I motivi profondi per vietare la prostituzione

Mara Carfagna, Ministro per le Pari Opportunità

    Prima di entrare nel merito delle disposizioni del disegno di legge permettetemi alcune considerazioni. Considerazioni sui motivi profondi che mi hanno spinta a rivedere la normativa sulla prostituzione, per rendere più efficace il contrasto ad un fenomeno che riteniamo fortemente lesivo della dignità e della libertà delle donne. Libertà e dignità sono due valori antichi, essenziali. con una durata della natura stessa dell’essere umano. Sono due valori che vengono vistosamente calpestati e violati quando ci troviamo di fronte al fenomeno della prostituzione  schiavizzata. La dignità delle donne che sono costrette a prostituirsi è una dignità irrimediabilmente sfregiata. La libertà, la prostituzione rende le donne schiave, mute, sorde, cieche. Le donne non hanno la libertà di decidere della propria vita, di decidere dei propri affetti, non hanno la libertà di chiedere aiuto, non hanno la libertà di essere donne. Si tratta molto spesso di donne che vengono fatte venire in Italia con la promessa di una vita migliore, con la promessa di un guadagno dignitoso che possa permettere a loro stesse, ai loro figli e alle loro famiglie una vita dignitosa. Invece le loro speranze vengono spezzate una volta entrate in Italia. Sono costrette a prostituirsi per strada.

    È proprio pensando alla condizione di queste donne e alla volontà di renderle libere e spezzare le catene, che abbiamo voluto predisporre con i ministri Alfano e Maroni questo disegno di legge, che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso Settembre e attualmente è all’esame delle commissioni del Senato. 

    Cosa dice la legge? La legge dice che prostituirsi in un luogo aperto al pubblico è reato. Naturalmente non vogliamo sotto-intendere questa previsione un giudizio morale su questo fenomeno, non è compito dello Stato, ma è compito invece del Governo assumersi la responsabilità di contrastare questo fenomeno come diceva giustamente il presidente Napolitano. Abbiamo creduto che questo impianto normativo fosse altamente persuasivo del fenomeno. Colpire il cliente, colpire la prostituta non perché vogliamo criminalizzare la prostituta,che è la l’anello debole della catena. Io faccio sempre l’esempio delle famiglie che purtroppo si trovano ad affrontare il tragico evento del sequestro, a cui vengono bloccati i beni, i patrimoni, non c’è la volontà di  voler infierire ulteriormente sulla famiglia che ha già avuto il dolore di vedersi sottratto un familiare, ma è soltanto così, soltanto spezzando la connivenza fra prostituta e cliente,che si riesce a togliere linfa al mercato della prostituzione. Tra l’altro ci troviamo di fronte ad una legge che ha già visto la sua efficacia sperimentata nelle ordinanze comunali di molti sindaci del nostro Paese hanno riproposto in toto il disegno governativo di legge. Le forze dell’ordine ci dicono, non solo che la prostituzione si è ridotta (la prostituzione in strada, voglio ricordarlo, copre il 75% dell’intero fenomeno) ma che le organizzazioni criminali che lucrano con questa attività, circa 90 milioni di euro al mese,si stanno organizzando per andare all’estero. Difficilmente noi crediamo che la prostituzione possa spostarsi all’interno delle case, perché all’interno dei condomini vi è un controllo diretto, reciproco. Le persone senza scrupoli, che guadagnano così tanto sfruttando il corpo delle donne, difficilmente accetterebbero di veder diminuire i propri guadagni e di andare in casa, rischiando di essere denunciati e arrestati. Ecco perché, come confermano i dati che abbiamo in possesso, la prostituzione e il suo giro di affari, si stanno spostando verso quei Paesi dove il mercato della prostituzione non conosce regole rigide e ferree come quelle che noi vogliamo imporre nel nostro Paese. 

    L’Italia è sempre stata una grande conquista per gli schiavisti, gli sfruttatori, per coloro che appunto guadagnano sfruttando il corpo di povere vittime, spesso anche minorenni. Noi vogliamo far capire che l’Italia non è, e non sarà, un mercato facile per la prostituzione. Mi auguro che anche altri Paesi possano adottare normative di contrasto severo alla prostituzione; soltanto così si riuscirà veramente a debellare il mercato della prostituzione, ma da responsabile del governo italiano devo preoccuparmi naturalmente di cosa accade all’interno dei confini nazionali. La legge prevede anche l’inasprimento delle sanzioni per chi sfrutta la prostituzione minorile, prevede un ampliamento – nella fattispecie penale- punendo tutte quelle condotte che portano a sfruttare la prostituzione minorile, quindi dall’addestramento, al reclutamento, allo sfruttamento e prevede anche l’introduzione di una nuova fattispecie di reato “associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione”. Aggiungiamo un ulteriore comma dell’articolo 416 del codice penale, che puniamo con la reclusione da 4 a 8 anni a chi organizza bande criminali che hanno come obiettivo quello di sfruttare la prostituzione. Questi sono i dati salienti del disegno di legge del provvedimento che, come dicevo prima, è ora all’esame del Senato e mi auguro possa essere approvato quanto prima, senza stravolgimenti, convinti come siamo della bontà di questo impianto normativo. Attualmente ogni processo di grande cambiamento, porta inevitabilmente con sé forti reazioni, genera forti reazioni,  questo processo di cambiamento non si è sottratto a questo tipo di accoglienza da parte dell’opposizione ma anche da parte di alcuni settori, seppur ristretti, della maggioranza. 

    Noi porteremo avanti la nostra battaglia, lotteremo per quelle tante donne che quotidianamente sono costrette a veder sfregiata la propria dignità e compromessa la propria libertà. Perché se la prostituzione esiste, è perché c’è la volontà di taluno di mercificare il corpo delle donne e di rendersene proprietario.

    Io chiedo che a questa volontà bisogna rispondere e opporsi  con altrettanta volontà ed è quello che noi abbiamo intenzione di fare, seguendo anche quello che diceva Don Oreste Benzi, il cui pensiero e la cui attività ha ispirato la nostra attività di contrasto alla prostituzione. Don Oreste Benzi chiedeva giustizia per la donna … Siccome dietro ogni donna c’è una sofferenza profonda, una sofferenza immane, lavoriamo affinché questa sofferenza possa essere ridotta. La nostra volontà è quello di debellare questo fenomeno purtroppo assurdo e vergognoso che continua a crescere in maniera preoccupante.

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