On. Angelino Alfano, Ministro della Giustizia
Noi crediamo che il Parlamento potrà accogliere di buon grado questa iniziativa legislativa e pensiamo che la vicenda possa avere un suo dispiegarsi abbastanza rapido. E però vi è anche un altro aspetto, ed in questo colgo positivamente la presenza del collega albanese, e credo che il Ministro Carfagna si impegnerà anche in quella direzione con il mio massimo sostegno, perché lei sta manifestando una passione ed una competenza su questi argomenti che meritano non solo il rispetto ma anche il sostegno. E qual è questa nuova frontiera che mi pare francamente quella decisiva?
Quella della cooperazione internazionale, perché tante volte l’attività giudiziaria ci ha dimostrato come la matassa sia più difficile da dipanare quando i criminali si fanno scudo di altri soggetti oppure agiscono direttamente da uno Stato estero. Agendo da uno Stato estero hanno una possibilità di nascondimento maggiore, hanno una possibilità di occultamento delle prove maggiore. Ecco perché questi problemi non si possono risolvere esclusivamente con la legislazione nazionale ma occorre una collaborazione tra le forze di polizia. Ed in questo senso credo che il Prefetto Manganelli sia già al lavoro, e non da ora, così come occorre una collaborazione tra gli Stati. Penso anche che nell’ambito di una visione complessiva dell’Europa, che non può essere meramente amministrativa o meramente economica, l’Europa debba farsi carico al proprio interno di queste migrazioni schiavistiche. Debba farsi carico dei circuiti criminali trans-nazionali che operano attraverso la collaborazione tra criminali in Stati differenti. E dunque pensiamo che l’Europa non avrà pienamente assolto al proprio compito se non avrà posto innanzi a sé non tanto e non solo l’obbiettivo economico che è stato o ha dato l’impressione di essere spesso il principale dei suoi obbiettivi, quanto quello dell’unificazione dei diritti attraverso il mutuo riconoscimento delle sentenze e delle decisioni giurisdizionali , ma anche una collaborazione per il contrasto di questi fenomeni criminali in una dimensione da Stato singolo non possono essere affrontati nella loro pienezza.
Concludo dunque dicendo che nelle tre direzioni che ho ora illustrato, il Governo è attivo sia per quanto riguarda il trattamento sanzionatorio, sia per quanto riguarda il profilo sociale, sia per quanto riguarda il profilo di interlocuzione internazionale. Incontri come quello di stamattina servono a creare un qualcosa non di materiale ma di immateriale, servono a creare il consenso, servono cioè a creare una consapevolezza condivisa circa l’opportunità e l’importanza di alcune scelte. Anche di talune scelte buone, anche quando non vengono profondamente condivise con le organizzazioni che si occupano alla base di contrastare alcuni fenomeni e di dare aspettative e speranze alle vittime di questi fenomeni criminali. Quando non vengono condivise tra attori istituzionali , anche le buone scelte, che spesso hanno percorsi tortuosi per realizzarsi. Invece come ha fatto il Ministro Carfagna, noi riteniamo che quando vi è una consapevolezza, una condivisione, uno sforzo di stare insieme dal punto di vista della costruzione del percorso, noi abbiamo in Parlamento un disegno di legge ma vogliamo arrivare al dibattito parlamentare con una forte condivisione sociale di un testo che ha una sua valenza attuale ed una sua valenza prospettica ancora più forte se si considera quanto potrà essere rafforzato e migliorato, non per stravolgere l’impianto, come diceva il nostro rappresentante della Comunità di Don Benzi, ma per rafforzarne l’impianto. E penso che incontri come quello di oggi abbiano proprio questa finalità e penso e spero che questa finalità sia condivisibile a tutti.
