Introduzione e saluto

Dr. Giovanni Paolo Ramonda, Responsabile Generale dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII"

    La nostra Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in piena adesione con il grande insegnamento e la nobile eredità lasciata dal nostro fondatore don Oreste Benzi, si è sempre battuta e continua operosamente ogni giorno a lottare affinché vengano liberate le donne schiavizzate a causa della prostituzione. Questo fenomeno continua purtroppo ad assumere dimensioni preoccupanti perché l'attuale contesto socio-economico crea le condizioni di cui rimangono vittime tutte quelle giovani, circa il 40% minorenni, che vengono ingannate, trattate prevalentemente dai Paesi dell'Est e dalla Nigeria con la prospettiva di un guadagno e di un lavoro.

    La nostra esperienza in questa dura lotta, praticamente quotidiana sul campo, ci ha fatto conoscere e toccare con mano tutte le forme di violenza, di sopraffazione, di sopruso che vanno fino alle conseguenze più estreme come le torture fisiche e psicologiche in cui queste giovanissime donne rimangono implicate. Di queste persone un Paese civile deve farsi carico nel rispetto di imperativi etici e dei principi della nostra Carta Costituzionale che in più articoli sancisce e riconosce la sacralità della persona umana.

    Non è pensabile che la prostituzione, essendo indiscutibilmente una forma di sopruso, possa essere legalizzata o disciplinata come alcuni cercano di sostenere: la violenza non si disciplina, non si circoscrive bensì la si elimina con cogenti interventi legislativi. In un mondo come quello attuale dove i valori appaiono perduti e le coscienze risultano sempre più smarrite è importante tutelare in tutte le forme e in tutte le situazioni la sicurezza della persona e il rispetto dovutole per la sua costante crescita. Pertanto è necessaria una risposta ferma, decisa e incontestabilmente, chiara, che non dia adito ad interpretazioni o "aggiustamenti" di sorta. Liberare le donne è un atto di giustizia, cui lo Stato non può ulteriormente sottrarsi.

    Pertanto abbiamo organizzato, con il Ministro per le Pari Opportunità, On.Mara Carfagna, questo Convegno dal tema “Sulla dignità non si TRATTA” proprio nel momento in cui viene esaminato l’importante disegno di legge, il DDL 1079, che, se non verrà stravolto ma sarà approvato così come è stato pensato, sarà per noi ma soprattutto per le migliaia di donne schiavizzate sulle strade e al chiuso un primo grande traguardo.

    Noi chiediamo che questa legge passi in fretta perché il fenomeno continua ad aumentare ed a fomentare il crimine più violento. Ribadiamo il nostro più deciso dissenso contro qualunque forma di regolamentazione e legalizzazione di quello che noi consideriamo la “perversione e violenza più antica del mondo”: comprare ed usare il corpo umano senza considerare la dignità della persona e la sua integrità.

    Una svolta culturale è necessaria in questo Paese dove ancora è possibile comprare con una prestazione sessuale ragazze minorenni e comunque sempre giovani donne in stato di schiavitù e sfruttamento. Chiediamo che la punibilità del cliente, causa e motore di questo turpe mercato, venga estesa anche all’interno dei tanti locali denominati, privè, night club, così come all’interno di alberghi e appartamenti.

    Lo Stato favorisca il contrasto del traffico di persone destinate alla prostituzione attraverso una legge specifica per mandare un forte segnale agli organizzatori del racket. Dall’inizio degli anni ’90 ad oggi abbiamo accolto oltre 7000 donne e la nostra esperienza ci permette di rinnovare ancora una volta questo appello ringraziando anche tutte le Forze dell’Ordine per il loro grande impegno a favore della liberazione delle schiave del sesso, in particolare permettete un particolare ringraziamento al Prefetto Antonio Manganelli Capo della Polizia, istituzione con la quale l’Associazione ha una collaborazione fattiva e consolidatasi negli anni. Noi abbiamo sempre chiesto in questi ultimi vent’anni che la prostituzione sia combattuta con precise disposizioni di leggi che ne impediscano qualsiasi forma ed espressione, in quanto come diceva don Oreste Benzi "nessuna donna nasce prostituta" ma ci diventa perché vittima di solitudine, di disperazione, di estrema debolezza psicologica e condizionata dai suoi aguzzini. Noi crediamo che uno Stato democratico, le istituzioni e tutte le realtà educative non possano mettersi dalla parte di chi induce alla prostituzione bensì dalla parte di chi è vittima e deve essere liberata. Siamo convinti che anche le nuove generazioni si aspettano modelli educativi coerenti e credibili trovando nel mondo degli adulti risposte precise ai loro smarrimenti e alle loro conseguenti inquietudini.

    Ringraziamo sentitamente il Ministro On.Mara Carfagna con la quale abbiamo collaborato per la realizzazione di questo evento e tutte le autorità qui presenti, i Signori Ministri, gli illustri relatori, il Capo della Polizia e quanti hanno aderito al nostro invito di partecipazione.

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