per motivi di lavoro hanno lasciato i propri figli ai parenti, o li hanno affidati agli istituti. La massiccia emigrazione verso i paesi dell’Europa Occidentale ha anche ingrassato le organizzazioni criminali che gestiscono i traffici di droga, armi e esseri umani. Il 12% delle donne che si prostituiscono nei paesi europei sono moldave. L’Associazione Papa Giovanni XXIII lavora per liberare le donne costrette a prostituirsi e per aiutarle, quando possibile, a ricongiungersi con la famiglia d’origine.

La persona disabile: una risorsa per l’umanità

 

Sinossi: nel convegno internazionale del 2003, promosso dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, si racconta la disabilità come risorsa, dando spazio soprattutto a chi che questa diversa abilità la vivono in prima persona e a quelli che al loro fianco hanno scelto di affrontare questa sfida.
Attraverso gli interventi si coglie una realtà che c’è e che provoca, mette in crisi, per il fatto stesso di esistere, tutti i modelli individuali e sociali basati sull’apparire, sull’efficienza, sul successo e sul potere.
Una realtà che per questo diventa risorsa per tutti, perché è oggi forse l’unica in grado di smantellare questo sistema e aprire la strada ad u’alternativa: è proprio intorno alle persone diversamente abili che si sono sviluppate le più significative esperienze di vita comunitaria basate sui principi di solidarietà e di giustizia.

In cammino sulle acque: Missione in Bangladesh

 

Sinossi: «Beati gli ultimi perché saranno i primi». i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII presenti in Bangladesh cercano quotidianamente la coerenza a questo precetto evangelico. Condividere la vita con gli intoccabili è l’unica via per restituire loro la dignità negata per millenni dal sistema delle caste. Sono diversi i progetti attuati a Chalna: casa famiglia, lavoro per le madri, scuole, centro sanitario, fisioterapia per portatori di disabilità, mensa e distribuzione di pasti.

Vivere la vecchiaia

 

Sinossi: “Tutto ciò che è bello e grande è presente nell’anziano. Quanto è povera quella famiglia che ha figli e tiene il nonno nel ricovero.”
La casa è il contesto dotato di senso dove l’anziano può vivere in serenità gli ultimi anni immerso nelle cose e persone che sono memoria di una vita.
Il Servizio Condivisione Anziani dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII si impegna per ridare dignità alla terza e alla quarta età, proponendo il concetto di domiciliarità: aiutare chi invecchia a vivere a casa propria con le persone care, con la propria storia o, quando questo non è davvero possibile e sono state tentate tutte le strade, il dare una vera famiglia "sostitutiva" (affidamento), nella quale l'anziano si senta ancora vivo, abbia un suo ruolo, sia portatore di "ricchezza" e possa continuare la sua missione, per essere l'anello di congiunzione del ciclo vitale.

Bolivia

 

Sinossi: La Bolivia è uno dei 25 paesi di missione in cui è presente la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il documentario porta la testimonianza di una terra lontana e racconta - anche attraverso bellissime immagini di paesaggi - la realtà missionaria di La Paz, capitale del paese, dove la Comunità ogni giorno realizza un intervento su larga scala a favore dei ragazzi di strada.
Attraverso la casa di accoglienza a La Paz, la comunità terapeutica a pochi chilometri di distanza dal centro, e la trattoria “S. Aquilina”, si dà la possibilità a questi ragazzi di riscattarsi socialmente.

Oltre le sbarre

 

Sinossi: “Il carcere così come è concepito oggi è una costosa inutilità. Anzi è qualcosa di negativo: non è punitivo né riabilitativo. Il costo giornaliero è più alto di quello di un albergo. Per non parlare della sovrappopolazione. E’ un ambiente in cui l’unica caratteristica è il tempo da passare, e i detenuti dopo qualche mese di questa non vita si convincono di essere vittime. Una gestione frustrante di uomini invisibili, di cui non sappiamo nulla. Sarebbe tempo di pensare a come sostituirlo.”: sono parole dello psichiatra Vittorino Andreoli, nell’intervista che apre il documentario. Partendo da questi presupposti la Comunità Papa Giovanni XXIII, per mezzo del progetto “Oltre le Sbarre”, attua misure sostitutive alla pena detentiva, per riabilitare e reinserire i detenuti nella società con “percorsi educativi che gli diano la libertà di cambiare”.
Il documentario, attraverso interviste a responsabili, detenuti, ex detenuti, spiega concretamente come sia possibile offrire risposte che portino ad un riscatto definitivo, che permettano alla persona di effettuare un vero cammino interiore di riabilitazione. La falegnameria di Boceda in Toscana, la Casa Madre del Perdono di Rimini, sono 2 esempi di strutture che danno ai detenuti uno spazio, un tempo e strumenti per realizzare il cammino di redenzione.

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