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Foto dal set del film "Solo cose belle" sulla vita in una casa famiglia Apg23

Il film sulle case famiglia: Solo cose belle

Tutti in attesa del debutto

Montaggio in chiusura per il film Solo cose belle, che racconta la vita in una casa famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII.

La regia del film è del riminese Kristian Gianfreda, che da più di 20 anni racconta la diversità attraverso l’audiovisivo. La pellicola è prodotta da Coffeetime Film e dalla casa di produzione forlivese Sunset Produzioni, in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, la cooperativa la Fraternità e la cooperativa il Calabrone.

Per un mese San Giovanni in Marignano, un paese dell’entroterra romagnolo, è diventato un grande set: «La maggior parte delle riprese è stata fatta lì», spiega Francesca Ciarallo, che fa parte dello staff di comunicazione del film, «Altre scene sono state girate a Rimini, Riccione, Cattolica, Spadarolo. È stato un mese di lavoro molto intenso, ma il clima sul set è sempre stato bello, sereno».

I protagonisti del film sono due giovani attori esordienti: Ida Maria Recati, che interpreta Benedetta, e Luigi Navarra, che nel film è Kevin.
«Ieri sera, quando abbiamo finito le riprese erano tutti dispiaciuti per la conclusione di questa bella avventura. I due protagonisti sono stati bravissimi, parlo dei due ragazzi esordienti, che erano alla loro prima esperienza. Ieri sera Luigi diceva: Il primo film non si scorda mai! Era molto emozionato».

 

Le riprese come fosse una casa-famiglia vera

Qualche altra indiscrezione dal “dietro le quinte” del set: «I ritmi sono stati molto serrati, spesso è capitato di dover rifare una scena anche 20 volte, perché tutto doveva essere perfetto» spiega Francesca.
«È stato fondamentale l’apporto di Sara Cavani, segretaria di edizione, che sedeva sempre vicino al regista. Lei controllava che tra una scena e l’altra tutto fosse coerente. È molto brava e competente, ha fatto tutti i film di Genovese».

Nel film Solo cose belle alcuni attori hanno interpretato se stessi: Francesco Young, che vive in una casa famiglia in Friuli e Marco Berta, che fa parte della casa famiglia di Piacenza.
«Sono stati bravissimi, me lo hanno confermato anche i “professionisti” che erano sul set con noi. Con la loro spontaneità, a volte hanno salvato delle scene».
L'Ufficio Audiovisivi conferma che è in progetto un documentario di backstage, con interviste e scene dal set.

Adesso che le riprese si sono concluse, comincia la delicata fase del montaggio, che durerà almeno 2 mesi, per poi arrivare alla presentazione ufficiale del film, che sarà il 7 dicembre a Rimini.

Le musiche del film sono una colonna sonora originale, ad opera del gruppo Bevano Est, una band romagnola.

Infine, da segnalare che il 7 ottobre è andato in onda un approfondimento sul film su TG2 Storie, il programma della Mattei (vedi dal minuto 23:30).

 

Crowdfunding: come sostenere la produzione del film

Ora più che mai è importante dare il nostro contributo per permettere a questo coraggioso progetto di arrivare al termine: per i costi di post-produzione è partito un crowdfunding per sostenere le spese di postproduzione.

Il sostegno a Solo Cose Belle è un segnale importante. Proprio perché la sua storia e i suoi personaggi rivelano il mondo da un’altra prospettiva, quella in cui la diversità è bellezza, il film ha dietro un’idea di cambiamento, un progetto di società del gratuito per cui don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, ha speso la vita.

Il crowdfunding prevede anche dei riconoscimenti - in relazione all’entità donata. Il crowdfunding o raccolta fondi online è un efficace metodo alternativo di finanziamento per le produzioni cinematografiche. Le piattaforme mostrano in maniera semplice e immediata lo scopo del film e il suo potenziale, coinvolgendo i donatori in maniera diretta e trasparente.

Oltre al sostegno economico, è importante aiutare la campagna condividendola attraverso i social network, perché diventi virale.

(chiara bonetto)

#FOTOGALLERY:film2#

 

Solo cose belle: la scheda del film

Una troupe di 40 persone, 34 attori principali, 5 location differenti in provincia di Rimini, 24 giorni di riprese; moltissime persone arrivate da tutta Italia hanno aiutato la riuscita del film, sia dietro alle quinte che sul set: il film è il primo lungometraggio costruito attorno alla vita di una casa famiglia.

