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Intrappolati dalle sette

Un convegno a Roma evidenzia i danni personali e sociali provocati dall'occultismo

Intrappolati dalle tenebre, attratti da promesse di felicità, che presto si trasformano in incubi. È il mondo sommerso delle vittime delle sette sataniche. Per alzare il velo su questo fenomeno, il 9 novembre scorso la Comunità Papa Giovanni XXIII, in collaborazione con la Polizia di Stato, la LUMSA e il Consorzio Universitario Humanitas, ha organizzato presso l'università capitolina il convegno "La trappola delle sette". Francesca Capaldo, responsabile della squadra Antisette della polizia ha evidenziato il profilo criminale che caratterizza alcuni di questi gruppi: «Tra i reati commessi ci sono violenza sessuale anche di gruppo, truffe, maltrattamenti ed estorsioni. Le sette sataniche, nello specifico, possono essere responsabili di profanazione di cimiteri, vilipendio di cadavere e, nei casi più estremi, di induzione di aborto e uccisione di animali».

Significativo l'intervento di don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio Antisette dell'Apg23:«Non tutte queste realtà sono sataniche - ha osservato - ma tutte sono diaboliche. Perché separano l'individuo da se stesso, dalle persone care, spesso dal lavoro, dalla stessa vita». Solo nel 2018, il Servizio Antisette ha ricevuto 2.467 richieste di aiuto, consulenza o informazioni. Tra le diverse le realtà settarie si evidenziano le psicosette (che coprono il 41% dei casi), i gruppi che praticano culti estremi (30%), le sette magico esoteriche (16%) e quelle pseudo-religiose (13%).

Sette occulte oppure sette sataniche?

«Le definiamo “sette occulte” perché al loro interno troviamo persone che si organizzano al fine di realizzare, in modo sotterraneo, attività che nulla hanno a che fare con il mondo delle religioni». Lo spiega don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista della Comunità Papa Giovanni XXIII,  che si occupa di povertà ed emarginazione a tutto tondo: siano migranti, ragazze da salvare dal racket della prostituzione, vittime di raggiri. Nel 2002 con don Oreste Benzi ha cominciato ad occuparsi di sette occulte, un mondo di cui è esperto, e per il quale è spesso chiamato come consulente dalle forze dell’ordine.

«Nei gruppi settari non ci sono soltanto le cosiddette “sette sataniche” – spiega –. Normalmente la parola setta viene abbinata al satanismo ma questo è sbagliato. Lo scenario si muove dalle psicosette che utilizzano tecniche di manipolazione mentale, alle sette pseudo-religiose che utilizzano il linguaggio spirituale e il mondo sacrale per raggiungere scopi che non hanno nulla a che fare con le religioni, fino alle sette magico esoteriche che si appropriano di poteri divinatori per i propri condizionamenti, al fine di far credere di avere poteri ed energie. Poi ci sono i culti estremi che sono quelli che si rifanno alla magia nera, stregoneria, negromanzia, satanismo ed altri. Abbiamo anche le sette che sono legate al mondo della medianicità. Quindi una vastissima realtà quella dell’occultismo che bisogna conoscere per difendersi, prevenire, salvare coloro che sono già caduti in queste trappole».

 

Sette religiose in Italia

«C’è in corso una rinascita del culto delle divinità precristiane. Il neopaganesimo si manifesta mediante l’esoterismo gnostico, il culto degli extra-terrestri, la parapsicologia ma anche nelle forme delle cosiddette religioni della razza, del profitto, dell’eros o della scienza e della tecnica. Queste tendenze si accomunano per una forte avversione nei confronti del cristianesimo che si esplicita nella volontà di rivalsa su di esso e per l’abitudine di mischiare in maniera arbitraria più elementi di tutti i credo e delle filosofie, costruendo artificialmente una sorta di religione su misura. Purtroppo la rete è il punto di forza più grande per adescare adepti che trovano sul web qualsiasi iniziazione all’occultismo e di conseguenza anche alle sette. C’è una totale indifferenza sugli effetti che possono provocare queste pseudo scuole infernali e la mia preoccupazione maggiore è rivolta verso i minori cosi tanto esposti a queste nefandezze». 

