Cortometraggi
Convenzionalmente il cortometraggio è un film (narrativo, documentario o sperimentale), la cui durata non superi i 30 minuti. Il limite temporale contribuisce a costituire la specificità di questa forma breve, in sostanza un particolare approccio al soggetto e una trama semplificata.
I nostri “corti” si differenziano dai documentari non tanto e non solo per la durata, ma per lo stile: si avvicinano maggiormente alla cinematografia e spesso raccontano storie ed emozioni attraverso una sceneggiatura inventata.
Vanitas
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In collaborazione con: centro diurno gravi l’Arcobaleno di Santarcangelo di Romagna (RN). Prodotto nel maggio 2008 Durata: 12 min |
Sinossi: Vanitas è riflessione sulla caducità delle cose terrene. Un viaggio, alla ricerca onnipotente del sé. Il protagonista parte per colmare la noia, il vuoto esistenziale. Una fuga. Durante il percorso, gli incontri: c’è chi lo segue, sedotto.
Un cammino senza sosta, tra volti, sorrisi, fatiche. Un’umanità nascosta e poi svelata, a fasi alterne. La meta finale – il mito del potere, della ricchezza, di una libertà che non contempla la relazione con l’altro - forse non l’ha chiara neppure lui che è partito da una spiaggia sassosa.
Il finale è lì dove la storia è cominciata. Perché “Vanità delle Vanità tutto è vanità e inseguire il vento”.
Gli interpreti del corto sono gli ospiti del Centro Diurno Arcobaleno di S.Arcangelo di Romagna, che accoglie persone in stato di grave disabilità fisica e mentale.
Il cortometraggio “Vanitas” è parte dello spettacolo sperimentale di teatro danza messo in scena per la prima volta nel maggio 2008 dalla Cooperativa la Fraternità presso il teatro Ermete Novelli di Rimini.
Da un pugno chiuso a una carezza
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In collaborazione con: Servizio Giustizia Minorile della Comunità Papa Giovanni XXIII e Istituto penale minorile Nicola Fornelli di Bari. Prodotto nell’aprile 2008 Durata: 14 min |
Sinossi: La quotidianità di un carcere minorile del Sud Italia. Misteriosi preparativi rompono la routine. Sembra che un gruppo di detenuti stia preparando la fuga. Quando A. torna in carcere – di ritorno da un permesso speciale, è appena diventato padre – viene svelato il finale, a sorpresa.
“Da un pugno chiuso a una carezza” è la frase che segna il cambiamento interiore di A.
Il progetto di documentario è stato scritto insieme ai detenuti stessi. Attraverso le interviste, che intervallano la trama, si coglie la situazione che vivono i reclusi all’interno dell’IPM minorile di Bari e più in generale uno spaccato sulla condizione del carcere minorile in Italia. Ma è soprattutto un indagine sui sentimenti e vissuti di questi adolescenti e giovani definiti criminali dalla società.


