Nella giornata di Santa Bakhita 2018, a Verona: Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, insieme ai vescovi delle diocesi di Verona, Vicenza, Adria-Rovigo

Santa Giuseppina Bakhita, la giornata della schiava bambina

Ogni anno l'8 febbraio eventi di preghiera contro la tratta

Giuseppina Bakhita, nata nel 1869, nota come “madre Moretta”, all'età di 9 anni fu rapita in Sudan e fatta schiava. è stata proclamata Santa nel 2000 da papa Giovanni Paolo II. Oggi è la Santa di tutte le donne e degli uomini che sono venduti come schiavi nel mondo. L'8 febbaio per il nome Giuseppina (femminile di Giuseppe) ricorre l'onomastico, in ricordo di Santa Giuseppina Bakhita, che è scomparsa l'8 febbraio 1947. Dall'ebraico il nome deriva da Yoseph, ha il significato beneaugurale di "accresciuto da Dio". Così è stato infatti per la famiglia di Giuseppe, papà di Gesù. Per tutta la sua vita Giuseppina portò sul suo corpo 144 cicatrici, segno delle tragiche esperienze di violenza subìte da bambina. Giunta in Italia dal Sudan, quando le fu permesso di tornare libera, entrò nell'Ordine delle suore canossiane. Qui testimoniò la gioia del sentirsi non più sola, ma amata da Dio e dalle consorelle.
 

Bakhita, il film completo

In ricordo di Giuseppina Bakhita sono stati realizzati il film "Bakhita" e la miniserie televisiva "Bakhita" in due puntate. Raccontano le torture e le umiliazioni subite dalla Santa, fino alla salvezza trovata grazie ad un commerciante italiano. Il film è stato prodotto con la regia di Giacomo Campiotti nel 2008; la serie TV è andata in onda sulla Rai nel 2009.

La giornata di preghiera contro la tratta dedicata a Santa Bakhita

L'8 febbraio di ogni anno si celebra dal 2015 la Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, nella memoria di Santa Giuseppina Bakhita.

«Non è una giornata qualsiasi – ha spiegato nella prima Giornata internazionale, quella del 2015,  la  presidente dell’associazione Slaves no more suor Eugenia Bonetti – ma un momento che ci vede tutti impegnati nel sensibilizzare le realtà della chiesa, del governo, dei media, dei privati e delle organizzazioni. Per debellare davvero la piaga della schiavitù della donna».
 
 

#FOTOGALLERY:TO2017#

 

Santa Bakhita 2018

Nel 2018, gli eventi della quarta Giornata internazionale hanno avuto come filo conduttore il tema “Migrazione senza tratta. Sì alla libertà! No alla schiavitù!”. Si sono registrate iniziative in tutta Italia per fare memoria dei 21 milioni di schiavi di oggi, vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo: Papa Francesco ha incontrato la rete delle associazioni aderenti; a Verona sono intervenuti i vescovi del Triveneto; a Roma la Rete Talità Kum ha promosso una Veglia di preghiera nella Basilica di San Giovanni Laterano. Ferrara ha visto organizzata una serata di testimonianze; a Torino è organizzato un concerto gospel; a Sassari una marcia silenziosa nei luoghi di sfruttamento della donna. Eventi anche a Piacenza e a Rovigo.

 

Papa Francesco incontra le organizzazioni contro la tratta

Il 12 febbraio 2018 in udienza privata Papa Francesco ha incontrato 111 rappresentanti delle diverse organizzazioni che compongono il comitato contro la tratta, ed alcune giovani che hanno vissuto l'esperienza sulle proprie spalle. La Comunità Papa Giovanni XXIII ha accompagnato Blessing, una ragazza di 22 anni liberata dalle unità di strada contro la tratta dopo 8 mesi di prostituzione. Era costretta dai trafficanti che la ricattavano per la restituzione di un debito di 33.000 euro. Lei ha avuto la forza di denunciare il racket nonostante le gravi violenze e ripercussioni che si sono riversate sulla propria famiglia.
 
