La lotta al Racket della prostituzione
Prefetto Francesco Cirillo, Vice Capo dipartimento di Pubblica Sicurezza
Noi lavoriamo in base a due norme cardine, una molto antica legge Merlin del ‘58, una più recente del 2003 che ha modificato qualche articolo del codice penale. Di questi tempi, in cui si va ad esplorare la luna e tutti gli astri, o le viscere della terra, parliamo ancora di tratta di persone, acquisto o alienazione di schiavi, parliamo di schiavitù nel 2009, nella legislazione italiana, non nella legislazione di altri paesi dove qualche cultura o subcultura, ancora, utilizza lo schiavismo e la tratta di persone e la riduzione o il mantenimento di schiavitù con servitù.
Noi utilizzando queste norme come cardine, nel corso del 2008, abbiamo tra denunciati e arrestati 4400 persone e mi sembra che siano moltissime per un paese che si definisce civile perché parliamo di reati assolutamente abietti, reati brutti, ripugnanti e fanno il paio con la violenza sessuale, fanno il paio con qualche altro reato, con il sequestro di persona, con questi reati ignobili e che minano non soltanto il fisico delle persone ma soprattutto la mente e la dignità, come si dice.
Noi abbiamo delle tracce su cui muoverci, la prima traccia l'ha detta il capo della polizia questa mattina e l’ha ribadita il ministro Alfano in maniera molto chiara, anzi l'ha detta prima il ministro Alfano e poi il capo della polizia: la cooperazione internazionale. Nella mia direzione centrale, che ho la fortuna di dirigere, c'è un ufficio che tratta la cooperazione internazionale, un ufficio che una volta si chiamava più semplicemente “interpool”, ma adesso è un ufficio complesso. Noi siamo su quella strada, noi abbiamo dei rapporti internazionali consolidati con la Romania, che è un paese che, purtroppo, ogni tanto ci alimenta con qualche pessimo esempio della propria nazione, abbiamo rapporti consolidati con l'Albania, proprio per la cooperazione di polizia oltre che per altri tipi di cooperazione, abbiamo rapporti consolidati con la Nigeria, siamo il primo paese al mondo ad avere un rapporto consolidato con la Nigeria e abbiamo sparsi nel mondo circa 80 ufficiali di collegamento che ci aiutano a lavorare e a fare in modo che le diverse polizie si possano mettere in raccordo tra loro. Mi sembra una grande conquista, un abbattimento assoluto delle frontiere, abbiamo ufficiali di collegamento in Cina, in Iran, abbiamo ufficiali di collegamento in paesi dove probabilmente le relazione diplomatiche ufficiali non darebbero la possibilità di pensare a questi rapporti, invece, le polizie probabilmente lavorano bene insieme, abbiamo rapporti con la Libia, rapporti addirittura operativi, abbiamo messo su delle squadre miste, per esempio con l'Albania, con la Romania, per fare in modo di venire a capo di molte cose. Tra le altre cose noi abbiamo redatto e stanno per essere firmati due protocolli che noi riteniamo importanti. Uno è il protocollo proprio con il ministero delle pari opportunità, con cui abbiamo messo su di comune accordo con la ministro e con la capo di gabinetto un protocollo di illegalità che riguarda la posizione delle vittime della violenza, sono le donne, sono i minori, si fanno attraverso questo tipo di violenza della riduzione in schiavitù o si fanno con altri atti molto più sottili e meno emergenti, quali sono gli atti persecutori, quali sono quelli che si chiamano stolking o altre cose del genere. Abbiamo pensato di mettere su un numero verde nazionale, un call center nazionale che faccia in modo che la chiamata passi direttamente alle sale operative della polizia e dei carabinieri per fare in modo che le persone che chiamano per avere soccorso non abbiano solo un soccorso psicologico, di parole ma un soccorso reale, chi sta in mezzo alla strada e sta per essere vittima di qualcosa sa che dall'altra parte troverà qualcuno, troverà sicuramente gli operatori del 113 e del 112 ma troverà soprattutto chi specialisticamente, vuoi per la parte di ordine e sicurezza pubblica, vuoi per la parte di sostegno psicologico, gli potrà dare una mano. Allora su questo ambito ci siamo messi d'accordo per fare in modo, i ministri dovrebbero firmare tra qualche giorno questo tipo di protocollo, che vada avanti, parta questa bella collaborazione.
Il secondo protocollo , che mi sembra altrettanto importante, è quello tra il dipartimento della pubblica sicurezza, di cui sono il vicedirettore generale, e la direzione nazionale antimafia, retta dal dottor Piero Andazzo, faremo un protocollo che riguarda la lotta per colpire la tratta degli esseri umani attraverso i reati spia, per evitare che ci fermiamo al furto dei documenti e non andiamo più avanti, per capire che dietro al furto dei documenti probabilmente c'è qualcuno che ha bisogno di quei documenti e quel qualcuno che ha bisogno dei documenti può essere il rapinatore, il clandestino, la clandestina, la sfruttata, il delinquente che sta in Italia sotto mentite spoglie e ha bisogno di ricrearsi un'identità, allora bisogna cercare di andare più avanti, non fermarsi alla prima soglia. Apparentemente sembra un'ovvietà, ma il problema riguarda le competenze e le bravure della repubblica, perché il primo reato riguarda la procura della repubblica ordinaria, il secondo reato ( il reato di tratta degli esseri umani) riguarda la procura distrettuale, direzione distrettuale antimafia. La competenza che sembra una sciocchezza, è una cosa assolutamente importante. Un altro reato spia è l'accattonaggio dei minori, i ragazzini che si trovano per le strade e che hanno alle spalle qualcuno che li manda a chiedere l'elemosina, e allora anche quello non può fermarsi semplicemente col fatto di affidare il minore ai servizi sociali del comune o denunciare il padre che non c'è e cercare di rintracciare la mamma che non c'è, perché ci sarà da qualche parte un mamma, un padre, ci sarà sicuramente chi sfrutta il ragazzo e allora cercare di evitare che esista la leggerissima sanzione tra l'amministrativo e il penale ma si vada avanti per cercare di approfondire il problema. Quindi secondo voi questi due protocolli che sembrano due delle centinaia di protocolli che vengono redatti ogni volta, ogni anno in Italia, questi sono due protocolli che vanno nella direzioni giusta per cercare di fare qualcosa in più, che dopo tutte le cose che ci vengono dette, dopo tutte le strade che ci vengono spianate per cercare di farci capire , per cercare di farci analizzare meglio, per farci approfondire meglio gli argomenti c'è bisogno che ci sia chi mette in galera i delinquenti e allora noi siamo l'altra parte. L'anno scorso ne abbiamo cooptato 4300, speriamo quest'anno di trarne meno in arresto, non perché siamo meno bravi noi, ma perché significa probabilmente che pian piano si riduce il fenomeno, tutto passa però attraverso la collaborazione internazionale, perché fin quando si giunge dalla miseria e si arriva in Italia attraverso la deportazione coatta che questi delinquenti, queste organizzazioni criminali fanno di questa povera gente, noi ci troveremo sempre a combattere in Italia un fenomeno che ha altre radici, probabilmente sarà la nuova legge sulla prostituzione uno degli strumenti che ci aiuterà, ma probabilmente ci aiuterà in parte, non ci aiuterà in tutto se non ci sarà la collaborazione dall'altra parte del mediterraneo.

