Speciale: I giovani e L'Aquila
Per non dimenticare gli aquilani
L'Aquila, 9 agosto 2010. A distanza di un anno dall'inizio della presenza dell'Associazione Papa Giovanni XXIII a l'Aquila, un popolo di 65 giovani è partito per condividere con chi da più di un anno è senza casa e ancora non sa se e quando ne avrà una. "Innanzitutto arrivata lì il primo pensiero avuto - scrive Mavi della zona Lazio - nel girare per l’Aquila era vedere che ancora una volta quelli che erano ricchi sono rimasti ricchi o per lo meno hanno potuto riprendere quasi subito la vita quotidiana (es: il centro commerciale riattivato dopo soli 6gg dal terremoto e i svariati franchising di attività commerciali che ugualmente avendo strutture prefabbricate non hanno subito seri danni e hanno potuto continuare a lavorare) e i poveri sono diventati ancora piu poveri (alcuni che erano nelle case popolari de L'Aquila che si ritrovano ancora senza casa e a vivere negli alberghi e/o senza lavoro)".
Abbiamo toccato con mano la Provvidenza in ogni istante, collaborando con la Caritas de L'Aquila e la Caritas Toscana a Fontecchio, 30 km a sud de L'Aquila, una zona dove a Capodanno avevamo colto una grande solitudine perchè molte attenzioni e anche tanti fondi erano arrivati soprattutto in città e nei comuni vicini al capoluogo. Ciononostante, durante il Grest che abbiamo animato coi bambini di Fontecchio, abbiamo sentito più volte in un giorno i loro racconti di quella notte, che non si stancano di ripetere con la speranza che la paura si allontani... Anche le mamme venivano ogni pomeriggio a vederci giocare coi loro bambini e i nostri disabili... la verità è che ancora una volta i nostri piccoli hanno colpito... Anche il Sindaco e la stessa Protezione civile, che ci ha ospitato nella palestra appena costruita per le emergenze, ci hanno ringraziato meravigliati per come vivevamo ogni momento tutti insieme giovani e disabili... senza distinzioni... e i bambini di Fontecchio sempre accanto a noi... senza titubanze immersi in questa grande condivisione! Qualche giorno prima della fine del campo, la prima richiesta: S. alcolizzato che esce dal carcere dopo 6 mesi e chiede aiuto alla Caritas e a chi di noi conosceva da tempo... Alla fine del campo, un altro miracolo: E. figlio di comunità in un momento difficilissimo della sua vita familiare, chiede di poter rimanere ancora al fianco della Caritas. Stupore, gioia e una strada nuova che si apre e chissà dove porterà... Poi la comunione profonda con la Caritas de L'Aquila, quelli con cui abbiamo legato di più durante e dopo le tendopoli, lo zoccolo duro della Caritas che ci ripete che c'è ancora bisogno della Papa Giovanni XXIII. Ovunque... fuori le mura... ovunque... ultimi... ovunque un richiamo: l'AQUILA CI ASPETTA!!! per accogliere i più deboli che sono sempre più deboli, per costruire al fianco degli aquilani unità, comunione, collaborazione perchè dopo più di un anno, al di là di alcune "favole" raccontate dai media, davvero ancora LE CASE NON BASTANO!
- Sussidio "In Maria avanziamo in fretta" (PDF 152 kB)
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