OPERAZIONE COLOMBA
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Antonio De Filippis
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Operazione Colomba

“Giorno dopo giorno viviamo con le popolazioni sotto assedio, in capanne o baracche, senza luce o acqua, condividendo le stesse condizioni di povertà e di pericolo che sono costretti a vivere i civili in guerra, sotto continui attacchi armati. Lo facciamo per creare, attraverso la nostra presenza neutrale ed internazionale (che fa da deterrente all'uso della violenza) e con azioni nonviolente, concreti spazi di riconciliazione e Pace”.  Un volontario dell'Operazione Colomba

Operazione Colomba è il Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Nasce nel 1992, durante il conflitto in ex-Jugoslavia, dal desiderio di alcuni volontari e obiettori di coscienza di vivere concretamente la nonviolenza in zone di guerra per costruire ponti di dialogo e lenire le ferite dell'odio.

Gli Operatori di Pace di Operazione Colomba condividono con le vittime dei conflitti la povertà delle situazioni di emergenza, le paure e i rischi della guerra. Inoltre, attraverso concrete azioni nonviolente, proteggono civili indifesi e creano spazi di dialogo e riconciliazione tra le parti. Dal 1992 ad oggi Operazione Colomba ha operato in numerosi conflitti nel mondo coinvolgendo, tra volontari e obiettori di coscienza, oltre 1.500 persone.

Attualmente Operazione Colomba è presente in modo stabile in Albania, Colombia, Libano (nei campi profughi siriani), Palestina e Israele. Gli Operatori di Pace di Operazione Colomba:

  1. In Albania incontrano le famiglie “in vendetta di sangue” (vedi Kanun) e propongono loro percorsi di perdono e riconciliazione (beneficiari: diretti 159 persone, indiretti 6000 persone);
  2. In Colombia accompagnano i membri della Comunità di Pace di San José de Apartadò nella scelta di rimanere neutrali e resistere in maniera nonviolenta al conflitto proteggendoli da violenze e sfollamenti (beneficiari: diretti 800 persone, indiretti 2000 persone);
  3. In Palestina e Israele sostengono la lotta nonviolenta delle comunità palestinesi a sud di Hebron e favoriscono l'incontro con la parte israeliana (beneficiari: diretti 72 persone, indiretti 2200 persone);
  4. In Libano (nei campi profughi siriani) garantiscono maggiore sicurezza ai profughi siriani presenti nei campi dove i volontari stessi vivono (in tende e garage); fanno da collegamento con chi può soddisfare le necessità dei più bisognosi; mediano le tensioni con la comunità locale libanese (beneficiari: diretti 330 persone, indiretti 3100 persone).


#FOTOGALLERY:operazionecolomba#

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