Messa di Natale sulle strade della prostituzione

Quel bambino Gesù che nasce anche nei contesti più degradati e feriti

«Davanti al bisogno di dare voce alle schiave di oggi, celebrare la Messa in strada mi è sembrato  il modo più bello per ricordare che la Chiesa è fatta di mattoni ma anche della carne ferita di Gesù. Il Signore si è accontentato di nascere in una stalla insegnandoci che in ogni luogo, anche il più degradato, può splendere la Sua presenza» - spiega don Angelo Boattin, cappellano del carcere femminile e maschile a Pontremoli (MS), sacerdote che collabora con l'Unità di Strada della Comunità di don Oreste Benzi. Non si preoccupa, nonostante il freddo e il contesto prostitutivo, di celebrare questa sera, venerdì 23 dicembre, alle ore 23 nella piazzola del distributore Agip del Centro Luna Coop di Sarzana (SP) insieme alle donne prostituite nel territorio - circa venti - contattate ogni settimana dai volontari delle Unità di Strada della Comunità Papa Giovanni XXIII e anche a quelle che invece dal racket sono fuggite.«Mi colpisce molto, nei membri della Comunità Papa Giovanni XXIII e di queste donne che incontrano, una fede genuina che ascolta il povero che grida. Sia il povero accolto che ci accoglie insieme ci testimoniano che è Gesù che ci sta parlando e siamo invitati tutti a cercarlo tra i più emarginati. E ringrazio Dio tutti i giorni di averci dato un Papa come Francesco che ha a cuore tutta l'umanità ferita, anche le vittime di tratta, e mi permette di vivere un Vangelo senza fronzoli, anche in strada!».

In Toscana sono una decina le nuove accoglienze attivate nel 2016 dalla Comunità di don Benzi, donne molto giovani per lo più nigeriane, tra cui una minore e una presunta minore, ora inserite in programmi di reinserimento sociale. Tra di loro anche due donne incinte ed una che ha appena partorito. La Comunità è infatti partner del progetto regionale ConTratTo, acronimo di Contro la Tratta in Toscana, attraverso il quale vari soggetti, istituzionali e del privato sociale, garantiscono protezione e sostegno alle vittime.
 
«Pregheremo per gli sfruttatori — spiega Roberto Gerali, coordinatore delle unità di strada di La Spezia, Massa Carrara e Firenze —, ed in particolare per i clienti che sono complici della riduzione in schiavitù delle donne. Molte di loro sono minorenni, arrivate dalla Nigeria con i barconi della disperazione. Vogliamo far vivere alle nostre “sorelle e figlie”, come amava chiamarle il nostro fondatore don Oreste Benzi, un Natale speciale, perché ne hanno il diritto. Noi come cristiani non possiamo sentirci in pace finché non lo potranno festeggiare da persone libere. Invitiamo i giovani, le associazioni, le istituzioni: vengano in strada con noi, venerdì sera».

L'iniziativa di questa sera rientra tra gli eventi della Campagna nazionale "Questo è il mio corpo”, (www.questoeilmiocorpo.org), chiede alle istituzioni di fermare la domanda del sesso a pagamentopresentata a luglio a Montecitorio dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.



Irene Ciambezi
24 Dicembre 2016
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