Infaticabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi
Numero speciale del mensile Sempre (dicembre 2007) interamente dedicato alla figura di don Oreste Benzi
Uno speciale con 48 pagine che vogliono presentare e riassumere il testamento spirituale di don Oreste Benzi, infaticabile apostolo della carità, secondo la definizione di Benedetto XVI.
Infaticabile perchè don Oreste ha speso la sua vita per la povera gente. Ha percorso più volte il mondo intero dall'Estremo Oriente all'Africa, dalla Russia all'America Latina e all'Australia, spargendo gioia e affetto a piene mani, con quel suo sorriso che disarmava anche chi gli era ostile. Ovunque ha portato quell'unica grande famiglia spirituale che è la Comunità Papa Giovanni XXIII, i papà e le mamme delle case famiglia, le famiglie, le cooperative di lavoro, la condivisione con i giovani e gli adolescenti nelle discoteche e nei pub, nelle discariche di La Paz e nei campi nomadi, nelle carceri e sulla strada per liberare le donne rese schiave, per ascoltare, per dare speranza, ma soprattutto per creare condizioni di vita nella giustizia e nella condivisione, dove nessuno è escluso.
Apostolo perchè la passione per Cristo e l'amore alla Chiesa animava ogni sua iniziativa. Sacerdote e profeta rivoluzionario che pagava di persona le sue scelte, ma obbediente fino alla radicalità verso i suoi Pastori, che considerava guide sicure nel cammino della Comunità.
Ed è proprio questo testamento spirituale, che la Comunità vuole continuare a vivere come prima e più di prima.
Sommario
Vieni, servo buono e fedele
Una grande e commovente celebrazione liturgica ha salutato don Oreste il 5 novembre 2007, al Palacongressi di Rimini. Cardinali, vescovi, centinaia di sacerdoti e diecimila persone di ogni età e condizione sociale hanno voluto partecipare alla S.Messa esequiale
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Il segreto di don Oreste
«Dobbiamo fuggire la tentazione di una lettura “buonista” della vita di don Oreste». Il testo dell’omelia pronunciata dal Vescovo di Rimini Francesco Lambiasi durante la S.Messa esequiale del 5 novembre
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Venite, tutto è pronto!
I retroscena della grande celebrazione liturgica di commiato a don Oreste. Chi ha curato l’organizzazione del funerale si è trovato di fronte ad un susseguirsi di “segni” tanto da far pensare che tutto fosse già preparato per questo intenso momento
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Domani, mi riposo
In 25.000 dal 2 al 4 novembre, tra canti e preghiere, sono stati alla camera ardente. Alla chiesa della parrocchia “La Resurrezione”, per tre giorni un flusso ininterrotto di persone commosse di ogni età e condizione è andato a salutare il fratello, padre, nonno Oreste
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Eccomi! Sono un barbone...
Così si è presentato alla Capanna di Betlemme che dal 25 settembre era diventata la sua famiglia. Da molto tempo don Oreste aveva manifestato il desiderio di andare a trascorrere l’ultima fase della sua vita nella storica casa di accoglienza riminese per i senza tetto. E ci è riuscito, lasciando anche lì il segno della sua presenza
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"Mamma io mi faccio prete"
Ha scoperto la vocazione in seconda elementare, grazie ad una maestra capace di far sognare. il 29 giugno 1999 don Oreste celebrava il cinquantesimo anniversario del suo sacerdozio. Riproponiamo l’intervista pubblicata in quell’occasione sul nostro mensile e un breve racconto fotografico che ricostruisce le tappe fondamentali della sua vita
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Il nostro parroco don Oreste
Un contemplativo in azione, attento ai bisogni spirituali e materiali. Per 32 anni don Oreste è stato parroco alla "Resurrezione", nella periferia riminese. Ne parliamo con don Elio Piccari, che con lui ha condiviso la parrocchia, e molto altro
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Un contemplativo sulle strade del mondo
Fine intellettuale, educatore rigoroso, contemplativo gioioso. Così Piergiorgio Grassi, docente all’Università di Urbino, e presidente diocesano della gioventù cattolica riminese dal ’59 al ‘62, ricorda il don Benzi di quegli anni
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Perchè il Giornale
Nel 1977 il primo editoriale. Trent’anni fa vedeva la luce, a Rimini, il primo numero di “Sempre”, stampato a ciclostile. Nell'editoriale, che vi riproponiamo, don Oreste tracciava le linee di un nuovo progetto di vita e di società
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Voce di chi non ha voce
Leggere i fatti alla luce del vangelo, denunciare senza timore le ingiustizie, diffondere un mondo nuovo per “trapianto vitale”. Per far sentire la voce degli ultimi, don Oreste ha sempre utilizzato tutti i mass media, ma ha voluto che avessimo anche un nostro giornale
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«La devozione senza rivoluzione non basta!»
L’intervento di don Oreste alla settimana sociale dei cattolici, a Pisa. Un intervento forte, profetico, che ha scosso la platea ed ha avuto grande eco sui media nei giorni successivi alla sua morte. L’indicazione di un cammino segnato dagli ultimi, per realizzare nei fatti e non a parole la rivoluzione di Cristo
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La sua “opera” in cinque continenti
Un albero che affonda le radici nella vocazione specifica confermata dalla Chiesa universale ed estende i suoi rami tra i poveri dei cinque continenti. Così si può rappresentare l’eredità “visibile” lasciata da don Oreste, che ora ha il compito di continuare a vivere il suo carisma
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Canta e cammina!
Un carisma da continuare a vivere, nella Chiesa, tra i poveri, in tutti i paesi del mondo dove il Signore chiama ad essere presenti. Ma la comunità, e chi la guiderà, dovrà sempre fare riferimento al fondatore
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Nota: è possibile ricevere questo numero speciale del mensile Sempre dedicato alla figura di don Oreste Benzi. Per ulteriori informazioni contattare l'Editore Sempre Comunicazione.














