Obiezione di coscienza alle spese militari
Una forma di azione non violenta di protesta contro il finanziamento della difesa armata
Perchè
La società in cui noi oggi viviamo ha posto il profitto al centro e tutto ha asservito a ciò, compreso gli altri uomini. Ciò si manifesta in diversi modi, dal livello locale (lo sfruttamento dei lavoratori, delle prostitute, dei clandestini…) al livello mondiale.
I governi dei paesi del Nord, anziché intervenire a rimuovere le cause del conflitto, hanno ideato uno strumento, il Nuovo Modello di Difesa, che prevede il riarmo generalizzato degli eserciti ed un uso crescente delle forze armate al di fuori dei confini nazionali, soprattutto per difendere gli interessi economici dei propri paesi, dovunque questi siano minacciati. Così, spesso dietro la facciata di ‘missioni di pace’ o di ‘azioni di polizia internazionale’, gli eserciti dei paesi ricchi hanno assunto un ruolo sempre più attivo in diverse aree di crisi, come i fatti dell’Irak, del Kossovo e dell'Afganistan hanno dimostrato, non risolvendo i problemi per cui i conflitti erano scoppiati, anzi aggravando le tensioni preesistenti: la vera pace si può costruire solo tramite scelte di pace e di riconciliazione, non con la violenza. Anche l’Europa sta seguendo questa strada, con evidenti conseguenze; in Italia, in particolare:
- Forte aumento delle spese militari (come anche l’ultima finanziaria ha confermato);
- Avvio di una politica di riarmo delle forze armate, prevedendo la realizzazione di una nuova portaerei, del caccia europeo EFA2000, ecc.;
- Abolizione della leva obbligatoria per passare ad un esercito professionale, che costerà molto di più alla collettività.
Contro la soluzione militare si levano ogni giorno di più voci autorevoli. In particolare il Magistero della Chiesa cattolica, superata ormai la dottrina della ‘guerra giusta’ sostenuta da alcuni teologi. A guidare questa nuova riflessione della Chiesa è il Papa stesso, che in diverse occasioni continua a manifestare la sua opposizione alla guerra intesa come prosecuzione della politica di dominio economico con altri mezzi. Anche la Comunità Papa Giovanni XXIII, sollecitata dalla Parola di Gesù e da quella della Chiesa, da anni si adopera per rimuovere le cause delle guerre e per intervenire in conflitti armati in atto.
Qui si inserisce la scelta dell’obiezione di coscienza alle spese militari, che vuole contestare alla radice l’assurdità di finanziare, nel contesto sopra descritto, l’esercito. La Comunità, fin dal 1990, ha scelto di adottare questo strumento come forma di azione nonviolenta per arrivare ad un mondo libero da guerre.
Che cos'è
La Campagna OSM-DPN (Obiezione alle Spese Militari per la Difesa Popolare Nonviolenta) è una forma di azione non violenta di protesta che ha come suoi scopi:
- il riconoscimento del principio dell’opzione fiscale nel campo delle spese militari: ogni contribuente deve avere la possibilità di scegliere se destinare il suo denaro che versa in tasse per finanziare forme di difesa armata o nonviolenta
- la modifica strutturale della difesa nazionale, avviando forme di difesa nonviolenta accanto alle forme di difesa armata.
Può aderire alla Campagna OSM-DPN ogni cittadino/a italiano/a maggiorenne, qualsiasi sia la sua condizione fiscale (con trattenuta alla fonte, a debito d'imposta, a credito d'imposta, non soggetto a dichiarazione). Con tale adesione, in qualsiasi forma giuridica e tributaria, egli compie un preciso atto politico: si corresponsabilizza con chi si oppone alle spese militari e contribuisce alla costruzione delle alternative all'esercito.
Come si agisce
1 - Chi vuole fare obiezione alle spese militari (OSM) deve effettuare il versamento di una cifra (si suggerisce una cifra simbolica, in quanto non è l'entità della cifra che conta, ma il gesto in sé) a favore di una realtà che promuove azioni di difesa popolare nonviolenta. In particolare il versamento può essere fatto:
- all'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, contribuendo al Fondo Nazionale per il servizio civile istituito dalla Legge 64/01 per finanziare la partecipazione di giovani uomini e donne in servizio civile a interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli e/o a missioni umanitarie fuori dal territorio nazionale, e/o per sperimentare forme di difesa popolare nonviolenta e di diplomazia;
- alle associazioni che promuovano le suddette missioni di pace; tra queste vi è anche la Comunità Papa Giovanni XXIII, che tramite il servizio "Obiezione di coscienza - Pace - Caschi Bianchi" da anni ha avviato l'invio di obiettori di coscienza in servizio [Caschi Bianchi] in zone di conflitto armato, con lo scopo di costruire la pace e di sanare le ferite in quelle zone.
L’obiettore dovrà inviare una ‘dichiarazione di obiezione’ al Presidente della Repubblica e pubblicizzare al massimo il suo gesto presso amici, conoscenti, stampa locale…
2 - Inoltre al momento del pagamento delle proprie imposte l’obiettore può effettuare una disobbedienza civile trattenendo la cifra versata dalle tasse dovute o chiedendone il rimborso (si tratta di un atto ad oggi non legale) .
Chi sceglie di non pagare una parte delle imposte allo Stato dovrà dopo qualche anno affrontare le conseguenze di tale decisione: contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e pignoramento o atti analoghi, che possono diventare un’ulteriore occasione di sensibilizzazione sul tema.
Per saperne di più
Centro Coordinatore Campagna OSM-DPN
C/o LOC – Lega Obiettori di Coscienza - Via M. Pichi 1 – 20143 MILANOTel. +39 02 58101226 - 8378817 -
Fax +39 02 58.10.12.20
e-mail: locosm@tin.it
Sito internet: http://www.peacelink.it/amici/cnosm
Servizio "Obiezione di coscienza - Pace - Caschi Bianchi" della Comunità Papa Giovanni XXIII
Via Dante Alighieri snc - Mercatino Conca (PU)
tel. +39 0541 972477 -
fax +39 0541 972466
e-mail: odcpace@apg23.org - caschibianchi@apg23.org
Sito internet: http://odcpace.apg23.org
Referente Campagna OSM-DPN della Comunità Papa Giovanni XXIII
Andrea MazziTel. +39 059 34.50.75
Obiezione alle spese abortive
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