#FOTOGALLERY:papa#

Martina racconta l'incontro con il Santo Padre

È stato un incontro intenso, carico di emozione. Un’ora e mezza di udienza, una sala piccola, ricca di affreschi. Papa Francesco è stato accolto con un applauso fragoroso, dopo una trentina di minuti di silenzio di raccoglimento carico di emozioni. Ad attenderlo eravamo un centinaio; erano tanti i giovani e tanti i giovani immigrati. In particolare c'erano le ragazze nigeriane vittime di tratta.
Suor Gabriella, comboniana e coordinatrice di Talitha Kum ha introdotto la nostra presenza, sottolineando come spesso ci si senta impotenti di fronte a questi “prediletti di Dio”.
 
Il Papa ha risposto alle 5 domande fatte da alcune ragazze africane e da tre giovani di colore: «C’è molta ignoranza sul tema e pare che ci sia poca volontà di comprendere la portata del problema che tocca da vicino le nostre coscienze. Ci vuole coraggio e onestà».
 
Papa Francesco ha proseguito sottolineando il suo impegno nel denunciare apertamente la tratta come un crimine contro l’umanità, dicendo quanto sia paradossale che molti giovani paghino la libertà dal proprio paese, scappando da guerre, situazioni di povertà, di fame, di miseria, con la schiavitù. «Occorre una presa di responsabilità comune e una più decisa posizione politica», ha detto.
 
Ai giovani che, anche in occasione del Sinodo 2018, gli hanno chiesto come poter sensibilizzare le persone nel loro quotidiano, ha risposto: «Andate nelle parrocchie, bisogna far aprire le porte all’accoglienza. Nella vita di queste persone ci sono dei segni che potete imparare a leggere, lì incontrate il Signore». E ha chiesto espressamente a Suor Gabriella una presenza di una rappresentanza di giovani che si occupando di tratta: «chiama il cardinale che se ne occupa a nome mio, digli che te l’ho detto io, così fai prima».
 
Al termine il Papa ha salutato uno a uno i presenti, con una parola particolare per ogni persona. Blessing, visibilmente emozionata, gli ha stretto la mano e gli ha consegnato il libro Non siamo in vendita di Irene Ciambezi: storie di schiave adolescenti lungo la rotta libica.
 
Alla stazione dei pullman, prima di rientrare a casa, Blessed mi ha confidato: «Qui è esattamente dove sono arrivata con il bus dalla Sicilia e dove ho incontrato per la prima volta la mia maman». Le ho sorriso e le ho detto: «hai avuto coraggio, guarda quante cose sono cambiate da quell’arrivo».
 
(Martina Taricco)
 

Vescovi del Triveneto riuniti a Verona

A Verona oltre 500 persone hanno partecipato giovedì 8 febbraio 2018 alla veglia di preghiera promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII in occasione della Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone dedicata a Giuseppina Bakhita. L'evento era presieduto dal patriarca di Venezia Francesco Moraglia, con i vescovi di Verona, Giuseppe Zenti; Vicenza, Beniamino Pizziol; e Adria-Rovigo, Pierantonio Pavanello.

«Siamo qui in rappresentanza di tutti i vescovi del Triveneto per partecipare con tutti voi a questo evento che mette in risalto un fenomeno allucinante – ha detto mons. Zenti in apertura, nella piazza che collega la stazione ferroviaria alla chiesa dedicata al Cuore immacolato di Maria –. Dobbiamo entrare nella prospettiva di Dio che salva l’umanesimo da un disumanesimo in cui l’uomo diventa uno strumento, viene usato. Siamo qui per riprendere la consapevolezza della dignità di ogni persona».

#FOTOGALLERY:VR2018#

(immagini della PhotoGallery: Caterina Balocco)

Bakhita e Sonia, vite parallele

Impressionante il parallelismo tra la storia di Santa Bakhita, resa presente attraverso le pagine del suo diario raccontate da una suora canossiana, e quella di Sonia, giovane nigeriana da poco sottratta al racket della prostituzione, che ha parlato protetta da un lenzuolo per tutelare la propria identità.