Nel film oltre ad attori professionisti recitano persone con diverse abilità che interpretano se stesse, sono i veri abitanti delle case della Comunità, che superando ogni fatica si sono messi in gioco, con gioia e determinazione.

Solo cose belle ha battuto il 22 agosto 2018 il primo ciak a san Giovanni in Marignano, in Romagna.

È un film che racconta di come sia possibile vedere il bello della vita semplicemente cambiando lo sguardo, la prospettiva. La Casa Famiglia è un mondo ai margini, popolato da quelli che la società definisce disagiati e per questo vengono esclusi, come un fastidio. Sono le persone disabili, gli ex carcerati, i migranti, le ragazze di strada… Attraverso una relazione d’amore familiare trovano e rivendicano il proprio ruolo nella società, che ne esce trasformata: sono proprio le persone considerate “sbagliate” a portare la bellezza, a rendere una società felice.

Anche a supporto dell’organizzazione e della logistica troviamo diverse realtà della Comunità: centri diurni, comunità terapeutiche, case di accoglienza per ragazze liberate dalla prostituzione.

Nei ruoli principali troviamo Giorgio Borghetti, Idamaria Recati, Luigi Navarra, Marco Brambini, Patrizia Bollini, Caterina Gramaglia, Erica Zambelli, Carlo Maria Rossi. Il soggetto e la sceneggiatura sono di Andrea Valagussa (Don Matteo, La Strada di Casa), Andrea Calaresi, Susanna Ciucci, Marco Brambini, Filippo Brambilla, Kristian Gianfreda, Matteo Lolletti.

La pellicola, oltre ad aver ricevuto il contributo dall’Emilia Romagna Film Commission, è sostenuta dalle cooperative sociali il Pungiglione, Rinascere, i Tesori della Terra, Il Ramo, e da Confcooperative Emilia Romagna, Fugar Produzione SPA, Teddy SPA, Agenzia Viaggi Manuzzi, Orogel Spa. Gli sponsor tecnici sono Alter Echo, Trevi, Pascucci, Pmg Italia.

#FOTOGALLERY:film#

 

La "prima" del film: vi aspettiamo!

Una proiezione straordinaria del film è prevista al Palacongressi di Rimini il prossimo 7 dicembre, in occasione della celebrazione dei 50 anni della Comunità Papa Giovanni XXIII. Come amava ripetere don Oreste «Le cose belle prima si fanno e poi si pensano!».

 

Solo cose belle: il titolo

Solo cose belle è il titolo del film che racconta “la pupilla dell’occhio” della Comunità Papa Giovanni XXIII, cioè la casa-famiglia. Il titolo deriva da una famosa frase di don Benzi: «Le cose belle prima si fanno e poi si pensano…» e introduce alla trama del film, in cui persone “sbagliate” (agli occhi del mondo) sono capaci di fare cose belle, grandi, seppure nella loro vita imperfetta.

Pensato in occasione delle celebrazioni per i 50 anni della Comunità di don Benzi (che ricorre proprio nel 2018),  la gestione della produzione è affidata agli uffici audiovisivi e arte della Apg23. L'organizzazione e la supervisione generale del film sono curate da Stefano Alleva, registra teatrale, di film (Affari di Famiglia)  e di serie tv (Elisa di Rivombrosa, Un posto al sole).

 

Vita di casa-famiglia: la trama del film

È una commedia, in cui, attraverso lo sguardo della protagonista, una ragazzina sedicenne, viene raccontata la storia dello scontro/incontro tra una casa famiglia della Papa Giovanni XXIII e un paese dell’entroterra riminese.
È la storia del nostro mondo ai margini, del conflitto quotidiano con la diversità, rappresentata da questa famiglia un po’ strana, da un ex carcerato, da un migrante, da una ragazza di strada, un ragazzino disabile, un anziano… L'intero paese è coinvolto dalla casa, e nello scompiglio generale arriva il finale a sorpresa, dove tutto sembra tornare come all'inizio, mentre tutto è cambiato.

Una bellissima storia che parla di persone “sbagliate” che nella loro vita imperfetta fanno cose grandi.
Con questo film, attraverso noi stessi, vogliamo raccontare il pregiudizio e il tentativo di superarlo. Per l’integrazione, per ribaltare lo stigma sociale che vede nei diversi persone di cui aver paura, e ne fa degli “scarti”.

(francesca ciarallo)



29/11/2018
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