Servizio civile: 346 posti disponibili

Le proposte di Apg23 in 16 regioni italiane e all’estero

Nel bando di Servizio Civile 2018 la Comunità Papa Giovanni XXIII dispone di 346 posti nelle proprie strutture in tutto il mondo: 283 posti in Italia suddivisi in 16 regioni e 63 all’estero, in 16 Paesi. Tante realtà dove i giovani dai 18 ai 28 anni potranno coinvolgersi e sperimentarsi, condividendo la loro quotidianità con minori, persone con disabilità, adulti che si trovano in condizioni di disagio, senza una casa o affetti da dipendenze ed inseriti in percorsi di recupero, donne in difficoltà, vittime di tratta e/o con minori a carico, immigrati e profughi, detenuti che hanno scelto misure alternative alla pena ed ex detenuti. Oltre alla proposta di condivisione diretta, importante è l’azione diretta a rimuovere le cause dell’emarginazione, trasversale a tutti i progetti.

I volontari svolgeranno attività di informazione, formazione e sensibilizzazioneeducazione alla pace nelle scuole, comunicazione dal basso, progettazione, approfondimenti sul rispetto dei Diritti Umani.

 

Cos’è il Servizio Civile

Dal riconoscimento dell’obiezione di coscienza nel dicembre del 1972 ad oggi, attraverso il Servizio Sostitutivo Civile prima ed il Servizio Civile Nazionale poi, la Comunità Papa Giovanni XXIII ha incontrato oltre 6.000 giovani ai quali ha offerto la possibilità di essere cittadini attivi difendendo gli ultimi ed educando gli altri e se stessi alla pace. Il Servizio Civile è, infatti, una delle modalità che ha l’associazione di essere in dialogo con il territorio, di prender coscienza delle ingiustizie e delle conflittualità presenti e di provare a dare una risposta.

Lo ha scoperto Sara, che sta  svolgendo servizio civile in una struttura di accoglienza per ragazze vittime di tratta: «Inizialmente i bisogni delle ragazze accolte possono sembrare banali, come una visita medica o una chiacchierata spensierata – racconta – ma poi capisci che sono questi i momenti che le arricchiscono e le aiutano nel loro percorso. L’unica cosa alla quale erano abituate era sentirsi chiedere quanto costassero. Questo a lungo andare  lacera l’anima di una donna, la rende fragile e la svuota di ogni sentimento.»

Nell’essere volontario in servizio civile è insita la volontà di dare qualcosa di sé agli altri, che porta a chiederti cosa puoi fare. Francesco e Giulia, Caschi Bianchi in Brasile, se lo sono chiesto e questo li ha portati a scoprire nelle persone che incontrano bisogni che accomunano tutti: «Ogni persona ha una richiesta differente, ma alla base di tutto riconosciamo un bisogno ancora più totalizzante: sentirsi amati».
Sara, volontaria in un centro diurno per disabili, ci conferma come il servizio civile aiuti a comprendere maggiormente la complessità di oggi, guardando la vita in un percorso di ricerca di senso: «In questi mesi di servizio civile ho capito che normalità e diversità sono solo parole, etichette che una maggioranza di persone applica a sé e ad una minoranza di altre. Ho capito che i nostri modi fin troppo educati spesso ci fanno perdere spontaneità e sincerità verso gli altri e verso le nostre stesse emozioni.»

Scopri i progetti e come candidarti sul sito www.odcpace.org

Come iscriversi

Ecco i contatti per saperne di più:
numero verde 800913596 odcpace@apg23.org
sito web per iscriversi

Servizio Civile Universale: cosa cambierà con la nuova legge

Dal 2001 l’alternativa alla difesa armata attuata dagli “obiettori”, obbligati alla leva, è diventata una scelta volontaria. Si è arricchita del servizio delle donne e si è confrontata con molte altre dinamiche legate all’impegno dei giovani. Oggi, per le previsioni contenute nella Riforma del Terzo Settore (DL 106/2016), si compie un’altra importante trasformazione: il Servizio Civile Nazionale diviene Universale (SCU) e vi possano partecipare tutti i giovani che lo chiedono: italiani, stranieri regolarmente soggiornanti, cittadini della Comunità Europea.

Le novità di maggior rilevanza per gli enti si traducono soprattutto nella previsione esplicita di una programmazione triennale, non prevista in precedenza, ed una annuale a livello nazionale. Fino ad oggi, infatti, gli enti di servizio civile, come la Comunità Papa Giovanni XXIII, fungevano da “sentinelle” sul territorio: rilevavano i bisogni a livello locale e a questi cercavano di rispondere attraverso i progetti di servizio civile. Con la riforma questa dinamica viene ribaltata: sono le Istituzioni ad individuare i bisogni prioritari e gli Enti a proporre possibili risposte attraverso programmi ed progetti.

Il monte ore per i volontari verrà ridotto a 25 ore settimanali e la durata potrà variare da 8 a 12 mesi. Viene inoltre aperta la possibilità, per gli enti, di proporre ai candidati per il servizio civile in Italia, progetti che prevedano la possibilità di trascorrere 3 mesi presso una sede dell’ente all’interno dell’UE o, in alternativa, di usufruire di un tutoraggio “finalizzato alla facilitazione dell'accesso al mercato del lavoro”.

Oggi, il Servizio Civile è l'unico Istituto che in alternativa alle Forze Armate concorre alla Difesa della Patria, seppur con mezzi e attività non armate. Questa dimensione, con l’SCU viene ancor più enfatizzata dal legislatore, anche se le norme secondarie e le prassi di gestione consolidate paiono talvolta allontanare l’esperienza da questa finalità. Fondamentale perché il Servizio civile cresca in qualità ed efficacia anche attraverso questa riforma, sarà la collaborazione tra gli Enti orientata a proporre ai giovani un’esperienza chiave di incontro, cittadinanza attiva e difesa della patria con mezzi nonviolenti, che origini dalla condivisione diretta e sia orientata alla rimozione delle cause dell’emarginazione.

Se riuscissimo a promuovere l’incontro dei giovani con gli ultimi che ci riconducono all’essenza ed al senso della vita, ciò che è limitato per norma si potrà fare per libera scelta. Se non dovessimo riuscirci, l’appiattimento del servizio civile sulle prestazioni di cui noi abbiamo bisogno sarà dipeso solo da noi.

 

 



Irene Pirini e Lucia Foscoli
13/06/2018
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