Sinodo dei giovani: Enkolina dalle unità di strada contro la prostituzione incontra Papa Francesco.

Sinodo: Papa Francesco parla ai giovani

Papa Francesco nel rispondere alle domande dei giovani denuncia con fermezza la prostituzione

Papa Francesco al Pre-Sinodo dei giovani si è espresso molto duramente condannando la prostituzione e chiedendo scusa per tutti i cattolici che frequentano le prostitutte. «Ma Padre, non è forse fare l'amore?», ecco cosa ha risposto il Papa.

 

 

Verso il Sinodo dei giovani, il video

 

C’è un video che da qualche tempo circola su YouTube. Titolo piuttosto banale, Verso il Sinodo dei giovani, ma contenuto originale, a partire dalla scena in cui il Papa spiega perché intende chiamare a raccolta nel Sinodo giovani di agosto 2018 tutti i giovani. «Anche quelli che hanno una fede tiepida? Sì! Anche agnostici o atei? Sì!». Ma soprattutto è interessante il taglio che vuole dare all’incontro: non tanto quello che la Chiesa vuole dire ai giovani, ma quello che i giovani hanno da dire alla Chiesa. «Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri – precisa Francesco – ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa!»

«Se uno della mia età oggi va in chiesa deve guardare sua nonna per capire quando si deve alzare e quando sedere» commenta uno dei ragazzi intervistati.

 

Sinodo dei Giovani: gli appuntamenti

​Il Sinodo giovani di agosto 2018 voluto da Papa Francesco avrà come tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale»; una occasione  di incontro, di conversione, di dialogo, di rinnovamento del cuore e dello sguardo sul mondo.

il pre-Sinodo

Come raccontato da questo selfie su Instagram è in corso la riunione pre-sinodale dei giovani di tutto il mondo, che si tiene dal 18 al 24 marzo a Roma: 300 giovani sono riuniti per confrontarsi sulle tematiche del Sinodo. Papa Francesco non ha mancato di citare Don Oreste Benzi ed il suo impegno per la liberazione dalla strada delle ragazze vittime di tratta ai fini della prostituzione. Prossimo appuntamento sarà il 25 marzo la giornata mondiale della gioventù.

#FOTOGALLERY:PreSinodo#

Poi, dopo gli incontri diocesani di giugno, dal 3 al 10 agosto tantissimi pellegrinaggi in tutta Italia daranno vita ad un grande cammino per raggiungere insieme Roma, insieme agli scout dell'Agesci e ai rappresentanti di tutti i movimenti ed associazioni giovanili; poi l'11 agosto ritrovo al Circo Massimo per la veglia con Papa Francesco e la notte bianca. Il Sinodo dei giovani terminerà domenica 12 agosto a San Pietro.

 

 

Nel suo ultimo intervento pubblico, alla Settimana sociale dei cattolici il 19 settembre del 2007, don Oreste Benzi anticipava: «Il vento è favorevole, perché il cuore dei giovani, ve lo dico – e non badate alle cassandre – oggi batte per Cristo. Però ci vuole chi senta quel battito, chi li organizzi e li porti avanti in una maniera meravigliosa»; oggi Papa Francesco pare ne abbia raccolto l'invito.

 

Come la Chiesa Cattolica si rivolge ai giovani

10 marzo 2018: siamo a Piacenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo sforzo che la Chiesa sta compiendo nei confronti del dialogo con le nuove generazioni emerge dalle parole del cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo: «I giovani non vanno considerati come oggetto dei piani pastorali ma soggetti attivi». E per ascoltarli è stato previsto il pre-Sinodo, che porta a Roma 300 giovani inviati da tutte le conferenze episcopali e le chiese orientali. «Il Papa è stato molto contento di questa apertura – racconta Baldisseri – e mi ha detto: “Mi raccomando, i lontani!”. Per questo abbiamo previsto che 20 giovani interagiscano durante gli eventi con l’esterno in varie lingue attraverso i social, così che davvero tutti possano intervenire». Il vento è favorevole, annuncia un manifesto, evocando l’ultimo intervento di don Benzi. Il convegno preparatorio di Piacenza è stato un evento formativo pre-sinodale organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con l’Università e la Diocesi.

#FOTOGALLERY:Piacenza#

Ragazzi alla ricerca di Dio

La tesi lanciata da don Benzi, fin da giovane prete, era che i giovani cercano Gesù ma spesso non lo incontrano, per questo occorreva pensare ad un nuovo approccio, «un incontro simpatico con Cristo». È un pensiero ancora attuale? 

Sì, secondo Paola Bignardi, Coordinatrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo. «Dalla nostra ricerca emerge che molti giovani hanno incontrato una immagine di Dio che li ha allontanati: una serie di divieti, di regole, un giudice severo. Questo non permette un incontro simpatico con Gesù.»

Qual è la soluzione? «Dobbiamo promuovere un incontro come quello che il Vangelo ci racconta, rifarci alla pedagogia del Vangelo togliendo le sovrastrutture che ci siamo creati. Il Signore incontra un giovane e lo guarda negli occhi, il giovane si sente interpellato. Gesù non ti risolve tutti i problemi ma ti dà l’energia per impegnarti in una missione.»