Sono passati 130 anni ma l’incredibile serie di torture e violenze subite dalle due fin da bambine sembra la stessa. Con la differenza che per Bakhita l’arrivo in Italia, dopo essere stata venduta la prima volta a 7 anni e aver cambiato 5 diversi padroni, ha rappresentato l’incontro con la libertà. Mentre Sonia, venduta la prima volta a 5 anni, dopo essere arrivata in Italia con un viaggio di tre giorni in mare senza acqua né cibo, dal centro di accoglienza è finita nelle mani di una Madame che l’ha costretta a prostituirsi segregandola assieme ad altre ragazze. «Clienti su clienti, clienti su clienti… avevo lo schifo di quella vita… – ha raccontato Sonia, con voce spezzata – fino a quando una mattina, sul far dell’alba arrivò la polizia e ci liberò tutte». «Fermate i trafficanti, ma fermate anche i clienti! – ha invocato – Siamo lì per costrizione e ogni volta che venite a comprare il nostro corpo, quello si può chiamare soltanto stupro. Fermatevi!».

Guarda il video di Telepace http://www.telepace.com/trasmissioni/tg-telepace/migrazione-senza-tratta/

Il Patriarca Moraglia: «Il volontariato non basta, servono leggi giuste».

«È difficile prendere parola quando vite e fatti come quelli che abbiamo sentito hanno non solo provocato ma anche ferito interiormente – ha commentato il patriarca Moraglia – che prima della veglia aveva voluto incontrare personalmente, con gli altri vescovi e i volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, alcune giovani che si prostituiscono a poche centinaia di metri dal luogo in cui si è svolta la veglia –. Il volontariato cristiano è insostituibile, ma ci vogliono leggi giuste che aiutino chi in questo mercato è l’anello più debole, donne che per l’età potrebbero essere figlie, sorelle di chi per divertimento o per abitudine le tratta alla stregua di oggetti da comprare e usare. Santa Bakhita interceda per noi e per le tante Giuseppina Bakhita del nostro tempo».

Migrazione senza tratta

A coinvolgere nel dramma delle traversate del Mediterraneo da parte di uomini e donne in fuga ci ha pensato Gennaro Giudetti, volontario di Operazione Colomba che ha partecipato ad un salvataggio sulla nave Sea Watch, vedendo morire decine di persone tra cui un bambino di due anni e mezzo. Assieme a lui però anche la testimonianza di una alternativa possibile, attraverso il racconto di Abu Rabia, profugo siriano giunto con il primo “corridoio umanitario”, che gli ha permesso di arrivare in Italia in maniera legale e sicura. Una soluzione che toglie alla radice ogni possibilità di sfruttamento e legame con la criminalità organizzata, che approfitta della vulnerabilità di queste persone per organizzare lavoro nero e sfruttamento della prostituzione.

Altra proposta per fermare tratta e sfruttamento di esseri umani è arrivata da Primo Lazzari, vicepresidente dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.
«Stasera ci siamo dati appuntamento alle porte della chiesa – ha detto in chiusura – ci siamo incamminati per incontrare chi abita le periferie esistenziali, per riportare dentro le mura, dentro la chiesa, coloro che sono esclusi». E ha invitato a compiere un gesto concreto, aderendo alla Campagna Questo è il mio corpo che punta a fermare lo sfruttamento della prostituzione.

(alessio zamboni)

 

Santa Giuseppina Bakhita, l'edizione 2017

L'edizione del 2017 della celebrazione di Santa Bakhita è stata occasione per i Vescovi di Vicenza e Verona di firmare personalmente, insieme al Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il proprio impegno personale nella lotta contro la schiavitù della donna in Italia. Le autorità della Chiesa hanno sottoscritto infatti per l'occasione la campagna Questo è il mio corpo contro il racket della prostituzione. A Torino un lungo corteo ha percorso nel 2017 le vie della città. Ecco nel servizio della Rai regionale del Piemonte il racconto di com'è andata.

 



Marco Tassinari
08/02/2018
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