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«La Chiesa o è missionaria, o non è».

Famiglie e giovani interessati alla missione si incontrano a Siena

Don Francesco Fiordaliso, sacerdote della diocesi di Livorno e membro della Comunità Papa Giovanni XXIII non ha dubbi: «nella Bibbia esiste solo la missione ad gentes, quindi la Chiesa o è missionaria, o non è». Le sue riflessioni sono state il fulcro dell’incontro di animazione missionaria svoltosi a Siena il 23-24 giugno scorsi.

Al seminario, organizzato dal Servizio Missione e Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, hanno partecipato missionari e persone semplicemente interessate alla missione, alcuni in periodo di verifica vocazionale: singoli e giovani coppie, madri in attesa, famiglie con bambini.

«La grande partecipazione all'incontro riflette il momento di grazia che stiamo vivendo nell’attuale, crescente desiderio della Comunità di rispondere alla chiamata di una chiesa in uscita» spiega Fabiola Bianchi, una delle organizzatrici dell’incontro, nonché missionaria in Grecia con tutta la famiglia. «Abbiamo organizzato questo momento proprio per dare la possibilità a tutti coloro che hanno nel cuore la missione ad gentes, di trovarsi, di esprimersi in una spensierata e gioiosa fraternità. È stato bello vedere qualcuno che è arrivato semplicemente per curiosità ed è andato via con il desiderio di missione nel cuore!»

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze dei missionari presenti. André Volon, apripista di diverse zone di missione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, ha sottolineato che l'unico modo di stare con il povero sia quello di entrare in punta di piedi nella sua terra, lasciandoci accogliere da lui, senza la pretesa di avere qualcosa da portare, perché in realtà si parte per convertire una sola persona: noi stessi. Parole che nascono da una lunga permanenza in missione e in vari continenti, infatti André ha vissuto in Zambia, Brasile, Kenya, Israele, Haiti.

Cosa spinge una persona a lasciare le sue sicurezze, il suo Paese, la propria cultura e partire? Qual è il modo giusto per vivere in missione? La solidarietà può essere una risposta adeguata ai grandi problemi che affliggono i Paesi poveri/impoveriti? Che relazione c’è tra i progetti di cooperazione e la condivisione con i più poveri? «Queste domande sono state il punto di partenza per riflettere insieme sulla missione, una chiamata radicale e totalizzante che invita a lasciare tutto perché solo Gesù possa regnare in noi, scoprendo di aver bisogno l'uno dell'altro, perché in realtà non c'è chi dà e chi riceve» racconta Fabiola. «Il messaggio che abbiamo ricevuto, oltre alla consapevolezza della rinascita della spinta missionaria all'interno della nostra Comunità, è il nuovo volto con il quale questa si sta delineando: le tante famiglie che si stanno avvicinando alla missione rivelano che i figli, anche affidati, non sono un ostacolo, bensì un punto di forza che avvalora una scelta responsabile e spregiudicata allo stesso tempo! Tra la trepidazione di chi è in partenza, l'entusiasmo di chi sta compiendo i primi passi nella vocazione, l’emozione di chi sente di custodire nel cuore la dolce urgenza di una chiamata che spinge a partire, ci siamo soffermati a riflettere sulla figura di don Oreste, mistico di strada, aiutati da Andrea Montuschi, autore del recente libro Ascoltando don Oreste Benzi e precedente animatore generale del servizio Missioni della Comunità». Montuschi, tra le altre cose, ha ricordato come don Oreste, lavorando insieme ad altri membri della Comunità per definire le linee guida della vocazione, abbia inserito una frase che a quel tempo sembrava un po’ campata per aria, visto che a quel tempo non esistevano ancora missionari della Comunità: «Viene stimato dono del Signore che dei membri della Comunità siano disponibili a lasciare anche la propria terra, per trasferirsi a vivere la propria vocazione in terra di missione». Parole che si sono realizzate nel 1985, quando il primo gruppo è partito per aprire la presenza missionaria in Zambia. Oggi la Comunità fondata da don Benzi è diventata una presenza internazionale, in quanto opera in più di 30 Paesi nei 5 continenti.

L'incontro ha scosso molto, e ha creato sete di nuovi incontri, tanto che si sta già pensando a come dargli un seguito. Per chi fosse interessato a partecipare al prossimo incontro, può mandare una mail a: animazionemissionaria@apg23.org



Chiara Bonetto
14/07/2017
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