Che rapporto hanno i giovani con la Chiesa? «Il Dio delle dottrine non interessa – continua Bignardi – vogliono un Dio relazione. Oggi i giovani non hanno amore per la Chiesa non perché come in passato ne contestano le scelte ma perché dicono: cosa c’entra la Chiesa con il mio rapporto con Dio? Mi aspetto che il Sinodo dei vescovi decida qual è il volto di Chiesa che si vuole presentare ai giovani.»

 

Parlare ai giovani usando il loro linguaggio

«Un tempo il Vangelo era raccontato agli analfabeti attraverso i dipinti. Oggi che la gente non va in chiesa c’è bisogno di raccontare il Vangelo con la vita – dice Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII –. Noi siamo in 42 Paesi del mondo e vediamo che il linguaggio dell’amore, della condivisione diretta con i poveri, è compreso da tutti, in tutte le culture.»

Una via aperta anche ai lontani: «Molti giovani che arrivano da noi per il servizio civile o per le missioni di pace con Operazione Colomba non vanno in chiesa, ma vengono attirati dalla vita di condivisione e di giustizia. Poi riscoprono Cristo e poi la Chiesa. Dico grazie ai giovani, perché rinnovano la Comunità e la Chiesa».

 

Condividi, mi piace, commenta

Per entrare in relazione con i giovani d’oggi, conoscere gli strumenti di comunicazione con i quali sono cresciuti è d’obbligo. Parole come “condivisione”, “like”, “amicizia” sono prepotentemente presenti nella loro vita grazie ai social, ma che significato hanno? Chiara Giaccardi, docente di Sociologia e antropologia dei media all’Università Cattolica di Milano, ce lo spiega a Piacenza:

Don Benzi diceva che dobbiamo passare dal servizio alla condivisione, spiegando che il primo chiede una prestazione, la seconda un’appartenenza. Nell’era dei social “condivisione” è la parola chiave: cambio di rotta nel suo significato o realtà potenziata?

«Oramai siamo abituati a pensare ad un potenziamento della realtà solo in chiave tecnica e invece penso che don Benzi intendesse potenziare la realtà in due modi. Anzitutto condividendo, camminando insieme, aiutandosi l’un l’altro: dove non arrivo, non mi appoggio ad un supporto tecnico ma a qualcuno che mi dà una mano. L’altro modo di potenziare la realtà è dare una profondità che solo la fede può offrire. Uno sguardo più lungo del contingente, passato e futuro insieme al presente, letti dentro l’eternità di un cammino che costruiamo insieme, sotto lo sguardo di un Dio padre che ci ama.»

Cos’è l’amicizia nell’era di Facebook?

«Contrapporre on line e off line, in una realtà in cui materiale e digitale sono mescolati, non ha senso. Dobbiamo imparare a vivere in questo ambiente, non a sognare ciò che non c’è più. L’amicizia sta a noi riempirla di contenuti. I media digitali ci aiutano in maniera potentissima a superare le divisioni, le frammentazioni, a connettere le persone lontane, a dare voce a chi non ce l’ha. Sono un prezioso strumento di connessione, che non è relazione: sta a noi fare questo salto, non possiamo chiederlo alla tecnica.»

Ai suoi figli ha chiesto l’amicizia?

«Non ho Facebook ma abbiamo creato una chat di famiglia: una con i genitori e una senza, perché i fratelli tra di loro comunicano cose che sono un po’ segrete».

Si può evangelizzare attraverso i social?

«Credo che lo si possa fare solo attraverso la vita, l’esempio, che però può passare tranquillamente anche sui social».

Se oggi Gesù tornasse su questa terra che social utilizzerebbe?

«Continuerebbe a camminare perché è camminando con le persone, facendo fatica con loro che si può condividere quell’amore che è messaggio. Poi potrebbe tranquillamente utilizzare qualsiasi social network, perché nessuno è impermeabile all’azione della Grazia».

 

Sinodo giovani - i documenti

Scarica la locandina del sinodo dei giovani.

 

La preghiera del Sinodo dei giovani

Gesù, scendi subito,
perché oggi devi fermarti nella mia casa,
per abitare tutte le mie relazioni e le mie amicizie
e insegnarmi ad ascoltare la tua Parola
anche nelle parole di chi mi vuol bene.

Gesù, scendi subito,
perché oggi devi fermarti nel mio lavoro,
per mettere nel mio cuore parole e gesti nuovi
e ritrovare la gioia di vedere te
in ogni persona che incontro.

Gesù, scendi subito,
perché oggi devi fermarti nelle mie domande e nel mio silenzio,
dove ti posso incontrare nella verità della preghiera
e diventare testimone di pace
nella fatica di ogni giorno.

Gesù, scendi subito,
perché oggi devi fermarti nella mia comunità,
dove soffriamo tante ferite aperte dai nostri conflitti
che solo tu puoi aiutarci a rimarginare
per ricominciare a servire.

Gesù, scendi subito,
perché oggi devi fermarti nella nostra Chiesa,
per accompagnare il cammino del Sinodo dei Giovani
sui sentieri di Zaccheo che profumano di giustizia e di Vangelo.

 

 



redazione Sempre
19/03/2018
TAG: Chiesa / Giovani

 

 

 

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