In memoria di don Oreste

Raccolta di video, audio, foto ed articoli di giornale per ricordare la scomparsa di don Oreste Benzi e la sua figura di uomo e di sacerdote.

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra...

Don Oreste commentò, in una sua omelia del 1988, il brano tratto dal libro di Giobbe (19,1.23-27). Uno stralcio di questa omelia, insolitamente in prima persona, è stato poi inserito quale suo commento alle letture del giorno 2 novembre 2007, pubblicato mesi prima sul bimestrale Pane Quotidiano. Proprio quel giorno don Oreste è stato chiamato dal Padre. Una serie di coincidenze decisamente difficili da programmare! 


ricordino don Oreste "Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio. Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, faccia a faccia, così come Egli è (1Cor 13,12). E si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: Dio ha creato l'uomo immortale, per l'immortalità, secondo la sua natura l'ha creato. Dentro di noi, quindi, c'è già l'immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell'abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura."

(da Pane Quotidiano novembre-dicembre 2007)


Queste parole furono pronunciate da don Oreste in un'omelia. La registrazione è datata 26 novembre 1988.

Tocca il cuore riascoltare ora, dalla sua viva voce, quelle parole che la Provvidenza ha voluto fossero su Pane Quotidiano proprio il giorno della sua nascita al cielo e che rimangono impresse per sempre nella nostra mente.

 

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