Un altro problema riguarda la percezione della pericolosità, perché «se l’occultismo ed il satanismo continuano ad evocare qualcosa di sinistro nella maggior parte delle persone, l’astrologia ad esempio conserva per il popolo un’accezione innocua spesso tristemente positiva. Proprio attraverso gli oroscopi la superstizione, sconfitta dalla diffusione universale del messaggio cristiano in due millenni di storia, è tornata prepotentemente una presenza abitudinaria nella vita di milioni di persone». Ma che male ci sarà? «Che troppi continuano ad orientare le proprie vite in base alle pseudo-profezie che leggono sui giornali o ascoltano in televisione da sedicenti astrologi, calpestando in questo modo uno dei doni più belli ed importanti che Dio ha fatto all’uomo: la ragione, compagna ideale della fede. La visione magica di cui sono intrisi questi oroscopi propugna una visione fatalista negatrice del libero arbitrio che il Signore ha concesso all’uomo. Le vite di ognuno di noi, secondo questa visione, sono decise in anticipo da forze cosmiche e disumane non meglio precisate. Ma Dio ci ha nobilitato fornendoci il libero arbitrio affinché potessimo, rifuggendo il peccato, renderci simili a Lui».

La trappola delle sette: una testimonianza

«Mi chiamo F***. Cinque anni fa ho conosciuto una scuola che aveva come finalità il miglioramento di sé. Il ciclo di studi doveva servire a trovare una strada per migliorare i rapporti e le capacità lavorative, le relazioni umane, specialmente quelle affettive e familiari e trovare un maggiore consapevolezza del proprio destino e felicità. Quel periodo ero in crisi con la mia ragazza, quindi ho accettato di seguire gli incontri che mi erano stati offerti gratuitamente e vedere cosa sarebbe successo. Inizialmente mi sono trovato benissimo. Facevamo due tipi di incontri: quelli generali dove eravamo 400-500 persone da tutta Italia e quelli più particolari, nella mia città, nei quali eravamo un gruppetto di una ventina. Nelle convention generali il capo della scuola ed alcuni suoi collaboratori (un uomo e due donne) parlavano e ci dicevano come affrontare meglio gli avvenimenti della nostra vita; prima c’era una relazione teorica, dove parlavano di tante cose: nuovi insegnamenti, “piani” di una nuova redenzione, il futuro dell’universo, i congiungimenti astrali che portavano pace oppure odio, e altro.

Ogni volta pagavo 900 euro per sovvenzionare le attività della scuola. Negli incontri privati, invece, ogni persona parlava di se stessa; erano tutti estremamente affabili e gentili; sembrava davvero che ognuno di loro avesse a cuore la mia situazione; nei colloqui si scendeva in dettagli sempre più personali. Poi uno dei capi mi ha fatto fare una regressione ipnotica dove mi ha fatto tirare fuori tanti problemi che avevo avuto nell’infanzia. Il mondo mi è crollato addosso. Non sapevo cosa fare; non accettavo questa falsa “verità” che mi sembrava mi avessero imposto e costruito addosso. Allora non ho più frequentato questa scuola. Loro mi chiamavano in continuazione al cellulare e mi cercavano a casa, fino a quando sono stato costretto a cambiare città. Ora grazie all’aiuto di un padre spirituale e una di terapia psicologica sto tornando piano piano alla normalità nonostante le ferite e le tante menzogne che mi avevano detto e le cose che in realtà non avevo vissuto».

Numero verde antisette

Storie come questa arrivano all’ 800228866, il numero verde del Servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, nato nel 2002 dall'esigenza di attivarsi nella lotta contro il dilagante fenomeno delle sette occulte, che creano vittime e nuove forme di schiavitù.

«Riceviamo anche 15 telefonate al giorno», spiega don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio Antisette e del Numero Verde. Grazie alla presenza di numerosi volontari, da ormai 16 anni funziona un centro di ascolto specializzato per la gestione di problemi connessi al mondo delle sette, e in grado di che avanzare precise segnalazioni alle Forze di Polizia qualora il caso lo richieda. Dal 2006 infatti collabora con la Polizia di Stato nel gruppo d'indagine denominato S.A.S (Squadra Anti Sette).

Sono storie di persone che vivevano momenti difficili della loro esistenza, che cercavano un supporto, spesso promesso attraverso vie facili. A volte sono drammatiche, altre sembrano leggere, salvo poi rivelarsi complicate, e quasi impossibile uscire dalla rete. C’è chi perde la speranza, ma questo Servizio aiuta a ritrovarla.

«Il nostro fondatore don Oreste Benzi, nella sua lungimiranza e saggezza non solo si occupò personalmente di queste persone sofferenti ma intuì l’esigenza di dare vita a questo un numero verde. È sempre una grande gioia quando riusciamo a tirar fuori una vittima distrutta ma miracolosamente restituita ad una vita normale».

(tratto da Sempre, ottobre 2018)



Marco Scarmagnani
14/11/2018
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