Sepoltura bimbi morti prima di nascere
I passi giuridici e burocratici per poter dare una degna sepoltura ai bimbi morti prima di nascere
Presentazione
"Se stai vivendo la dolorosa esperienza della perdita della tua creatura
durante la gravidanza vogliamo esprimerti tutta la nostra comprensione per
questo lutto ed esserti vicino con la preghiera.
Vorremmo anche proporti di dare un nome al tuo bambino morto all'alba della vita e di seppellire il suo corpicino in segno di rispetto e di tenerezza. Questo gesto d'amore, per altro dovuto ad ogni essere umano, ti permetterà di sentirti più vicino a lui, non solo nel tuo cuore, ma anche fisicamente e trovare consolazione."
Modalità
La mamma - in caso di interruzione spontanea della gravidanza - comunichi subito (possibilmente prima dell'espulsione o del raschiamento) al Medico e all'Ostetrica che vuole seppellire il figlio. In questo modo il medico cercherà di mantenere il più integro possibile il corpicino del bimbo.
In genere viene fatta una biopsia con un prelievo ridottissimo di tessuto fetale ma che non compromette la sepoltura.
La domanda di sepoltura, in carta semplice e in triplice copia, con
allegata copia del certificato medico, deve essere presentata dalla
mamma (dal papà, da un parente o "chi per essi") entro e non oltre 24
ore dall'espulsione o estrazione del feto e va così redatta:
Alla Direzione Sanitaria dell'U.S.L. n_________ di _______________________________________
IL/a sottoscritta/o (nome e cognome del richiedente), domicilia t a/o a ________________________
in via ___________________________________(indirizzo) chiede che il suo bambino,
al quale desiderava dare il nome di ________________________ , venga
sepolto individualmente secondo le disposizioni di Legge (DPR n.285 del
10.9.1990, arL 7, commi 3 e 4,).
(data e firma)
Allegato: n. 1 certificato medico.
La prima copia va consegnata alla Capo Sala del reparto; la seconda dovrà essere consegnata alla Direzione Sanitaria dell'Ospedale; la terza copia sarà conservata dal richiedente. Occorre far dichiarare su questa terza copia l'avvenuta consegna della domanda sia alla Capo Sala che alla Direzione Sanitaria, con data e firma.
Il certificato medico da allegare alla domanda deve essere richiesto al ginecologo che seguiva la madre o che ha compiuto l'intervento e deve riportare la presunta età di gestazione e il peso del feto.
La mamma (il papà , un parente o "chi per essi") chiede all'Ostetrica di applicare sul vasetto contenente il bimbo abortito un'etichetta con scritto il nome che avrebbe dato al nascituro e il nome e cognome della mamma: per es. "Giuseppe Rossi di Maria Bianchi". In questo modo il bambino viene definito con il proprio nome e non come "prodotto abortivo di Maria Bianchi".
Spesso il personale sanitario cade dalle nuvole e pone resistenza, è un'incombenza in più, non temete, è un vostro diritto! Anche se il bimbo è di poche settimane (embrione umano) e vi dicono che non c'è niente, non si vede niente, è vostro diritto seppellire quello che resta. Anche se sono poche cellule quello sono le spoglia mortali di vostro figlio, destinate alla resurrezione. La sua anima corre al Padre ricolmato di pace e gioia. Da lassù state certe/i si può solo amare! Non potrà far altro che pregare per voi e la vostra famiglia. Siete voi che lo avete accolto nella sua breve vita terrena permettendo a Dio di donargli la vita eterna.
La legge prevede che anche per i prodotti abortivi di presunta età
inferiore alle 20 settimane di vita intrauterina i genitori possano
fare richiesta di seppellimento all'asl entro 24 ore dall'espulsione o
estrazione del feto (art. 7 dpr. 285/90).
La Legislazione Italiana - con il DPR n. 285 del
10.9.1990, Regolamento di Polizia Mortuaria - sul tema del
seppellimento dei feti prescrive:
ART.7
Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell'art. 74 del Regio Decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull'ordinamento dello Stato Civile, si seguono le disposizioni stabilite dagli articoli precedenti.
Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all' ufficiale di Stato Civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall'Unità Sanitaria Locale.
A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento all'Unità Sanitaria Locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.
Nei cimiteri devono essere ricevuti: d) i nati morti e i prodotti dei concepimento di cui all'art. 7 (art. 50).
Inoltre la circolare emessa dal Ministro della Sanità Donat Cattin in data 16 marzo 1988 (Circolare telegrafica a 500.2/4/270) recita: l'attuale regolamento di Polizia mortuaria DPR 21.10.1975 n. 803 all'articolo 7 (rimasto pressoché immodificato nell'ultima versione del Regolamento DPR 10.9.1990) penultimo comma prevede su richiesta dei genitori il seppellimento anche dei prodotti del concepimento abortivi di presunta età inferiore alle 20 settimane. Si ritiene che il seppellimento debba di regola avvenire anche in assenza di detta richiesta.
Lo smaltimento attraverso la rete fognante o i rifiuti urbani ordinari costituisce violazione nel Regolamento di Polizia mortuaria e del Regolamento di igiene.
Lo smaltimento attraverso la linea dei rifiuti speciali (ex artt. 2 e 14 DPR 10.9.1982 e punto 2.2 Deliberazione 27.7.1984 del Comitato interministeriale di cui all' art. 5 del DPR 10.9.1982 ti. 915) seppur legittimo urta contro i principi dell' etica comune.
Si rileva invece l'importanza dell'utilizzazione dei residui
di aborti spontanei e di interruzione volontaria di gravidanza per il
rilevamento patologico e del cariotipo finalizzato ad una migliore
conoscenza della frequenza di malformazione congenite purché detta
finalità sia controllabile e sia esclusa qualsiasi altra utilizzazione
dei prodotti abortiti.
L'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII chiede che tutti
gli operatori sanitari siano a conoscenza di questa legge e che
informino preventivamente i genitori della possibilità di seppellire il
proprio bambino morto prima della nascita sia per cause naturali che
per aborto volontario.
Per ulteriori informazioni contattare il Servizio Maternità Difficile della Comunità Papa Giovanni XXIII.

