Un Ministero della Pace in ogni Stato

L’equipe Apg23 di Ginevra lancia questa proposta: creare un Ministero della Pace in tutte le nazioni del mondo. Una risposta innovativa al bisogno di sicurezza e benessere di ogni Paese

«Dai, facciamo pace». Quante volte abbiamo detto o sentito questa frase? «Fare pace» è un’espressione semplice che spiega che la pace è fare, prima di tutto, un’azione concreta che cambia il mondo. Anche Papa Francesco ce lo ricorda spesso, invitandoci a chiedere «la saggezza di fare la pace nelle piccole cose di ogni giorno, ma puntando all’orizzonte di tutta l’umanità» (omelia a S. Marta 08/09/16).

Ecco perché occorre educarci a questo “fare” ed occorre creare le condizioni per “fare pace” a livello locale ed internazionale.

Proprio con questa prospettiva l’ufficio di Ginevra dell’APG23 in questi anni ha sempre cercato di promuovere la pace e il diritto umano alla pace all’interno delle Nazioni Unite, sostenendo con forza l’adozione nel 2016 della Dichiarazione sul diritto umano «di ogni individuo a godere della pace» (A/RES/71/189).

L’abbiamo fatto anche all’ultimo Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra, organizzando una tavola rotonda in occasione della giornata internazionale della Pace (21 settembre), lanciando la proposta di creare un Ministero della Pace in ogni Stato del mondo.

 

Partendo dal pensiero profetico di don Oreste Benzi secondo cui: «per secoli gli uomini hanno organizzato la guerra, mentre oggi è arrivato il tempo di organizzare la pace» e dalle riflessioni nate all’interno della campagna italiana per il Ministero della Pace, abbiamo proposto a tutti gli Stati la creazione di un Ministero della Pace – cabina di regia per azioni a livello nazionale ed internazionale che promuovano e difendano la pace così come il rispetto di tutti i diritti umani.

Chi non può godere dei diritti umani e delle libertà fondamentali non vive in pace. Le moltitudini di uomini e donne, famiglie e bambini soli che migrano dai paesi poveri e in guerra verso i Paesi ricchi e in pace ne sono una dimostrazione costante. Ecco perché è importante oggi più che mai che la pace divenga una realtà per tutti.

Il sogno può divenire realtà, come ci ha detto Giovanni Paolo Ramonda che, aprendo l’incontro, ha raccontato di come in Italia, negli anni ’80, anche l’obiezione di coscienza al servizio militare fosse un sogno che, grazie a tanti giovani che ci hanno creduto fino in fondo, è divenuto realtà. E di come sia ora di cambiare rotta, di fare inversione a U introducendo politiche di disarmo e di pace che aiutino prima di tutto noi stessi a disarmarci nei confronti dell’altro, per arrivare ad una «politica al sevizio della pace». Il tema dell’obiezione di coscienza è stato poi ripreso da Michael Wiener dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani.

Anche Giulia Zurlini Panza (ricercatrice e volontaria di Operazione Colomba) durante l’incontro, ci ha ricordato che: «se le vittime scelgono la via dell’odio e della vendetta, adottano un approccio distruttivo di gestione del conflitto e finiscono per trasformarsi in carnefici. Se, invece, hanno la possibilità di scegliere la modalità nonviolenta, le vittime adottano l’approccio costruttivo di gestione del conflitto uscendo dalla loro posizione di oppressione».

David Fernandez Pujana – ambasciatore dell’Università della Pace del Costa Rica – e la prof. Carmen Parra dell’Università Abat Oliba (Spagna) cattedra UNESCO, hanno poi ricordato l’importanza dell’educazione alla pace perché come diceva Gandhi: «Non c'è una strada che porta alla pace; la pace è la strada».

All’evento, noi dell’ufficio APG23 a Ginevra, abbiamo presentato la pubblicazione Calling for Ministries of Peace, scritta grazie al prezioso lavoro di due ragazze (Serena Viscardi e Manuela Sportelli) in servizio civile internazionale, illustrando motivi per cui creare nel mondo tanti Ministeri della Pace, uno in ogni nazione.

Il Ministero della Pace è risposta innovativa al bisogno di sicurezza e benessere delle nostre società. Costruirà alternative non violente alla difesa armata, promuoverà nuove forme di sicurezza e convivenza, prevenendo guerre e conflitti attraverso la realizzazione di una pace positiva e sostenibile creando sia la via per un mondo migliore dove i diritti umani sono protetti e garantiti per tutti.

Il Ministero della Pace esiste già: ecco dove

Alcuni Paesi hanno già costituito il Ministero della Pace: oltre al Costa Rica, che già da tempo ha scelto di convertire le spese militari in favore di educazione, sanità e sviluppo creando il ministero di “giustizia e pace”, anche le Isole Solomon, il Sud-Sudan e il Nepal hanno creato un loro Ministero della Pace. Recentemente anche la Repubblica di San Marino ha scelto questa via. Il Ministero renderebbe la pace una realtà concreta per tutti, a livello nazionale e internazionale. Applicando i principi di adattabilità, sussidiarietà, partecipazione inclusiva, trasparenza e trasversalità, il Ministero della Pace promuoverebbe il rispetto di tutti i diritti umani, la cultura della pace e la promozione di politiche di pace, la prevenzione dei conflitti e della violenza e meccanismi di riconciliazione e risoluzione pacifica.



Fabio Agostoni
09/10/2018
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